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Con Uisp ed Ecopneus l’economia circolare va in porto

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Dagli pneumatici fuori uso ai parabordi per le barche. È l’esempio virtuoso di economia circolare presentato a Trieste da Uisp (Unione italiana sport per tutti) ed Ecopneus, in occasione della 54esima Barcolana che, in un’edizione con 1614 barche al via, ha visto trionfare l’imprenditrice e filantropa americana Wendy Schmidt con la sua Deep Blue.
I protagonisti della trasformazione in ambito nautico non si sono limitati a lanciare un buon proposito, ma concreti prototipi in gomma riciclata: parabordi e pannelli per banchine nati dal riutilizzo degli pneumatici fuori uso. Li hanno presentati al pubblico in occasione dell’incontro “Approdi sicuri con la gomma riciclata” che, per la valenza dei temi proposti, era inserito nel calendario internazionale della Barcolana.

«La collaborazione tra Uisp ed Ecopneus – ha spiegato Tiziano Pesce, presidente nazionale Uisp – sta aprendo nuovi orizzonti alle pratiche sportive grazie al reimpiego della gomma riciclata. Sicurezza e attenzione per l’ambiente caratterizzano la nostra visione di sport per tutti: siamo felici che vadano nella stessa direzione prevista dai nuovi programmi per il conseguimento della patente nautica e siamo certi che rappresenteranno un impulso ulteriore allo sviluppo della vela in Italia, soprattutto tra i giovani».
Fondamentale l’opera condotta da Ecopneus che, per voce di Giorgio Pisano, responsabile sviluppo mercati, fa sapere: «Ci occupiamo di economia circolare per gli pneumatici fuori uso, raggiungendo il trattamento del 60% di quelli sul territorio italiano. In 11 anni di attività abbiamo raccolto 2,5 milioni di tonnellate di penumatici, garantendo un servizio capillare e gratuito contro gli abbandoni illegali e le ecomafie. In ambito nautico, dopo aver testato la validità delle pavimentazioni in gomma riciclata allo Yacht Club Italiano di Genova, presentiamo a Trieste il primo prototipo di parabordo in gomma riciclata da pneumatici fuori uso, un materiale molto performante che riteniamo utilissimo in ambito velico e nautico». «Anche lo sport – ha concluso Sara Vito, responsabile transizione ecologica Uisp – può essere protagonista della transizione ecologica attraverso percorsi innovativi e di formazione».

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