Di sostenibilità oggigiorno si fa un gran parlare. Talvolta così, giusto per, senza avere validi argomenti. In questo caso, invece, il grande tema merita di essere menzionato.
Il nuovo catamarano a motore di Lagoon misura, fuori tutto, più di 24 metri di lunghezza, e l’80% della vetroresina utilizzata è riciclata, così come il 71% dei legni che si trovano a bordo. In particolare ci sono voluti 8 mila e 200 chili di resina e il 45% di questa è fatta di componenti biologici. Tirando le somme, rispetto ai materiali tradizionali, il risparmio è di 10 mila chilogrammi di CO₂ per ciascun modello che esce dai capannoni di Bordeaux.
Il progetto di Eighty3 è stato realizzato da una squadra ben affiatata: VPLP Design per l’architettura, Patrick le Quément per gli esterni e Nauta Design per gli interni.
Eighty3 non è il primo grande catamarano a motore di Lagoon perché, oltre al 67’, il cantiere si era già cimentato in esemplari custom. Ed è un bene, perché proprio questa caratteristica di disponibilità alla personalizzazione si ritrova anche sui modelli di serie. Eighty3 si contraddistingue senza dubbio per attenzione al design, cura del dettaglio e qualità dei materiali. Le superficie all’aperto e i volumi interni sono così grandi che si misurano in metri quadri. Il Fly viene chiamato terrazza e misura 50 metri quadrati per l’appunto. Il T-Top la protegge completamente, con una parte centrale di tela e scorrevole, ideale quando il sole è tramontato per poter ammirare il cielo e le stelle. Il tavolo da pranzo è in grado di accogliere almeno nove commensali e il divanetto a L altrettanti, se non addirittura di più. La cucina principale, dotata di grill, è nell’area notte vicina alla zona equipaggio. La postazione di guida principale è proprio sul fly, all’aperto, ma comunque protetta dal T-Top. C’è un’unica poltrona per il comandante, senza altre sedute intorno. Lo spazio è così ampio che sembra quasi la postazione di guida di un’astronave.
Il ponte principale è ovviamente un’area in continuità tra spazi interni ed esterni. La piattaforma di poppa è immergibile ed è capace di sostenere un grande tender perché regge fino a mille e 500 chili di peso. Pozzetto, passavanti laterali e zona di prua sono il trionfo di prendisole, tavolo da pranzo, sedute, divanetti e chaise longue. C’è davvero l’imbarazzo della scelta.
Al salone si accede dal portello del pozzetto che è interamente apribile e tutto vetrato per garantire una vista verso l’esterno a 360°. Anche alla zona di prua si accede agilmente, dato che, oltre ai passavanti laterali, c’è una porta vetrata che permette di varcare l’area living di prua dal salone, dove peraltro sono stati allocati un altro tavolo da pranzo, un banco bar con sgabelli e un’area living. C’è spazio anche per il carteggio che dispone di un tavolo ampio circondato da molti strumenti. Qui c’è anche la seconda postazione di guida che è caratterizzata dalla presenza delle manette dei motori e dal joystick. Manca il timone, ma è una scelta precisa: si tratta, infatti, di una postazione da sfruttare per le lunghe navigazioni in mare aperto quando si procede con il pilota automatico. Per le manovre in porto o in rada, invece, si deve salire sul fly, dove c’è una visuale migliore del panorama. Infine, nei due scafi si trova l’area notte.
In totale sono quattro cabine con relativi bagni e a ognuna si accede autonomamente. Dal salone a dritta si raggiunge l’armatoriale che è impreziosita da un portellone sulla fiancata che, una volta aperto, si trasforma in un balcone a pelo d’acqua. Oltre al bagno con box doccia separato, c’è anche una grande cabina armadio. Sullo stesso scafo, più a poppa, c’è una matrimoniale, a cui si accede dal salone, ma da una scaletta più verso poppa. Lo scafo di sinistra ospita un’altra matrimoniale, una grande cucina lineare e a prua la zona equipaggio, costituita da quattro posti letto. Insomma, comfort e spazio per gli armatori, gli ospiti e l’equipaggio non mancano. In sala macchine, i motori sono due Nanni su base John Deere N3 da 580 cavalli ciascuno. L’energia a bordo è fornita dai tanti pannelli solari installati sul T-Top più altri a poppa del fly e, quando non bastano, dai generatori Mase.
«In occasione del lancio del nuovo Eighty3, siamo particolarmente orgogliosi di annunciare che la nuova ammiraglia Lagoon ha previsto l’installazione a bordo di due generatori Mase VS 17.5 LOW collegati in parallelo. Questa configurazione garantisce continuità di servizio, maggiore efficienza energetica e una gestione ottimale dei carichi di bordo, in linea con gli standard di affidabilità e di silenziosità richiesti oggi dal segmento dei multiscafi di alta gamma». Stefano Campanelli

REFIT MADE IN LAGOON
Lagoon ha da poco lanciato un servizio di refit per i propri modelli che si chiama Lagoon Neo. Per strutturarsi il cantiere ha investito in acquisizioni e nuove aree. Gli Hub sono diversi, nel Mediterraneo, a Canet-en-Roussillon e in Tunisia, e nell’Atlantico. Fuori dalla colonne d’Ercole, le sedi sono a Bordeaux e a Les Sables-d’Olonne. Il servizio è offerto in package a prezzi molto concorrenziali. È prevista perfino la rimotorizzazione, oltre a qualsiasi lavoro di refit e customizzazione.
LAGOON IN CIFRE
I dipendenti sono 2 mila. Oggi nel mondo navigano 7.700 Lagoon tra catamarani a vela e a motore. La gamma Lagoon è costituita da dieci modelli a vela – la novità per il 2026 sarà il 47’ – e due modelli a motore: il 67 e Eighty3. Il brand fa parte del gruppo Bénéteau (una galassia di 18 brand e 6 mila e 400 dipendenti).


