Emergenza Salento
"Nel ricordo di Alessandro Risolo"

Se lo yachting cambia residenza

Pubblicato il:

Condividi:

Che lo yachting tragga ispirazione dall’architettura residenziale di lusso ormai è consuetudine. Le barche oggigiorno sono a tutti gli effetti confortevoli dimore sul mare, non più da esibire, bensì da abitare. Talvolta accade anche il contrario. Tommaso Spadolini, architetto di fama internazionale, il figlio Giovanni e Serena Spinucci, vulcanica imprenditrice, nonché co-founder del marchio Milaner, per il restauro di una meravigliosa villa (di proprietà di quest’ultima) hanno preso spunto dal mondo delle imbarcazioni. Da questa bella sinergia ha preso nuova forma una casa di ben 650 metri quadrati suddivisi su tre piani, incastonata tra le colline che dominano il Lago di Lugano, in Svizzera.

«Ho conosciuto Serena e suo marito nel 2011, perché erano amici di un armatore italiano per il quale stavo seguendo il refit di una barca» racconta Spadolini. «In quell’occasione mi hanno chiesto di occuparmi anche del refit del loro yacht Virginian, a cui è seguito il refitting delle due successive imbarcazioni di famiglia. Dopo tanta esperienza insieme, Serena ha gentilmente chiesto il mio aiuto per progettare gli interni e sistemare le aree esterne della sua nuova villa a Lugano».

Detto fatto. Con queste premesse, il leitmotiv del progetto è apparso chiaro fin da subito. «Tommaso ha studiato ogni dettaglio con l’occhio esperto dell’architetto navale e grazie alla sua esperienza ha perfettamente compreso le nostre richieste e le nostre necessità» precisa Serena Spinucci. «È riuscito a creare un ambiente accogliente che ci dà spesso la sensazione di trovarci a bordo del nostro yacht».

La costruzione originale aveva finestre di dimensioni ridotte. E questa è stata la prima sfida, ovvero quella di collegare l’interno con l’esterno per creare continuità con il giardino e il paesaggio, facendoli diventare parti integranti del progetto. Per fare questo, si è partiti da interventi strutturali, come ad esempio l’eliminazione di alcuni pilastri. Ciò ha permesso di ricavare ampie finestrature in ogni ambiente. Le grandi pareti vetrate del salotto, ad esempio, una volta aperte, si uniscono in un unico ambiente col giardino circostante. Ovunque trionfano vetri e cristalli che permettono alla luce di illuminare tutti gli ambienti.

Protagonista assoluto degli interni, il legno di rovere, lavorato dai maestri artigiani della falegnameria Del Curto di Chiavenna (dove peraltro sono stati creati i mock up di tutti gli ambienti prima del loro allestimento nella villa). Lo stile è contaminato da modernità e tradizione: ci sono arredi di famiglia, come il grande arazzo che domina la parete della sala da pranzo, ai cui lati spiccano due antichi timoni e autentici “pezzi” firmati Paolo Castelli. La luce naturale guida attraverso gli spazi, senza soluzione di continuità tra la sala da pranzo e il salone, riscaldato dal grande camino moderno. Allo stesso piano si trova l’area notte padronale: la camera da letto, che si affaccia direttamente sul lago attraverso una grande vetrata e si apre su una terrazza riservata per la colazione o momenti di relax. La zona notte notte dei figli e degli ospiti, invece, si trova al piano inferiore, accanto a una spaziosa e attrezzata area fitness.

Dulcis in fundo: «Giocando con l’inclinazione del pendio della collina, abbiamo posizionato un gazebo sul tetto della villa, che risulta allo stesso livello della piscina. Così, quando ci si siede al tavolo per pranzare, la sensazione è davvero quella di trovarsi sul flying bridge di uno yacht» chiosa l’architetto.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui