Sono oltre 150mila le ore di consulenza ingegneristica che il Rina ha dedicato al nuovo viadotto di Genova. Unico soggetto a seguire dal primo all’ultimo giorno il progetto insieme con la struttura commissariale, ha coordinato tutte le operazioni: dalla demolizione dei resti del ponte Morandi alla consegna dell’intero impalcato.
L’azienda, scelta per il project management, direzione lavori e coordinamento della sicurezza, ha avuto un ruolo di grande responsabilità per il coordinamento di tutti i passaggi approvativi e operativi. Rina ha messo in campo un team che è arrivato fino a 90 persone dedicate al controllo del progetto, delle fasi costruttive, dei tempi di realizzazione, dei costi, delle risorse e dell’avanzamento lavori, armonizzando il contributo di tutti gli attori coinvolti nelle varie fasi. Andrea Tomarchio (project management), Alessandro Aliotta (direzione lavori), Emilio Puppo (responsabile sicurezza) hanno guidato fin dall’inizio la squadra Rina direttamente in cantiere. Ma l’impegno non finisce con il varo dell’ultimo impalcat, continuerà fino alla consegna del nuovo viadotto.
“Avere un efficace project management alla guida di un progetto complesso come questo – spiega Roberto Carpaneto, amministratore delegato di Rina Consulting – significa dargli un’impostazione dinamica, veloce, che consente, da un lato di procedere nel rispetto di tutte le norme e in sicurezza e, dall’altro, di essere prontamente efficaci di fronte alle criticità che un’opera del genere ci presenta ogni giorno”.
Occorre ricordare che il cantiere del nuovo viadotto è inserito in uno spazio davvero limitato, in un ambiente cittadino densamente popolato, adiacente a realtà industriali (quali Ansaldo Energia), in interferenza con quattro assi viari fondamentali, uno ferroviario principale per la logistica portuale, un fiume, innumerevoli reti preesistenti di sottoservizi alla città e alle realtà industriali sul territorio. Da qui le notevoli complessità di gestione e programmazione dei lavori in questi mesi, alle quali si sono sommate le importanti criticità ambientali che la fase di demolizione ha prodotto.
“Abbiamo dimostrato – ha aggiunto Carpaneto – che l’applicazione di un avanzato project management ha consentito di svolgere in parallelo la difficile demolizione di un ponte imponente, quale era il Morandi, e la costruzione di un nuovo viadotto, che nonostante la sua semplicità strutturale, restituirà a Genova e al nostro Paese condizioni di mobilità normali, rappresentando contestualmente un grande motivo di orgoglio per tutti”.
Fino ad oggi, gli esperti Rina hanno prodotto più di 3mila documenti tecnici e svolto circa 600 istruttorie di revisione, controllo e approvazione di documentazione relativa alla progettazione della demolizione e della ricostruzione del nuovo ponte, ai contenuti tecnici, alle verifiche, alla qualità, alla sicurezza e agli aspetti ambientali. Il team ha, inoltre, effettuato 2mila ispezioni presso gli stabilimenti e le officine produttive dei materiali e degli elementi strutturali del nuovo ponte e ispezionato e verificato la congruità e la qualifica di 15 impianti produttivi tra cui quelli per la produzione di lamiere, carpenteria metallica, calcestruzzo, ferri d’armatura per il calcestruzzo e i laboratori per l’esecuzione dei test sui materiali.
Rina fornisce un’ampia gamma di servizi nei settori Energia, Marine, Certificazione, Infrastrutture e Trasporti e Industry. Con un fatturato atteso nel 2019 di 465 milioni di euro, oltre 3.900 risorse e 200 uffici in 70 Paesi nel mondo, partecipa alle principali organizzazioni internazionali, contribuendo da sempre allo sviluppo di nuovi standard normativi.




