La sfida a colpi di remi più dura del mondo è targata Schenker. Ben 23 barche delle 28 in gara, infatti, hanno a bordo la tecnologia della sopravvivenza, vale a dire un dissalatore Schenker. Tentando questa impresa, gli equipaggi vogliono testare i limiti della resistenza umana attraversando l’Atlantico. E’ la Talisker Whisky Atlantic Challenge, la durissima gara di canottaggio partita da San Sebastian de La Gomera (Canarie) con destinazione Antigua lungo una rotta di 3mila miglia nautiche.
Gli equipaggi (solisti, coppie, o gruppi di tre o quattro componenti) provengono da 16 Paesi e tenteranno di battere il record mondiale detenuto dai vincitori dello scorso anno, i Latitude 35, che hanno completato il percorso in 35 giorni. Tutte le imbarcazioni ipertecnologiche, allestite per i lunghi giorni di sopravvivenza in mare, potranno contare esclusivamente sulla propria resistenza, il coraggio estremo, la buona sorte ma anche sulle migliori attrezzature.
A bordo di queste barche, infatti, il dissalatore rappresenta l’unica fonte di sostentamento idrico-alimentare poiché l’impianto è indispensabile per l’approvvigionamento di acqua potabile e per la reidratazione dei cibi liofilizzati. E così quasi tutti gli equipaggi hanno deciso di installare a bordo un dissalatore Schenker.
Per capire meglio l’importanza di questi dissalatori, basti pensare che ogni partecipante brucerà circa 8mila calorie al giorno, perdendo approssimativamente il 20% del peso corporeo durante la gara. Gli equipaggi, infatti, dovranno vedersela con tempeste tropicali, onde di 12 metri e caldo torrido e afoso.


