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"Nel ricordo di Alessandro Risolo"

Ferretti 860, evoluzione sostanziale

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Questo motoryacht, disegnato da Filippo Salvetti con interni di IdeaeItalia, mantiene il family feeling del cantiere, senza rinunciare al comfort, ai volumi e alla tecnologia

Il mito della caverna di Platone mi ha sempre affascinato. Mi sorprende, a distanza di tanto tempo, l’attualità che esprime. In sintesi, Platone dice che ciò che vediamo non è detto che sia la realtà. Nella grotta, con la luce del fuoco alle spalle, vediamo delle ombre proiettate sulla parete. Crediamo che sia la realtà, ma sono solo ombre. C’è chi rimane prigioniero, fermo sulle sue convinzioni, mentre chi esce dalla caverna, scopre che la realtà è un’altra cosa. Mi è venuto in mente l’altro giorno, quando mia moglie, passando davanti allo schermo del computer acceso con un rendering di uno yacht mi ha detto: “queste barche sono tutte uguali, sembrano quelle di dieci anni fa”. Chi si limita a guardare le ombre proiettate sulla parete della caverna potrebbe pensare qualcosa di simile per il Ferretti 860, ma proviamo a girarci dall’altra parte e a uscire dal tunnel.

Ferretti Yachts 860Gli interni sono stati progettati da Alessio Battistini e Davide Bernardini dello studio IdeaeItalia. Il salone principale, di oltre 27 metri quadrati, esalta la continuità tra esterno e interno grazie alle vetrate a tutta altezza su entrambe le murate, ed è proposto in due versioni: con cucina a vista o con lobby separata da una parete.

La carena è la stessa, nasce dal precedente 850. Cambiano però il layout degli interni e la coperta. Cambia tutto il contenuto e buona parte del contenitore. Ferretti il cambiamento lo ha affidato a Filippo Salvetti e a IdeaeItalia. E ha dato anche delle indicazioni precise: progettare uno yacht moderno, al passo con i tempi e in grado di soddisfare le esigenze degli armatori di oggi. Il primo obiettivo è quindi quello di aumentare i volumi a disposizione. Facile a dirsi, ma meno a farsi, soprattutto perché lo si deve centrare partendo da un’ottima carena già esistente.

Guadagnare spazio senza poter intervenire sulle dimensioni, le linee d’acqua e la struttura, non è così semplice, ma ciò che si è ottenuto è servito soprattutto per ricavare un garage per il tender, capace di ospitare un tender da quattro metri, una moto d’acqua da due posti e gli immancabili toys, a cui sembra che gli armatori non possano più fare a meno. L’aumento di volume del garage ha comportato una posizione relativamente più rialzata del pozzetto che ha una sorta di parapetto a poppa in cristallo per mantenere comunque un contatto visivo con il mare e la beach area.

La cabina armatoriale, a tutto baglio e dalle grandi dimensioni, si trova a centro barca e adotta design e soluzioni simili a quelle ideate per i mega yacht con ampi spazi di storage, una cabina armadio “walk in” e bagno armatoriale. Lungo la murata di dritta si trova la cabina ospiti matrimoniale, mentre a sinistra c’è la cabina ospiti con letti singoli. Completa il lower deck la cabina matrimoniale Vip.

Il pozzetto è allestito con un tavolo da pranzo per otto persone che si possono accomodare sui due divanetti lineari contrapposti e l’accesso al salone avviene attraverso una porta apribile che garantisce continuità ai due ambienti. Naturalmente, non potendo moltiplicare gli spazi, si sono dovuti fare dei cambiamenti, come quelli dei volumi della sala macchine, che però è molto ben organizzata. Al suo interno, oltre ai due Man V12 di 2.000 cavalli ciascuno, ci sono due generatori, uno stabilizzatore giroscopico Seakeeper e tutti gli altri impianti.

I motori standard sono leggermente meno potenti di quelli a disposizione per la prova. Si tratta di una coppia di Man V12 di 1.800 cavalli ciascuno. La sensazione al timone è quella di una navigazione tranquilla. Non c’è un mare particolarmente formato, ma un po’ di onda di scia riesco a incrociarla e la carena non va mai in crisi. Riesce infatti a fendere l’onda senza problemi, risulta sempre maneggevole e con un ottimo assetto, ben distesa sulla superficie del mare.

Il flybridge accoglie gli ospiti in un’area di 44 metri quadrati, alla quale si accede tramite una scala in teak. Può essere configurato con arredi freestanding, che affiancano un grande mobile bar multifunzione, la dinette, capace di ospitare fino a 8 persone, e, come optional, una Jacuzzi a poppa.

Ferretti Yachts 860

Filippo Salvetti ha firmato il progetto dell’exterior design.

La plancia di comando è semi-rialzata, ben separata dalla area guest, con flussi perfettamente progettati per accrescere maggiormente i livelli di privacy dell’armatore e dei suoi ospiti. La timoneria ha il controllo Simrad Command e il parabrezza senza montanti centrali permette una visione perfetta durante la navigazione. Dalla plancia di comando si accede direttamente ai locali equipaggio a cui sono dedicate due cabine doppie con bagni privati.

Per planare servono 384 litri/ora e per raggiungere la massima ne servono 768. Ottimo anche il sistema integrato di Xenta che ha aiutato in virata e all’ormeggio. Il designer, soprattutto per quanto concerne gli spazi esterni, è riuscito nel compito di mantenere il family feeling Ferretti, ma innovando. Filippo Salvetti ha lavorato molto sui pieni e sui vuoti che hanno il merito di alleggerire, anche in senso estetico, senza modificare troppo le linee a cui il cantiere ci ha abituato. Il ponte inferiore, quello che ospita la cabina armatoriale e le cabine ospiti, e il salone sono circondati da vetrate, ma un disegno analogo è riproposto con uno spazio vuoto lungo la fiancata del ponte principale.

FERRETTI YACHTS 860 È DISPONIBILE IN DUE MOOD, CLASSICO E CONTEMPORANEO: IL PRIMO CARATTERIZZATO DA COLORI SCURI E CALDI
CON CONTRASTI IMPORTANTI, IL SECONDO DA COLORI CHIARI E FRESCHI, CON TINTE TONO SU TONO FINO AL TOTAL WHITE.

Il perimetro del fly ha la stessa filosofia minimale. Per i miei gusti, ho trovato il parabrezza un po’ basso. Navigando a 25 nodi avrei preferito averne uno più alto per una maggiore protezione dall’aria. Verso poppa la battagliola ha una cornice in legno scuro che accentua il concetto di pieni e vuoti degli altri due ponti.  I layout particolarmente riusciti sono quelli dell’area notte che comprende, oltre all’armatoriale a centro barca e tutto baglio, anche due matrimoniali e una con letti singoli, e la soluzione per l’area living a prua che è a tutti gli effetti un secondo pozzetto.

Engine room
Due motori Man V12, nella versione della prova di 2.000 cavalli ciascuno, consentono di navigare alla velocità massima di circa 30 nodi. Nella versione standard ci sono due propulsori di 1.800 cavalli ciascuno.

Il garage è in grado di ospitare tender, moto d’acqua e toys in prossimità della piattaforma di poppa che si immerge per semplificare alaggio e varo.

FERRETTI YACHTS
Via Ansaldo, 5/7
Zona Industriale Villa Selva
I-47122 Forlì
T. +39 0543 787511
www.ferretti-yachts.com

PROGETTO
Dipartimento Engineering Ferretti Group • Filippo Salvetti (esterni) • IdeaeItalia (interni)

SCAFO
Lunghezza f.t. 26,95m • Lunghezza scafo 23,96m • Larghezza massima 6,22m • Pescaggio 2,08m  • Dislocamento a secco 72.000 kg • Dislocamento a pieno carico 82.000 kg • Serbatoi carburante 7.000 l • Serbatoi acqua 1.400 l

MOTORE
2 Man V12-2000 • Potenza 1.471 kW (2.000 cv) • Cilindrata 24,24 l • Alesaggio per corsa 128mm x 157mm • Regime di rotazione massimo 2300 giri/min • Peso 2.380 kg

CERTIFICAZIONE CE
CAT A

PREZZO
A partire da 5.590.000 € con Man 1800 per la stagione 2024/2025 – Esclusa Iva – Ex Yard (Agosto 2023)

(Ferretti 860, evoluzione sostanziale – Agosto 2023)

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