La versione Coupé del D50 ha un hardtop che garantisce molta protezione in consolle e in pozzetto. Ideale per usare la barca tutto l’anno
photo by Andrea Muscatello
D50 è la barca più grande del cantiere catalano De Antonio Yachts. Arriva dopo altri modelli, tutti caratterizzati da scelte di design che ne hanno decretato un vero e proprio stile. La versione Coupé differisce poco, ma i cambiamenti sono significativi. Il più evidente, rispetto alla versione Open che avevamo già testato, è la presenza di un hardtop più grande del T-Top che riparava solo parte della consolle di guida. E non si tratta solo di un tetto più lungo verso poppa, ma di una trasformazione di tutta la parte centrale della coperta. Il parabrezza, infatti, è direttamente collegato all’hardtop. In questo modo, sia in caso di spruzzi per mare formato, sia in caso di vento forte, la consolle, le quattro sedute per piloti e copiloti, il mobile cucina e il divanetto a U del pozzetto, godono di una protezione maggiore. Quello che non mi ha convinto del tutto è che questa protezione è fin troppo accentuata. L’hardtop prosegue oltre il pozzetto verso poppa e arriva a riparare dal sole perfino una parte del prendisole. L’altro aspetto è quello dell’aerazione. Intelligentemente, De Antonio Yachts ha diviso l’hardtop in due, inserendo un soft top nella parte poppiera. Il problema è che la parte più a prua, invece, ha una finestratura non apribile e quindi manca la circolazione dell’aria. Forse sarebbe bastata una porzione apribile per soffrire meno il caldo, soprattutto quando si è fermi in rada o quando si naviga ai bassi regimi perché ci si accinge a ormeggiare.


La cucina divisa in due e i due tavolini del pozzetto consentono di muoversi in coperta senza difficoltà.
L’altra novità, rispetto al D50 Open che avevo provato due anni fa, riguarda i motori. Sono, ovviamente, sempre dei fuoribordo, perché il cantiere rimane fedele alla scelta di questo genere di propulsione. E sono sempre Mercury per un totale di 1.200 cavalli di potenza. Quello che cambia è che invece di trattarsi di tre fuoribordo da 400 cavalli, nel caso della versione Coupé ho avuto la possibilità di avere a poppa due Verado V12 da 600 cavalli ciascuno. L’accelerazione è buona, del resto questi due propulsori hanno molta coppia. È identica, anzi perfino migliore, rispetto alla versione Open che pesa comunque 500 kg in meno dato che non ha l’hardtop. Inoltre, il modello Coupé della prova montava in sala macchine anche un generatore con ben 100 litri di carburante imbarcato.

Due cabine spaziose e un bagno grande e ben organizzato. Gli elementi indispensabili per una crociera di più giorni.
Sempre ottima la sensazione in virata perché il D50 stringe bene anche a velocità sostenuta. Inoltre, le murate alte, tipiche di tutti i De Antonio Yachts, aggiungono un senso di protezione maggiore. Il problema è che arriva acqua nebulizzata dalle fiancate e quindi la zona del pozzetto non è del tutto asciutta. Questo però capita solo in virata e in una giornata come quella che ho incontrato nel Tigullio con più di 15 nodi di vento. Il parabrezza tutto chiuso fa la sua parte. Me ne accorgo quando decido di prendere il mare di poppa. La prua entra nell’incavo dell’onda, ma la vetrata, ampia e completamente sigillata, impedisce all’acqua di arrivare in consolle. Ho sentito però l’esigenza di un tergicristallo che mi consentisse di avere una visibilità migliore con queste condizioni. In plancia il volante e le manette sono troppo distanti ed è difficile trovare una posizione di guida confortevole, soprattutto quando il mare formato richiede di intervenire sul gas per ridurre i colpi sullo scafo. Anche questo aspetto non è del tutto convincente perché, complice forse un assetto molto parallelo alla superficie del mare, anche con mezzo metro d’onda ci si deve impegnare al timone per ridurre i colpi e non rendere la navigazione poco confortevole. Insomma, non è una carena morbidissima. Del resto, quando si vogliono prestazioni elevate, a qualcosa si deve pur rinunciare. Alla massima ho superato i 40 nodi, con meno di dieci litri per miglio e 400 litri/ora per entrambi i motori.

La versione Coupé
non sacrifica
gli spazi all’esterno,
semplicemente li rende
più protetti
a centro barca e
verso poppa.
ALLESTIMENTO RICCO,
MA BEN
PROGETTATO.
È SEMPRE FACILE
MUOVERSI
A BORDO,
SIA DA POPPA
A PRUA,
SIA DA UNA
FIANCATA
ALL’ALTRA.
I due step sulla carena si fanno sentire, tanto che a diverse andature di crociera incidono maggiormente sulle prestazioni. Intorno ai trenta nodi, secondo me, si ha il risultato migliore: buona velocità e consumi contenuti che si aggirano intorno a sei litri per miglio per entrambi i fuoribordo. Anche l’autonomia, garantita dai 1.500 litri di capacità dei serbatoi, a questa andatura, supera le 200 miglia. Un valore giusto per godersi il Mediterraneo in lungo e in largo.
I due prendisole, quello tradizionale che nasconde i fuoribordo e quello di prua, sono così ampi da garantire ad almeno sei persone la possibilità di sdraiarsi e rilassarsi. Buona l’agilità in virata e in manovra. Ottima la visibilità dalla postazione di guida ben protetta dal parabrezza e dall’hardtop.
Quelle che non cambiano sono le soluzioni di coperta e interni, che risultano molto efficaci. Per prima cosa, la facilità di muoversi a bordo. Anche se l’allestimento del D50 Coupé prevede un camminamento centrale, favorito da una cucina divisa in due e dai due tavolini del pozzetto che si possono unire in un unico grande tavolo, la facilità di spostarsi da poppa a prua è sempre garantita. E lo stesso vale quando ci si muove da una fiancata all’altra. I camminamenti sono ampi e protetti, grazie ai numerosi tientibene. A poppa c’è il maxi prendisole che copre i fuoribordo, come da tradizione, e non manca il garage del tender posizionato in verticale a centro scafo. Una soluzione che permette di ottimizzare gli spazi, senza rinunciare a un piccolo tender o a doverlo collocare sulle staffe della plancetta di poppa. Infine, il layout degli interni offre tanta abitabilità nelle due cabine, sia in altezza, sia in larghezza. Il disimpegno sotto coperta è molto ampio e dà la sensazione di trovarsi in un ambiente confortevole, non sacrificato. Il bagno, inoltre, è diviso in una sorta di tre locali: al centro il lavabo, su un lato il wc separato e sull’altro il box doccia. Insomma, i tipici volumi interni che non fanno venire voglia di scendere in fretta a terra.


Engine data
La coppia di V12 da 600 cv di Mercury è la motorizzazione ideale. Tanta spinta in accelerazione anche se la barca non è leggerissima.
De Antonio Yachts
C/del Avenir, 8
ES-08006 Barcellona
T +34 934676036
Dealer: Pedetti Yacht Sales
Porto di Lavagna box 102
I-16033 Lavagna (GE)
T.+39 0185 370164
info@pedettiyacht.com
www.pedettiyacht.com
PROGETTO
Ufficio tecnico del cantiere
SCAFO
Lunghezza f.t. 14,90m • Larghezza massima 4,40m • Pescaggio 0,70m • Dislocamento 11.500 kg • Serbatoio carburante 1.500 l • Serbatoio acqua 450 l • Potenza minima installabile 1.200 cv • Potenza massima installabile 1.800 cv
MOTORE
2xMercury V12 Verado 600 • Potenza 441 kW (600 cv) • Cilindrata 7,6 l • 12 cilindri a V • Rapporto di riduzione 2,50:1 • Regime di rotazione massimo 5600-6400 giri/minuto • Peso con elica 572 kg
CERTIFICAZIONE CE
CAT B
PREZZO
€ 645.000 – Prezzo base con dotazioni standard (Dicembre 2023)
(De Antonio Yachts D50 Coupé, più comfort per l’Ammiraglia – Dicembre 2023)


