Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha annunciato che la ripresa della produzione manifatturiera, compresi i cantieri nautici, è fissata per il 4 maggio mentre le imprese possono svolgere tutte le attività propedeutiche alla riapertura a partire dal 27 aprile 2020. Tutte le attività prevalentemente orientate all’export, invece, possono partire subito. Confindustria Nautica ha già predisposto un form basato sui dati di settore per la comunicazione ai prefetti.
Nei giorni scorsi, il presidente dell’associazione confindustriale, Saverio Cecchi, aveva auspicato l’anticipo di una settimana: “La filiera della nautica deve ripartire il 27 aprile – aveva detto Cecchi nel corso di una conferenza stampa telematica – Il 4 maggio sarebbe già troppo tardi, comprometterebbe tutto il 2021. Dal giorno del lockdown fino al 15 aprile il fatturato della produzione ha perso il 13%. A oggi i posti di lavoro a rischio nella filiera sono circa 6mila. Che potrebbero raddoppiare se la ripartenza dovesse slittare al 15 maggio. Sono molto preoccupato per la piccola nautica, per cui una settimana di lavoro in più vorrebbe dire tanto. Una settimana per determinati cantieri è linfa, vuol dire recuperare. Non c’è più tempo, un’altra settimana significherebbe far chiudere molte aziende”. Ma tant’è.
Con la nota 0005671 del 26 aprile – recita un comunicato di Confindustria Nautica – il ministro della Salute, unitamente ai colleghi dello Sviluppo economico e delle Infrastrutture e Trasporti, hanno scritto al ministro dell’Interno per evidenziare che “fra le produzioni di rilevanza strategica per l’economia nazionale che possono continuare l’attività”, dovrebbero intendersi incluse quelle “orientate in modo prevalente alle esportazioni, il cui prolungamento della sospensione rischierebbe di far perdere al nostro Paese quote di mercato”.
Le attività in questione, ai sensi del Dpcm del 10 aprile 2020, possono cominciare a riaprire previa comunicazione al prefetto competente per territorio e nel rispetto del “Protocollo di regolamentazione per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus negli ambienti di lavoro” siglato il 24 aprile scorso.
Ai fini dell’attestazione del “prevalente orientamento alle esportazioni”, Confindustria Nautica, unica associazione riconosciuta dal ministero Infrastrutture e Trasporti come maggiormente rappresentativa, ha predisposto un form a disposizione delle aziende basato sui dati di settore elaborati dal proprio Ufficio studi. L’articolato dossier Riapertura controllato della filiera nautica, predisposto dall’associazione di categoria nelle scorse settimane, è riuscito a dimostrare tecnicamente il basso impatto di rischio delle attività nautiche ed è stato la condizione pregiudiziale per la valutazione di riapertura da parte dell’esecutivo. Intanto l’associazione è al lavoro per i provvedimenti su servizi e turismo nautico.
“Abbiamo il massimo rispetto per i nostri lavoratori – il commento di Saverio Cecchi – Per questo ci siamo particolarmente concentrati nell’elaborare ogni elemento utile a offrire le necessarie misure di tutela individuale e di controllo sanitario e definire i protocolli da adottare con i sindacati e le rappresentanze aziendali. Ringrazio il premier Conte e il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Mario Turco per la grande attenzione dedicata al nostro comparto”.
Confindustria Nautica, la decisione: si riparte il 4 maggio
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