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"Nel ricordo di Alessandro Risolo"

Cayman S600, come prima, più di prima…

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Solida, robusta, stabile e facile da condurre. Una barca che fa la barca, come una volta, quando si saliva a bordo per navigare e non per rimanere ormeggiati in porto o in rada

La barca come una volta, perché, nel caso ce lo fossimo scordati, serve soprattutto per navigare. Quando scendo a terra, dopo la prova a Genova, ho questa sensazione. Una barca che fa la barca. Non una location, ma un mezzo fatto per navigare: solida, robusta, confortevole, spaziosa. Insomma, fatta per rimanere a bordo a lungo e possibilmente non all’ormeggio. La cosa che ho trovato più convincente sono gli interni. Tre cabine e tre bagni, tutti con il box doccia separato, perché, come sanno tutti quelli che sono andati in crociera a lungo, lo spazio è sinonimo di comfort.

Cayman S600

IL DESIGN È STATO CURATO DA FERRAGNI PROGETTI, MENTRE BLUSEA SI È OCCUPATA DELL’INGEGNERIZZAZIONE.

Quando scegliete un albergo, preferite quello con il bagno in stanza o quello con il bagno in comune alla fine del corridoio? Risposta scontata. E per quale motivo la permanenza a bordo di uno yacht dovrebbe avere parametri differenti? Cayman S600 offre tanto spazio per almeno sei persone. L’abitabilità raggiunge o supera i due metri in qualsiasi locale, ma anche altri dettagli sono stati ben curati. La larghezza delle porte, la facilità di muoversi anche nel ponte inferiore, l’ampiezza dei box doccia, sono solo alcuni esempi. Inoltre, il layout prevede un disimpegno che smista l’accesso tra le cabine ospiti verso prua e quella armatoriale a centro scafo. Questa soluzione regala anche molta privacy alla zona notte. Purtroppo, sono ben sette i gradini per scendere sottocoperta, ma supportati da due tientibene presenti all’inizio della discesa. Altri dettagli importanti sono gli armadi e i cassetti per i vestiti, numerosi in ogni cabina. Inoltre, alle finestrature che consentono alla luce solare di illuminare gli spazi interni, sono stati affiancati anche gli oblò apribili in quasi tutti i locali favorendo l’aerazione. Insomma, tutto è stato studiato per rendere piacevole la permanenza a bordo.
Tre cabine e tre bagni, tutti voluminosi e senza spazi sacrificati. Cayman S600è stata realizzata per garantire lunghe permanenze a bordo.

La carena è un progetto interno dell’ufficio tecnico del cantiere con un deadrise costante di 17°. La laminazione è fatta a mano con resina vinilestere isoftalica, stratificata in monolitico sulla carena e in sandwich per la coperta. In sala macchine ci sono gli Ips 950 con due motori Volvo D11 da 725 cavalli ciascuno. È la soluzione preferita dal cantiere perché consente di ottenere le prestazioni migliori nel rapporto tra velocità e consumi. La barca è robusta, solida e resistente con un dislocamento di 30 tonnellate. La sensazione al timone è che il cantiere abbia ragione a suggerire gli Ips 950. Le performance sono più che sufficienti. Una volta, infatti, non c’era l’assillo di superare i 40 nodi o addirittura toccare i 50. Trenta nodi di massima è una velocità più che adeguata. Nello specifico, Cayman S600 è arrivato a 32,4 nodi e per planare sono bastati quasi 14 nodi. Poco meno di 20 nodi di range di crociera, spaziando tra cento e trecento litri/ora di consumo per entrambi i motori. L’armatore può scegliere tra un’andatura di crociera più dispendiosa oppure più parca nei consumi, a seconda di quante siano le miglia che ha intenzione di percorrere. L’autonomia è di circa 300 miglia nautiche, grazie alla capacità dei serbatoi che arriva a 2.460 litri. Un valore non solo adeguato per attraversare il Mediterraneo, ma anche ideale per non dover fare rifornimento troppo spesso. Sulle onde di scia che ho incrociato, la carena si è comportata bene. La sensazione è quella che non soffra il mare formato.

La manovrabilità, anche grazie agli Ips di Volvo è quella che ti aspetti. La barca non ha difficoltà a virare e controvirare. La risposta è sempre pronta, mai nervosa. Insomma, è facile da timonare. A 27 nodi di velocità, virando a tutta barra, non si avverte nessun tipo di problema. L’unico aspetto non troppo convincente è che solleva tanta acqua anche lateralmente e quindi il consiglio è quello di navigare sempre con le finestrature laterali della dinette ben chiuse per evitare che degli spruzzi possano arrivare in pozzetto. L’altra caratteristica che non mi ha soddisfatto del tutto è la visibilità che si ha dall’unica postazione di guida. Il parabrezza è inclinato anche per conferire un aspetto sportivo alle linee della barca, ma la conseguenza è che la porzione di vetro non è eccessivamente alta. Inoltre, al centro c’è un montante piuttosto ingombrante che spezza la visuale verso prua e quando si vira stretto, l’angolo cieco mi è sembrato piuttosto ampio. Il layout della coperta l’ho trovato molto funzionale. Anche in questo caso, come per gli interni, si vede che è stato progettato pensando al fatto che una barca debba soprattutto navigare.

L’hardtop ha uno spoiler apribile che favorisce la circolazione dell’aria sia quando si è in navigazione, sia quando si è alla fonda.

Bitte, passacavi, tientibene non sono solo presenti un po’ dappertutto, ma anche decisamente sovradimensionati. Il verricello dell’ancora è a vista, più facile da usare e comodo in caso di manutenzione. La piattaforma di poppa ha la scaletta bagno a scomparsa e sotto di essa due bracci consentono di abbatterla fino a farla immergere sott’acqua. In pozzetto, grazie alla gamba telescopica del tavolo con comando elettrico e allo schienale abbattibile del divanetto, l’area si trasforma da living a prendisole. E, infine i passavanti sono sufficientemente larghi per muoversi con facilità a bordo e il portello laterale che si affaccia sul passavanti di dritta, permette di raggiungere le sedute del pilota e copilota senza passare dal pozzetto. In conclusione, la sensazione è che sia tutto come una volta, quando le barche si facevano bene ed erano fatte per navigare non per fare bella mostra di sé da una pagina web o da una fiera di settore.

Engine room
Due Volvo D11 da 725 cavalli ciascuno con sistema Ips 950 sono la soluzione migliore per garantire performance e manovrabilità senza consumi eccessivi.

CAYMAN YACHTS – FLAG MARINE GROUP SRL
Via dell’Industria, 19
I-57016 Rosignano Marittimo (LI)
T.+39 0586 764210
www.caymanyachts.it

PROGETTO
Ferragni Progetti (design) • BluSea (engineering)

SCAFO
Lunghezza f.t. 17,88m • Larghezza massima 4,87m • Pescaggio 0,87m • Dislocamento 30.082 kg • Serbatoio carburante 2.460 l • Serbatoio acqua826 l

MOTORE
2xVolvo Penta D11-Ips 950 • Potenza 533 kW (725 cv) • 6 cilindri in linea • Cilindrata 10,84 l • Alesaggio x corsa 123mm x 152mm • Rapporto di compressione 16.5:1 • Regime di rotazione 2500 giri/min • Peso a secco 1.145 kg

CERTIFICAZIONE CE
CAT B

PREZZO
1.320.700 € con 2 Volvo Penta Ips 950 D11 725 hp

(Cayman S600, come prima, più di prima… – Febbraio 2024)

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