Il Salone Nautico di Genova “non riceverà un euro l’anno prossimo” se non ci sarà l’accordo tra le due associazioni Ucina e Nautica Italia. Firmato Carlo Calenda, ministro dello Sviluppo economico. Sembra davvero la soluzione finale, un fulmine a ciel sereno che da Genova rimbalza in un baleno fino al Cannes Yachting Festival dove espongono quasi tutti i produttori italiani, grandi e piccoli.
Secondo il titolare del dicastero, “dando vita a due associazioni che hanno litigato tra loro, il Salone è sprofondato”, ha aggiunto a margine del suo intervento alla Summer School di Confartigianato, e più in generale sul dossier fiere. “Rassegne”, ha aggiunto il ministro, che sono fondamentali, ma che non ha senso che ogni provincia abbia la sua”. E ha citato il caso Roma: “Un esempio delirante, è imbarazzante”.
Ecco la strategia indicata da Calenda: “Dobbiamo puntare su una trentina di quelle più importanti, a cui vengono dati i soldi. Vogliamo investire sulle cose che funzionano. Quelle che non funzionano, prima comincino a funzionare e poi avranno i soldi”.
Immediata la risposta di Ucina Confindustria Nautica: “Siamo da sempre istituzionalmente al servizio di tutta la filiera e siamo quindi allineati con le richieste di unità di intenti espresse oggi dal ministro Calenda – ha detto la presidente Carla Demaria – Abbiamo ben presenti le esigenze di tutto il mercato che rappresentiamo in Confindustria e gli sforzi compiuti dal Mise e dall’Ice a sostegno del comparto. In questo senso proprio il primo settembre scorso, Ucina ha rinnovato la sua disponibilità a un incontro con Nautica Italiana alla presenza del sottosegretario Scalfarotto già il 24 settembre prossimo e a seguire per il 27 o 28 settembre o ancora il 3 ottobre. Ucina conferma così e nei fatti con l’organizzazione e la gestione della 56a edizione del Salone il suo impegno concreto per tutto il mercato nautico italiano. Al Nautico di Genova partecipa la maggioranza delle aziende del comparto italiano, mentre l’imminente edizione (20-25 settembre) segna anche il ritorno di diversi brand esteri che riconoscono quindi il valore e la centralità internazionale del Salone come strumento di promozione del settore, confermando l’interesse per il nostro mercato da parte dei più importanti player internazionali”.
Ma non finisce qui. Si apre un altro fronte. Politico e, se possibile, ancora più rovente.
“Le divisioni del mondo della nautica in due diverse associazioni è certamente un fatto esecrabile, che rischia di danneggiare gravemente un settore in ripresa, tra le produzioni di eccellenza della nostra Regione e del nostro Paese. Su questo concordo pienamente con il ministro Calenda – il commento che il governatore della Liguria, Giovanni Toti, diffuso da Liguria Notizie.it – Tuttavia mi auguro che lo stesso ministro si adoperi fattivamente e con tutto il peso del suo dicastero per sanare questa situazione prodotta da incomprensibili ragioni di carattere personale e non certo da oggettivi motivi legati alla promozione del settore. Per quanto ci riguarda – ha aggiunto Toti – pure in questa situazione assai difficile, la Regione ha fatto di tutto per garantire che a Genova si svolgesse l’edizione 2016 del Salone, una manifestazione che, nonostante le molte difficoltà dell’economia italiana, dovrebbe segnare un timido risveglio del comparto. In questi mesi, trattando con tutte le parti in causa, la Regione si è inoltre proposta quale soggetto di regia pubblica e di garanzia, anche attraverso adeguati investimenti e diretta partecipazione, concordata pure con gli altri enti locali, per ricondurre il Salone Nautico e tutto quanto gli ruota intorno a una gestione più efficiente e unitaria. Speriamo che questo nostro sforzo venga affiancato con vigore e determinazione dal ministro Calenda”.
Poi l’affondo che probabilmente scatenerà reazioni a catena nel bel mezzo di una polemica senza fine e decisamente stucchevole. E così la battaglia navale si sposta sulla terra ferma, nei palazzi della politica.
“In merito agli appunti mossi alla nostra amministrazione da esponenti di quel partito che governa il Comune e la Città Metropolitana di Genova – la stoccata finale del governatore – rileviamo che tutte le difficoltà che ci troviamo ad affrontare derivano dalla sciagurata gestione dello stesso partito (Pd & soci, ndr) che ha portato al fallimento della Fiera, al degrado dell’intera area fieristica e alla mancanza di ogni indirizzo strategico circa quella attività. Ci auguriamo di riuscire almeno parzialmente a recuperare i danni prodotti da tale scellerata politica, pregando vivamente gli artefici della stessa di astenersi dal produrne di nuovi”.
Bomba Calenda: niente soldi al Nautico nel 2017
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