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"Nel ricordo di Alessandro Risolo"

Ucina-Nautica Italiana, ultima chiamata

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Ucina-Nautica Italiana, un altro round della guerra dei nervi. Questa volta con ultimatum: una risposta chiara entro ventiquattro ore. E’ il “ritiro spirituale” imposto a Ucina Confindustria Nautica e Nautica Italiana dal sottosegretario allo Sviluppo Economico, Ivan Scalfarotto, dopo l’ennesimo tentativo (ieri 1 febbraio, sede milanese di Ice-Agenzia) di mettere pace tra le due associazioni.
Oltre a Scalfarotto, al summit erano presenti Carla Demaria e Marina Stella per Ucina; Lamberto Tacoli e Lorenzo Pollicardo per Nautica Italiana. Tre ore di confronto serrato, ma senza il the end nei titoli di coda della telenovela: sì o no all’accordo proposto dal mediatore governativo. Un accordo che, tra l’altro, significa: prendere o lasciare il finanziamento dei saloni nautici 2017.
Come finirà? In ballo, appunto, i quattrini pubblici, indispensabili per allestire manifestazioni internazionali come i saloni nautici. Ma senza accordo – scritto e firmato dalle parti, insiste Ivan Scalfarotto – addio ai finanziamenti. Fondi che “saranno dirottati ad altre rassegne fieristiche nazionali”. Cui prodest?
In attesa di capire quale sia la potenza di fuoco schierata dalle opposte barricate, sulle quali da circa due anni si fronteggiano Ucina e Nautica Italiana, vale la pena di ricordare che anche la guerra ha le sue regole.

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