Sterk 31 è il frutto della volontà ferrea di Milan Sterk che ha portato a compimento una missione imprenditoriale quasi impossibile. Carlos Vidal ha disegnato la barca e Sasha Vlad ha curato l’architettura navale di un natante in grado di navigare a oltre 57 nodi di velocità
by Sacha Giannini
L’imprenditore nautico Milan Sterk per mano del designer Carlos Vidal e dell’ingegnere navale Sasha Vlad, abilissimo a muoversi tra fluidodinamica computazionale (CFD) e simulazioni a elementi finiti (FEA), dopo una lunga attesa e pesanti vicissitudini, è riuscito a trasformare le proprie intenzioni e intuizioni in realtà approdando nel gennaio 2023 al Boot di Düsseldorf con il prototipo in vetroresina Sterk 31. Senza molti compromessi costruttivi, ma altrettanti imprevisti produttivi, questo primo modello nasce dal desiderio comune di costruire una barca super sportiva e al contempo confortevole, d’eccellenza e stile per quel segmento day boat di lusso oggi sempre più richiesto.
Il comodo bagno, un plus distintivo spesso trascurato su modelli di dimensioni simili, offre ospitalità in larghezza a persone anche oltre i 120 kg.
Voluto in Ucraina, disegnato per mano spagnola già da maggio 2021, ingegnerizzato a Riga in Lettonia, stampato inizialmente in madrepatria vicino la città di Mykolaïv non lontano dal Donbass, distrutto il 26 luglio 2022 da due missili russi durante un bombardamento, ricostruito tra l’Italia e la Polonia e assemblato successivamente in Germania vicino Norimberga, lo Sterk 31 è il risultato di maniacali controlli e ottimizzazioni continue richieste dall’intero team, da sempre coinvolto anche emotivamente in tutta la vicenda. Step by step, sospeso nel tempo tra le macerie e l’amore, lo Sterk resiste e si riscatta oggi scivolando nel mare su spray rail, steps e cuscini d’aria fino a 60 nodi senza sentirli, lasciandosi a poppa quel passato difficile da dimenticare. Di moda ma senza troppi eccessi, mediterranea ed estiva nel suo aspetto, un po’ racer e un po’ family boat, incredibilmente spaziosa per essere di soli 9,3 metri, si conferma anche oltreoceano al Palm Beach Boat Show come novità 2024 proprio là dove i diportisti americani si ritrovano a proprio agio nelle comode sedute, al timone della consolle d’aspetto automobilistico, sul prendisole e a prua, oltre che nel vano toilette ricavato sotto la timoneria.
La barca ha raggiunto un ottimo equilibrio tra contenuto statico e carica espressiva perché, nella composizione generale, ogni aspetto visibile appare proporzionato e necessario al proprio ruolo. La prua e il cavallino rovesci, tecnicamente senza pretese e funzionalità plananti, disegnano tuttavia un profilo deciso con le murate che degradano verso poppa e si aprono a prua unendosi alla falchetta sporgente a T, per mantenere asciutta la coperta e ben nascosta la giunzione scafo coperta, praticamente invisibile e senza minima interruzione. Con dettagli raffinati d’ingegneria e di design, è sicuramente un prodotto esclusivo pensato e voluto, come ricorda Carlos Vidal, “da utenti di barche per utenti di barche”, perché entrambi conoscono il mare e vanno per mare! Uno scafo potente, forse non proprio per tutti, ma molto sicuro e stabile da poter essere preso in considerazione perfino dai neofiti alle prime onde.
Le versioni disponibili
Con almeno 20 unità vendute e 11 già consegnate tra la Grecia, Germania, Spagna, Francia e Stati Uniti, il mercato mediterraneo peninsulare non aspetterà dealer italiani indecisi o poco lungimiranti, perché le occasioni vanno capite in tempo. Il comodo bagno, un plus distintivo spesso trascurato su modelli di dimensioni simili, offre ospitalità in larghezza a persone anche oltre i 120 kg e con 6 m2 di ombra permanente sotto il T-Top e più opzioni di bimini, le due versioni previste di coperta accontentano tutti i gusti. Un serbatoio da 540 litri di carburante, 120 litri di acqua e un black tank da 60 litri permettono un’autonomia a 30 nodi di crociera comoda per almeno 9/10 ore di navigazione. La versione WB (Wet Bar) prevede una cucina per baglio attrezzata all’aperto con ben due gavoni frigo da 52 litri ciascuno e un divano a C poppiero con tavolo trasformabile in una comodissima zona relax. La versione RC (Rear Cabin) ha invece un prendisole XL fisso di poppa integrato a un divanetto sotto i quali sono ricavati 2 grandi pozzetti frigo e una cuccetta alla francese di 197×140 sufficiente per dormire, aerata da osteriggi e protetta da una zanzariera opzionale integrata nel passo d’uomo.
L’ottimo controllo di stabilità longitudinale, di “delfinamento” e di lift, consente oltre ad elevate velocità di punta, vantaggi dimensionali anche al baglio, generoso di spazio esterno. Lo Sterk 31 ha minimi attriti anche nel breve ristagno della pre planata, ma a basse velocità fa un po’ più fatica perché, si sa, le barche dotate di gradini redan non sono pensate per vivere dislocando! In pochissimi secondi si plana e a 30 nodi si naviga come se fossero meno di 20. Provare per credere.
La carena ha una V profonda con 23° a poppa, doppio gradino (steps) e un multi deadrise progressivo verso prua (VDH variable deadrise hull) con un ventaglio di valori variabili di incidenza con l’acqua. Pattini di 5° negativi su tutta la carena con un innovativo profilo degli spigoli spray rail poppieri leggermente “unghiati” per equilibrare planata, portanza, spruzzi, cuscini d’aria e “presa” sull’acqua. Oltre i 40 nodi è possibile chiacchierare senza percepire sottofondi e decibel invadenti tra aspirazioni, trasmissioni, scarico e risonanze. Ora rimane solo di trovare quale elica sia migliore per numero di pale, diametro e passo, ma si tratta di dettagli. No flaps, no interceptor, intruder o “tegoli poppieri”, no stabilizzatori dinamici d’assetto del transom per il controllo di beccheggio, rollio e imbardata, nessun correttore di momenti appruanti è necessario, semplicemente perché “uno scafo ben progettato non ha bisogno di correggersi”, ha dichiarato Carlos Vidal.

Numerose prove di stress virtuali hanno individuato i punti deboli e le zone sovraccaricate per distribuire pesi e componenti su uno stratificato da 8mm di media, non molto corposo ma utile per mantenere elasticità generale nelle torsioni e flessioni di servizio, entrambe ben assorbite dai rinforzi di paratie e “ragni” strutturali. Longheroni e madieri sono controstampati fuori opera in composito a telaio scatolare incollato direttamente al fasciame con adesivi “Crestomer” della nota azienda inglese Scott Bader specializzata in sigillanti strutturali. L’opera viva è in laminato monolitico “single skin” a base di resina vinilestere (maggiore resistenza all’osmosi) per i primi strati esterni di mat e tessuto e una successiva laminazione con resina poliestere isoftalica. Il tutto è rivestito da un gelcoat neopentilico ISO/NPG per un’azione decisiva di waterproof dell’opera viva. Nel sistema statico collaborano paratie strutturali in sandwich di poliuretano alternate ad altre in compensato marino di okumè in un sapiente gioco e controllo nella distribuzione di carichi e deformazioni.
La prova dello Sterk 31
Durante il nostro test abbiamo avuto condizioni di vento variabile di 5 nodi, mare calmo e pioggia. In 6 a bordo con poco più di 300 litri di carburante su 530 totali e nessun altro liquido imbarcato. Al minimo con 600 rpm si registravano già 3,5 nodi e 4,5 litri ora di consumo e gradualmente, ogni 500 rpm, i consumi aumentavano proporzionalmente fino a 3500 rpm con 66 litri/ora con una velocità best cruising di 30 nodi e un best range cruising di 240 miglia, praticamente poco più di 2 litri/miglio. Nello specifico, a 1000 giri con una velocità 5,4 nodi consuma 8,5 litri/ora, aumentando rpm i motori rispondono bene e a 2000 giri la velocità è di 9 nodi con un consumo di 12 litri/ora. A 2500 si inizia la pre planata in soli 4 secondi e a 3000 si scivola fuori dall’acqua in planata con la prua orizzontale a una velocità di 20 nodi in poco meno di 10 secondi e un consumo di 55 litri/ora. A 4000 giri, con una velocità di 36 nodi, i consumi raddoppiano e si sale a 96 litri/ora. Velocemente i nodi aumentano fino a registrare, nelle condizioni specifiche di pesi e mare, 57 nodi a 6000 giri con consumi di 225 litri ora. Il costo base della barca è di circa 140.000 euro, tasse escluse, bisogna aggiungere da 50 a 80 mila euro per la motorizzazione Yamaha, singola o doppia. La scelta della versione RC, WB, con T-Top, bimini, optional e l’elettronica fanno variare il prezzo di partenza, fino anche a duplicarlo o triplicarlo. Sembra ancora un buon compromesso di spesa per avere quella libertà di divertirsi e navigare entro le 12 miglia con un natante comodo e a prova di mare!

Engine data
Sterk 31 è motorizzato con due fuoribordo Yamaha V6 di 350 cavalli ciascuno. Inizialmente era stato pensato per essere spinto da 2×400 cv a velocità previste fino a 75/80 nodi, obiettivi fortunatamente non più ricercati perché 60 nodi sono effettivamente più che sufficienti. Oggi la massima potenza installabile a poppa è di 700 cavalli complessivi.
MS MARINE GMBH
Gewerbegebiet Ost 31
D-92353 Postbauer-Heng
www.sterkyachts.com
post@sterkyachts.com
PROGETTO
Carlos Vidal (design) • Sasha Vlad (architettura navale)
SCAFO
Lunghezza f.t. 9,73m • Lunghezza scafo 9,28m • Larghezza massima 2,99m • Pescaggio 0,84m • Dislocamento 4.250 kg • Serbatoio carburante 530 l • Serbatoio acqua 200 l
MOTORI
2xV6 Yamaha 350 cv 257 kW • Cilindrata 4.256 cc • 6 cilindri a V • Regime di rotazione massimo 5000/6000 giri/minuto • Peso 300 kg
CERTIFICAZIONE CE
CAT B per 6 persone • CAT C per 9 persone
PREZZO
140.000 € più Iva – solo scafo (Settembre 2024)
(Sterk 31 – A family racing boat – Tratto da Barche, Settembre 2024)


