La carena Solemar è sempre una garanzia. Permette di ottenere ottime performance e di navigare in sicurezza, anche quando la si spinge fino a quasi 50 nodi di velocità
Quando testiamo un’imbarcazione ci soffermiamo spesso sulla carena. A lei dedichiamo più attenzione che ad altri aspetti. Gli strumenti per progettarla sono tanti: software e studi di fluidodinamica, oltre all’esperienza nel costruirla. Alla fine, la carena deve fare i conti con l’acqua che non è un elemento neutro. Incide profondamente sulle performance. E l’acqua non è sempre uguale. Il mare può essere piatto, mosso, agitato o incrociato. Testarla significa rilevare dei dati come la velocità o i consumi, ma anche cogliere le sensazioni che trasmette. Come naviga? Ci si sente sicuri, cioè in grado di fare ciò che si vuole, senza preoccupazioni? L’attenzione alla carena che dedichiamo durante un test è dovuta anche al fatto che non ci rassegnamo a rinunciare alla funzione fondamentale di una barca o un gommone. Sono fatti per navigare e non per stare fermi in porto. Per stare fermi in porto va bene anche una chiatta. E quando una carena è ben riuscita, non scade. Solemar ne è la dimostrazione.





