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Seadeck 9, dalle montagne si vede il mare

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È l’ammiraglia della serie Seadeck di Azimut, lo yacht più grande mai costruito nello stabilimento di Avigliana ed è pronto per toccare l’acqua

È la più grande mai costruita ad Avigliana e non è un caso. Poteva nascere solo lì, in mezzo ai monti. Azimut ha investito molto, ben 50 milioni, per rendere più efficiente la sua  storica sede. Avigliana oggi conta tre padiglioni per la lavorazione della vetroresina, tre per l’allestimento e tre “piscine” per i collaudi. Il tutto si articola su un’area di 122 mila m², attraversati ogni giorno da 1.100 dipendenti diretti. Molto è stato fatto per riuscire a produrre barche sempre più grandi. I nuovi magazzini verticali, la fresa a cinque assi e la nuova verniciatura hanno proprio questa funzione. Gli yacht di 30 metri non devono più essere realizzati da un’altra parte. È nata così Seadeck 9, l’ammiraglia della serie Seadeck che misura 26 metri di lunghezza fuori tutto.

Il progetto è stato curato da Alberto Mancini per gli esterni e Matteo Thun & Antonio Rodriguez per gli interni. Venerdì scorso, il primo modello ha fatto la sua comparsa fuori dai capannoni, festeggiato dagli armatori e da tutte le maestranze del cantiere. Il nome scelto dagli armatori è un omaggio a Roma, la città eterna dove si sono conosciuti. Lo yacht sarà a breve trasferito a Savona per gli ultimi collaudi di rito e in estate navigherà nel Mediterraneo.

Giovanna Vitelli, Presidente del Gruppo Azimut Benetti nella sede di Avigliana durante la cerimonia per la consegna ai suoi armatori della prima unità del nuovo Seadeck 9.

Seadeck 9 è il risultato di cinquant’anni spesi a rendere possibile ciò che sembrava impensabile – afferma Giovanna Vitelli, Presidente del Gruppo Azimut Benetti – cinquant’anni di sfide vinte. Ma com’è fatto il nuovo Seadeck 9? Alla fine della cerimonia, ho avuto modo di visitare il cantiere e di attardarmi tra i suoi capannoni. Quando sono ripassato nel piazzale dove si trovava la barca eravamo rimasti in pochi e l’impalcatura per accedere a bordo era ancora al suo posto. La voglia di salire per dare una veloce occhiata a coperta e interni mi ha fatto rompere gli indugi salendo le scale senza dare troppo nell’occhio.

Il pozzetto è uno spazio molto aperto sull’acqua, lo si percepiva anche dal basso. La sensazione dal pozzetto è proprio quella essere in mezzo al mare, a contatto con l’ambiente circostante. Le fiancate sono abbattibili e la piattaforma a poppa consente di avere una comoda discesa in acqua. Il tutto è protetto da un bimini che poggia su quattro pali in carbonio e sfrutta una prolunga dell’hardtop. Oltre a chaise longue, sedute e tavolini, c’è una vasca idromassaggio. La cosa che ho apprezzato è che comunque le “aperture” della poppa e delle fiancate si trovano almeno un metro sopra la linea di galleggiamento. Spesso, gli yacht che si aprono sull’acqua sono troppo vicini alla superficie e mi chiedo cosa succeda quando si naviga con mare formato di poppa. Seadeck 9 non corre questo pericolo, proprio perché la superficie del pozzetto è a una distanza di sicurezza dall’acqua.

La percezione è quella di essere su una terrazza sul mare, senza ostacoli e barriere, ma anche senza correre il rischio di essere travolti dalle onde quando si naviga. Per l’accesso al fly è stata scelta una soluzione che garantisce un ingresso comodo e in sicurezza, senza ingombrare il pozzetto. La scala, infatti, si trova sul lato di sinistra ed è incastonata nella sovrastruttura. È ottima dal punto di vista estetico perché non si nota dall’esterno, ed è anche funzionale perché si può salire sul fly senza timori o difficoltà, nemmeno quando la barca è in navigazione. Il salone è ovviamente tutto vetrato e si fa davvero fatica a percepire una distanza tra interni ed esterni. Inoltre, sia a poppa, sia sulla fiancata di dritta, le vetrate a tutta altezza sono scorrevoli e apribili, pertanto, lo spazio del ponte principale sembra un tutt’uno tra salone e pozzetto.

Vetrate a tutta altezza e porte scorrevoli per creare un unico ambiente tra interni ed esterni. L’interior design è stato curato da Matteo Thun & Antonio Rodriguez.

Il layout e gli arredi del salone regalano una bella sensazione. Si ha l’impressione di avere tanto spazio a disposizione, sembra quasi di essere in un open space, ma non per questo spoglio e privo di tutto ciò che serve per godersi la crociera. È un ottimo equilibrio, come quello tra eleganza e funzionalità. Analoga percezione si ha nel ponte inferiore, dove si trovano la cabina per gli armatori e per gli ospiti. In sala macchine, Seadeck 9 è predisposto per l’installazione di un sistema di propulsione ibrida Volvo Penta con le trasmissioni Ips. Per il momento se la godranno i suoi armatori, il pubblico internazionale invece potrà vederla al prossimo salone di Cannes a settembre.

(Seadeck 9, dalle montagne si vede il mare – Febbraio 2026)

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