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"Nel ricordo di Alessandro Risolo"

Ragionieri della domenica, così offendete l’intelligenza degli italiani

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di Antonio Risolo

Demagogia pura. Parola magica che in pochi attimi ti fa diventare personaggio pubblico. Meglio se in tivù. Prendiamo un martedì, il 22 dicembre. Su Telekabul c’è Ballarò in prima serata. Lo spettacolo è assicurato grazie a uno dei temi centrali dell’ultima puntata dell’anno: Il Natale dei poveri e il Natale dei ricchi. Musica per i miei orecchi. Per farla breve, alcuni degli ospiti in studio discutono della Legge di Stabilità, un contenitore di minestrone surgelato del quale ai veri poveri sono destinati, forse, gli avanzi. Non ho sentito una-parola-una contro uno Stato impassibile davanti alla povertà, davanti ai disperati, davanti ai drammi delle famiglie e di coloro che ricorrono al gesto estremo del suicidio.
Mi sarei aspettato critiche feroci contro un governo che salva i truffatori e dimentica gli ultimi. E invece? Invece le critiche feroci a Renzi & C sono arrivate! Il mio stupore è evidente. Fino a quando, concluso il solito giro di parole fumose, inutili, banali e scontate, finalmente alcuni degli illustri ospiti decidono di chiudere il cerchio. E sapete come? La povertà di oltre 4 milioni di italiani è da imputare all’abolizione della tassa sugli yacht. Ricordate? Si tratta di quell’imposta assurda voluta da Mario Monti, una di quelle tante sberle che avrebbero salvato l’Italia dal baratro… Ma che nel baratro ce l’hanno portata in un lampo. Ovviamente sto parlando di Nautica e di turismo nautico, un settore messo in ginocchio proprio da quell’imposta che avrebbe sconfitto il cancro. E ricorderete anche che a fronte di circa 300 milioni preventivati dai professoroni di quello sciagurato esecutivo, all’erario ne sono arrivati poco meno di 24. Con un danno complessivo di oltre 1,5 miliardi subito dalle economie costiere. Senza contare le oltre 40mila barche “scomparse” dai porti. L’ultimo dei ragionieri, magari fresco di diploma, avrebbe fatto un altro ragionamento. Ma è andata così.
Una riflessione per chiudere. Qualcuno o ci fa o ci è… Non potendo dubitare dell’intelligenza e della professionalità del conduttore di Ballarò e degli opinionisti in studio, vorrei spiegare per l’ennesima volta come il diportismo sia fonte di ricchezza (e di entrate importanti per l’Erario); come un posto barca generi automaticamente oltre quattro posti di lavoro; come la legge Monti abbia messo sul lastrico oltre 30mila famiglie legate alla filiera nautica; come quella legge demenziale abbia costretto cantieri, aziende di accessori e via discorrendo, a portare i libri in tribunale. E’ davvero così incomprensibile l’equazione secondo la quale se il ricco spende il povero può mangiare?
Buon Natale e felice Anno nuovo a tutti, ricchi e poveri. Tuttologi e demagoghi professionisti compresi.

 

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