dall’inviata alla Spezia Chiara Risolo | Strategico e di rara bellezza (si trova nel Golfo dei Poeti della Spezia), sicuro (è dell’aprile 2018 il conseguimento dell’abilitazione ISPS (International Ship Port Security) e virtuoso: Porto Lotti, infatti, ha aderito al nobile progetto LifeGate PalsticLess, sostenuto da Volvo Car Italia, per la riduzione delle plastiche nel mare con la posa del suo primo dispositivo Seabin.
«Abbiamo accolto con grande entusiasmo la proposta. Sposato una causa che dovrebbe riguardare, e interessare, tutti», ha dichiarato Pier Mario Capurro, direttore del marina di Porto Lotti, alla presenza delle Istituzioni locali, di Massimo Rondoni, Marketing Operations Manager di Volvo Car Italia, e Marco Guidi, titolare della concessionaria Volvo Guidi Car, da oltre 50 anni attiva sul territorio. «La salvaguardia dell’ambiente è un gioco di squadra, ciascuno di noi può e deve fare qualcosa», ha aggiunto Capurro.
Ma che cosa sono e come funzionano questi dispositivi? I Seabin, preziosi strumenti per la raccolta dei rifiuti galleggianti sono particolarmente efficaci in aree come i porti, all’interno dei quali grazie all’azione dei venti e delle correnti, convergono i rifiuti scaricati in mare. Un dispositivo è in grado di catturare dalla superficie dell’acqua circa 1,5 chilogrammi di detriti al giorno, ovvero oltre mezza tonnellata di rifiuti all’anno comprese le microplastiche fino a 2 millimetri di diametro e le microfibre fino a 0,3 mm, sempre più diffuse e pericolose. Trovandosi nel sale marino e venendo ingerite dai pesci, le microplastiche entrano anche nella nostra catena alimentare. Allora ben vengano iniziative di questo tipo e l’augurio è che possano solo moltiplicarsi.





Bene, ovunque e da parte di tutti bisognerebbe avere maggior rispetto per il mare