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Partita la Coppa America senza italiani

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Lo spettacolo comincia. Tra le polemiche. Le nuove regole non piacciono proprio a tutti. Ma l’ora X è scoccata e la Coppa America ha preso il via nelle acque dell’isola di Bermuda. La competizione velistica più famosa del mondo, nata nel 1851 e giunta alla XXXV edizione, vede sfidarsi in mare aperto sei catamarani. A partire dai defender, cioè i campioni in carica di Oracle Team, in gara senza il loro boss, il neozelandese Russell Coutts, diventato nel frattempo ad dell’authority che organizza la gara. Ed ecco gli sfidanti: Emirates Team New Zealand, Groupama Team France, SoftBank Team Japan, gli svedesi di Artemis Racing e gli inglesi di Land Rover Bar. Non c’è un team italiano dopo il polemico abbandono, due anni fa, di Luna Rossa. Oggi le nuove regole della competizione confermano che il Team di Patrizio Bertelli non aveva tutti i torti. E le polemiche montano anche in questa edizione.
Nessuna barca italiana, quindi, ma tanti italiani sui catamarani in gara: ben 19 suddivisi in quattro team. Il più autorevole, per grado, è Francesco Bruni, secondo timoniere di Artemis Racing. Da notare come la maggior parte di questi uomini, tutti di altissimo livello, provenga proprio dall’ex equipaggio di Luna Rossa.
I fuoriclasse della vela mondiale sono supportati da due aziende italiane, Dainese e Aldo Drudi. Forniranno caschi, gilet protettivi e altre strumentazioni ad alcune delle squadre in acqua. Quanto alle nuove regole, la principale impegna il defender a entrare subito in gara fin dalla prima regata con i rivali, senza attendere la finale; viene poi introdotto il bonus punti per la finale e salgono a bordo i “ciclisti” per produrre energia. Rispetto al passato le barche sono più piccole, non potranno superare i 15 metri di lunghezza mentre l’equipaggio è limitato a sei persone. Anche le regate saranno più brevi, a beneficio dello spettacolo. Dopo la cerimonia inaugurale il via alle prime quattro regate.

DIETRO LE QUINTE
Per sostenere Sir Ben Ainslie, Land Rover ha fuso insieme la tecnologia della nuova Discovery e una personalizzazione esclusiva. Gli ingegneri della nota casa automobilistica, infatti, hanno creato un esemplare unico di ruota del timone, con paddle sagomati in modo da adattarsi alla perfezione alle dita di Sir Ben affinché il leggendario olimpionico disponga di un perfetto controllo durante le gare. La ruota consente a Sir Ben, di “volare” alla massima velocità possibile, regolando le derive dell’imbarcazione con alta precisione. Sir Ben può sollevare le 2,4 tonnellate del catamarano con un semplice tocco delle dita.

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