Nessun accordo. E niente soldi per i saloni nautici di Genova (Ucina) e di Viareggio (Nautica Italiana). Scaduto l’ultimatum di 24 ore – imposto dal ministero dello Sviluppo Economico durante il summit milanese dell’1 febbraio tra il sottosegretario Ivan Scalfarotto, Ucina Confindustria Nautica e Nautica Italiana – le due associazioni non hanno firmato l’armistizio che avrebbe aperto i rubinetti dei finanziamenti pubblici (circa 1,5 milioni solo al Nautico di Genova) a sostegno delle due rassegne. In un estremo tentativo di mediazione, il governo aveva concesso 24 ore di tempo alle parti per trovare un punto d’incontro. Niente soldi, quindi.
Intanto Fiera di Genova, Spa pubblica in liquidazione, approfittando della situazione a dir poco caotica, ha diffuso una nota per annunciare “la propria disponibilità a intraprendere un percorso di dialogo costruttivo con le Istituzioni e le Associazioni per trovare le soluzioni più idonee nell’interesse della città e del territorio e divenire pertanto l’interlocutore del ministero dello Sviluppo Economico per la realizzazione del Salone di Genova 2017, consentendo in tal modo il ritorno di una manifestazione di rilevanza internazionale sotto la regia pubblica”.
Per la cronaca il Salone Nautico Internazionale è stato organizzato da Fiera di Genova dal 1962 al 2013 in collaborazione con Ucina. Dal 2014, in seguito alla crisi dell’Ente, il Salone è stato gestito dalla società di servizi I Saloni Nautici, costituita da Ucina.
In giornata tutti gli approfondimenti sulla sconcertante situazione che si è venuta a creare. Che, al di là dei quattrini, danneggia soprattutto l’immagine della Nautica nazionale.


