Emergenza Salento
"Nel ricordo di Alessandro Risolo"

Mondiale XCat 2017, italiani secondi a Dubai

Pubblicato il:

Condividi:

Victory 3 vince il mondiale XCat 2017, mentre l’ultima e spettacolare gara va a Victory 33, il secondo equipaggio delle Emirati Arabi. Gli italiani di Fujairah Team, Serafino Barlesi e Alex Barone, sono secondi davanti a Swecat. Si infrange, invece, il sogno iridato di Tem Australia che capotta al quinto giro. Con onde alte due metri e più, al traguardo arrivano soltanto sette barche. Uim XCat 2017 World Championship, quindi, si conclude con i due equipaggi ufficiali del posto che conquistano uno la vittoria in gara 2 (Victory 33, con Gary Ballough e Ahmed al Hamli) e l’altro il titolo mondiale (Victory 3, Salem al Adidi ed Eisa al Ali) proprio nella data in cui si festeggia l’unità nazionale degli Emirati Arabi.
L’ultima tappa del mondiale XCat 2017 si è svolta nelle acque di Palm Jumeirah con mare mosso fin dalla mattina e onda lunga di oltre un metro e vento in aumento. Quindi, il circuito viene modificato e i long lap cancellati. Alla partenza, Al Wasl e Swecat ingaggiano subito Victory 33 per la leadership, dando vita a una serie incredibile di sorpassi e incroci, il tutto mentre lottano per tenere la barca in acqua a ogni onda. Nelle retrovie, Team Australia (Brett Luhrmann-Pål Virik Nilsen) dall’ottavo posto devono trovare il modo di recuperare su Victory 3 (quarta in griglia) e superarla, visto il punto di svantaggio in classifica. Ma quando un guasto improvviso costringe gli australiani al ritiro, al quinto giro, il duo emiratino si trova il mondiale in tasca e può pensare solo ad arrivare in fondo senza rischi.
Nel frattempo, in una sorta di torneo ad eliminazione, sono costretti al ritiro Al Wasl, Caccia Engineering, Gasbeton, 222 Offshore. E dietro a Victory 33 e Swecat si avvicinano Abu Dhabi e gli italiani di Fujairah Team. Al di là di capacità ed esperienza indiscutibili, Serafino Barlesi e Alex Barone hanno senza dubbio un assetto perfetto, il migliore fra tutte le barche in griglia, e riescono a superare Abu Dhabi per portarsi in terza posizione. Ma non basta: continuano la loro entusiasmante cavalcata sulle onde fino a riprendere Swecat e superarla al penultimo giro, per chiudere secondi con pieno merito. Alla fine Salem al Adidi e Eisa al Ali di Victory 3 si accontentano del sesto posto su sette, con tutta la gioia di aver vinto il mondiale l’Xcat 2017 deciso all’ultima gara della stagione. Per Brett Luhrmann e Pål Virik Nilsen di Team Australia l’argento iridato ha il sapore dolce-amaro di un titolo perso in un weekend. Si conclude così il mondiale XCat 2017, ricco di colpi di scena che hanno portato a una selezione molto severa con ben cinque ritiri.
“Non riesco proprio a realizzare, probabilmente lo capirò più avanti. – dive Salem al Adidi – E’ il mio primo titolo, ma ora so che bisognerà lavorare duro perché quando sei in cima il difficile è restarci”. E il suo compagno aggiunge: “Abbiamo vinto ieri la classifica delle pole position e oggi il campionato, e le due cose sono complementari: le pole significa che siamo veloci, capaci di lottare fino in fondo”.
“Abbiamo perso l’attimo della partenza, e ci siamo trovati subito ultimi – il commento di Serafino Barlesi – Da lì è cominciata la nostra rimonta. Sono sicuro che se avessimo avuto 2-3 giri in più saremmo riusciti a prendere anche Victory 33 e vincere la gara”. Gli fa eco Alessandro Barone: “Oggi avevamo veramente trovato l’assetto migliore possibile. Il resto è stata la grande esperienza di Serafino, che sa come in queste condizioni di mare sia importante amministrare e non prendere troppi rischi. Io ci ho messo il mio, ma il merito va a lui”.
Il ventottenne Erik Stark di Swecat rende l’idea di che cosa significhi correre con due metri di onda: “Il problema non è il timore di fare danni o farsi male. Il problema è la fatica, perché la barca salta continuamente e non sta dritta. Alla fine non posso dire di sentirmi fisicamente al 100% dopo una gara così… ma ci siamo divertiti”.
Il campionato XCat si prende la pausa invernale, ma si sta già lavorando al 2018: “Questo è stato un anno di transizione, e il mondiale è stato emozionante e combattuto fino alla fine- dice il presidente Uim, Raffaele Chiulli – Il 2018 sarà ancora meglio, ci si sposterà oltre la Cina e Dubai per toccare altre località nel mondo. Ma intanto, i complimenti sono doverosi per tutto lo staff organizzativo, gli ufficiali di gara, e soprattutto i piloti e i team che hanno dato vita a questo grande spettacolo di sport”.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui