Per qualche istante ho creduto di avere di fronte David Murphy, il marito tormentato dell’altrettanto tormentata – e sexyssima – Diana di Proposta indecente, pellicola cult del 1993 diretta da Adrian Lyne. La somiglianza di Aldo Manna con l’attore statunitense Woody Harrelson è a dir poco impressionante. Visioni a parte, la magia del cinema in qualche misura è il leitmotiv della vita professionale del ceo e fondatore di MCYACHT: ancora giovanissimo è stato il marinaio prima di Ugo Tognazzi e poi Carlo Pedersoli, alias Bud Spencer, mentre il 4 Luglio (data stra-hollywoodiana) dell’anno 1994 ha scritto una pagina importante del grande libro dello yachting: è stato il primo studente a conseguire la laurea in Ingegneria Nautica all’Università di La Spezia. Un triennio sperimentale che, di fatto, ha dato il via a un nuovo corso di studi che nel tempo ha catalizzato l’interesse di molti giovani. «Il mio diploma ebbe grande risonanza per due motivi. La tesi aveva come argomento la progettazione strutturale di Stupefacente, barca a vela con cui Giovanni Soldini fece la sua prima regata transoceanica, mentre La Spezia dal canto suo poneva le basi per diventare quello che è oggi, ovvero un polo nodale per la nautica da diporto» precisa l’imprenditore.

Un’altra data da incorniciare è quella del 1999, quando parallelamente all’inaugurazione spezzina di Porto Lotti, Manna fonda per l’appunto MCYACHT, una società con una sfidante ambizione al centro, ovvero prendersi cura a 360 gradi dei suoi armatori, fornendo loro una serie illimitata di servizi: dall’affitto e gestione del singolo posto barca al reclutamento del personale marittimo, dall’analisi comparativa di fornitori e terzisti per l’esecuzione di lavori a bordo all’assistenza legale in caso di sinistri, dal brokeraggio alla compravendita di barche in qualità di mediatore.
Ci riesce anche grazie all’aiuto prezioso di un uomo (nei confronti del quale nel corso dell’intervista ribadirà più volte stima e gratitudine). «MCYACHT è nata grazie al supporto di Eugenio Cividini, noto industriale bergamasco che ebbi la fortuna di incontrare già negli anni dell’Università, essendo allora lo skipper di una sua barca a vela. Cividini è diventato socio, amico e mentore. Mi ha fatto crescere e insegnato un metodo. Era solito ripetermi “Aldo, qualsiasi cosa si faccia, ha senso che venga fatta bene. L’obbiettivo deve essere quello di amare ciò che si fa, dando tutto se stesso, con coraggio, intraprendenza e lavorando duramente per costruire qualcosa di solido e concreto nel tempo”» racconta Manna senza nascondere una certa commozione.
La concretezza in effetti abbonda e l’inaugurazione nel 2010 del nuovo ufficio MCYACHT (in versione boutique style) all’interno di Porto Mirabello, ne è un’ulteriore prova. «Volevamo creare, a livello locale, l’azienda che non c’era, tagliata a misura di cliente. Fino ad allora la gestione delle imbarcazioni veniva affidata a marinai di banchina, talvolta improvvisati, oppure a comandanti certamente capaci nel loro mestiere, ma privi di visione e senso manageriale. La nostra mission, in altre parole, era cristallina: puntavamo ad essere i migliori in termini di servizi in un’area geograficamente strategica e in grande sviluppo».

Dando una rapida occhiata ai numeri, è assolutamente possibile affermare che Aldo Manna, spinto da encomiabile caparbietà e autentica passione, abbia tagliato con successo il suo traguardo. Lo scorso anno ha festeggiato ben 25 anni di attività e il bilancio del primo quarto di secolo parla chiaro: 12 dipendenti, 150 posti barca in gestione tra Porto Lotti e Porto Mirabello, 2 mila clienti nel data base, 80 milioni di euro il valore complessivo delle barche gestite, 600 metri la lunghezza della flotta MCY se ormeggiata in fila, 22 metri la lunghezza media degli yacht presi in carico, 200 il totale degli equipaggi schedulati tra comandanti, ufficiali, hostes e marinai.
Ma non finisce qui perché MCYACHT, oltre a essere una potenza di fuoco in termini di management e brokeraggio, è diventata nel tempo anche un punto di riferimento per il New Bild. Il futuro armatore viene preso per mano e accompagnato in tutte le fasi, dalla realizzazione del concept alla costruzione, fino alla consegna e – neanche a dirlo – alla gestione post vendita. La profonda conoscenza del prodotto barca in quanto tale non è soltanto figlia di una laurea storica, ma anche di esperienze di altissimo livello sul campo.
Nel corso della sua carriera, Manna è stato dealer del cantiere Ocea, di cui peraltro ha seguito la costruzione di numerosi yacht full custom dai 24 ai 50 metri. Non solo: dal 2020 è partner e direttore commerciale di Antonini Navi. «La famiglia Antonini mi chiamò e mi disse che voleva diversificare l’attività. Iniziai da zero, occupandomi della strategia aziendale, del prodotto, dei designer, dell’organizzazione del nuovo ufficio tecnico e chiaramente della parte commerciale» racconta.
La vita di Aldo Manna è fatta di incontri vincenti e la storia non sarebbe completa se non si citasse qui quello del 2015 con l’architetto Fulvio De Simoni, un pezzo da novanta dello yachting. Insieme hanno creato SUY, che sta per Sport Utility Yachts, un nuovo concept, nonché marchio registrato a livello internazionale. «Proprio come un SUV nel panorama automobilistico, l’idea era quella di progettare uno yacht che permettesse di vivere l’esperienza a bordo in modo “integrale”. I proprietari di yacht oltre i 30 metri spesso rischiano di perdere il contatto diretto con il mare e l’ambiente circostante, percependo una distanza e una separazione dal contesto marino. Lo Sport Utility Yacht è nato per offrire un nuovo stile di vita a bordo, consentendo attività marine, sportive e avventurose e permettendo così all’armatore e ai suoi ospiti di esplorare e vivere appieno il mondo che li circonda» chiosa.
Manna durante la chiacchierata con Gente di Mare 2.0 ripete spesso di essere stato, e di essere ancora, un uomo molto fortunato. Certo, sarà pur vero che la fortuna aiuta gli audaci, ma è anche vero che, al netto del proverbiale adagio, in lui si ravvede un amore viscerale per il mare, per le barche e anche per i suoi clienti che precisa di non “pesare” mai in base alla grandezza del cognome (leggi capacità di spesa). Touché.



E’ tutto vero, soprattutto il rapporto che Aldo ha con i suoi clienti, in realtà amici
Grande Aldo e grazie