Al Nautico di Genova debutta Kifaru BABY, imbarcazione open di 13 metri in alluminio di Cantiere Navale Italia. Una scelta precisa quella del materiale, fortemente voluta dal quartier generale poiché rappresenta la soluzione più sofisticata, resistente e al tempo stesso leggera sul mercato.
Luca Dini, architetto di fama internazionale, che ha curato gli interni e gli esterni, ama definirlo un “Un caccia senza ali, destinato ad armatori esperti che apprezzano e sanno riconoscere qualità, innovazione tecnologica e ricercatezza stilistica, alla ricerca di un’imbarcazione compatta o di un luxury-tender esclusivo. Un piccolo superyacht sportivo e performante, ma leggero ed efficiente. Una bellissima smart boat”.
Colpiscono immediatamente l’eleganza degli elementi, tutti a scomparsa, e il cruscotto, una novità assoluta: sviluppato dell’Ufficio tecnico di CNI in collaborazione con Naviop, è un blocco unico, liscio, in cui l’unica sporgenza è quella del timone. La plancia è, neanche a dirlo, super tecnologica, domotizzata, logica e intuitiva per consentire all’armatore massima libertà.
A prua, un tavolo telescopico che sale quando necessario ed è completato da un bimini-top in carbonio, a poppa un grande prendisole totalmente aggirabile e ombreggiabile accompagna alla spiaggetta di poppa dotata di doccia “altezza-uomo” sostenuta da un’asta telescopica. Altra grande attrazione la scaletta elettro-idraulica – 1,20 mt di lunghezza per 1 mt di larghezza – unica per dimensioni e comfort su imbarcazioni di queste dimensioni.
E i motori? Due Yanmar diesel da 370 cavalli ciascuno che, accoppiati a trasmissioni “stern-drive”, consentono velocità massime intorno ai 45 nodi.
Kifaru BABY, il “caccia” senza ali
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