Emergenza Salento
"Nel ricordo di Alessandro Risolo"

Goodbye Miami. Ucina: “Nostri soci soddisfatti”

Pubblicato il:

Condividi:

Uno speciale goodbye Miami firmato Carla Demaria a conclusione della rassegna in Florida: “L’importante presenza italiana al Miami International Boat Show conferma la peculiarità della nautica italiana quale massima espressione del made in Italy – il commento della presidente di Ucina Confindustria Nautica e numero uno di Monte Carlo Yachts, il cantiere di Monfalcone che impiega oltre 400 dipendenti diretti – Gli Usa rappresentano il primo mercato di esportazione delle aziende italiane e il principale mercato mondiale per numero di diportisti, di imbarcazioni prodotte, e per giro di affari generato dal settore”.
Una vetrina, quella di Miami Beach, tra le più importanti del mondo dedicate alla nautica da diporto che ha acceso i riflettori su numerose aziende associate a Ucina. Un bel vedere per gli oltre 100mila visitatori del Boat Show che nei cinque giorni della rassegna hanno potuto ammirare, nei diversi settori merceologici di appartenenza, tutte le novità 2016-2017.
Presenti, tra gli altri, i cantieri Monte Carlo Yachts, Overmarine, Sanlorenzo e, per le imbarcazioni pneumatiche, Cantiere Capelli, Nuova Jolly e Zar Formenti.
Con 1.100 espositori, 1.300 barche di cui oltre 500 in acqua, il Miami Boat Show rappresenta un appuntamento di grande rilievo per l’industria della nautica da diporto italiana. I dati provvisori 2016 confermano il trend positivo dell’export nautico italiano nel mondo e negli Stati Uniti in particolare. I numeri ufficiali, elaborati dal’Ufficio Studi Ucina Confindustria Nautica, saranno svelati nel prossimo mese di aprile.
“Abbiamo assistito a un flusso di clientela Usa decisamente più massiccio rispetto agli anni scorsi – il commento di Ferruccio Rossi, direttore generale di Sanlorenzo, il cantiere italiano che da qualche anno appare nei primi tre posti della classifica mondiale dei migliori costruttori sopra ai 24 metri – Si tratta certamente di un ottimo segnale: essere ambasciatori del made in Italy vale infatti ancora di più in America dove la clientela è particolarmente affascinata dal bello italiano”.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui