Varata nello stabilimento Fincantieri di Riva Trigoso la Antonio Marceglia, ottava di una serie di dieci unità Fremm (Fregate Europee Multi Missione) commissionate dalla Marina Militare Italiana. Madrina del varo Silvia Marceglia, nipote della Medaglia d’oro al Valor Militare Antonio Marceglia. Erano presenti il ministro della Difesa, Roberta Pinotti e il Capo di Stato Maggiore della Marina Militare, ammiraglio di squadra Valter Girardelli, il governatore della Liguria, Giovanni Toti e altre autorità civili e religiose. numerose. A fare gli onori di casa il presidente di Fincantieri, Giampiero Massolo, e l’amministratore delegato Giuseppe Bono.
Dopo il varo, l’unità proseguirà le attività di allestimento nello stabilimento di Muggiano (La Spezia), e sarà consegnata nel 2019. La nave Antonio Marceglia sarà caratterizzata, come le altre, da un’elevata flessibilità d’impiego e avrà la capacità di operare in tutte le situazioni tattiche. Ha una lunghezza di 144 metri, una larghezza di 19,7 metri e un dislocamento a pieno carico di circa 6.700 tonnellate. Potrà raggiungere una velocità superiore ai 27 nodi con una capacità massima di personale trasportato pari a 200 persone.
Il programma Fremm, che rappresenta lo stato dell’arte della Difesa italiana ed europea, nasce dall’esigenza di rinnovamento della linea delle unità della Marina Militare della classe Lupo (già radiate) e Maestrale (prossime al raggiungimento del limite di vita operativo), costruite da Fincantieri negli anni Settanta. Il programma, infine, vede la partecipazione in qualità di prime contractor per l’Italia di Orizzonte Sistemi Navali (51% Fincantieri, 49% Leonardo) e per la Francia di Armaris (Naval Group e Thales).
QUEI SASSOLINI… DI GIUSEPPE BONO
“Fincantieri oggi è la prima azienda al mondo nel suo settore, e a livello internazionale noi vogliamo essere un predatore, non una preda – ha detto Giuseppe Bono a margine della cerimonia del varo, riferendosi al dossier Fincantieri-Stx France – Siamo impegnati in gare internazionali in Australia e negli Stati Uniti, per importi enormi. Questo ci fa un po’ paura per il futuro, perché non è facile replicare una Fincantieri dall’altra parte del mondo, ma è anche una sfida che dà lustro al Paese e ci rende orgogliosi. Abbiamo altre avventure che speriamo si possano concludere nei prossimi mesi”.
Poi l’affondo: “Con l’operazione Stx ci siamo presi un pezzo di Francia – ha aggiunto Bono – Ma se fosse successo il contrario, in Italia nessuno si sarebbe schierato a difesa dell’industria nazionale, come invece hanno fatto i francesi. Abbiamo dato l’opportunità al Paese di non essere sempre succube e di giocare un ruolo da protagonista nel progetto di difesa comune europea. Fincantieri – ha concluso Bono – ha bisogno di più attenzione da parte dello Stato e delle istituzioni, perché le sfide invece di diminuire aumenteranno. Ora la Cina ci fa concorrenza anche sul versante militare. Non chiediamo soldi, che creano cattive abitudini. Ma Fincantieri è una delle aziende pubbliche che riceve meno contributi. Ci danno le navi da costruire e noi vogliamo guadagnare con quelle. Il lavoro ci stimola e ci spinge a fare sempre meglio”.




