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"Nel ricordo di Alessandro Risolo"

Fiart P52 – Il fattore P

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Design, stile, artigianalità e customizzazione su uno scafo che garantisce buone prestazioni e facilità di conduzione. La collaborazione tra Pastrovich e Fiart ha fatto nascere un altro buon frutto

photo by Andrea Muscatello

Si era capito subito che la collaborazione tra Stefano Pastrovich e Fiart era destinata a dare molti frutti. Dopo il primo modello, rinominato P58 di recente, presentato un paio di anni fa, adesso è la volta di P52. La filosofia è simile, ma la barca, a partire dalla carena, è differente. Parto da questa.

Il passaggio centrale nel parabrezza consente di muoversi da poppa a prua in modo confortevole e sicuro. L’allestimento prevede tre aree distinte per il relax, la convivialità e la conduzione.

Sono due le caratteristiche che ho apprezzato: l’assetto e la capacità di mantenere la planata con una velocità contenuta. P52 non fa fatica a virare. Si riesce a stringere molto il raggio senza perdere potenza. La barca s’inclina il giusto e soprattutto riacquista con grande facilità l’assetto al termine della virata. È una caratteristica che si apprezza soprattutto quando si naviga con mare formato da onda incrociata. Quando il mare è incrociato, infatti, è piuttosto imprevedibile e quindi una carena che è capace di rimettersi in assetto velocemente consente di poter affrontare l’onda sempre correttamente. La manovrabilità è garantita anche dal sistema Ips di Volvo che Fiart ha scelto per questo modello.

Gli ampi volumi interni e il layout consentono lunghe e confortevoli permanenze a bordo. 

La V di prua ha un buon deadrise che permette di affrontare il mare con serenità. Fino a 25 nodi di velocità, infatti, P52 non ha mostrato alcuna difficoltà nell’affrontare le onde che ho incrociato fuori dalla diga foranea del porto di Genova. In sala macchine ci sono due Volvo da 600 cavalli che rappresentano, a mio avviso, una potenza corretta. Alla massima sono arrivato a quasi 34 nodi di velocità e, francamente, non penso se ne debbano fare di più. Inoltre, la carena ha dimostrato di avere un’ottima capacità di rimanere fuori dall’acqua anche con poca spinta. Per planare, infatti, sono sufficienti meno di dodici nodi.

Ottimo l’assetto e la manovrabilità. P52 è un’imbarcazione facile da condurre anche se l’armatore è alle prime armi.

A questi dati vanno aggiunti quelli dei consumi che sono molto positivi: in planata solo 75 litri/ora complessivi e alla massima 240. Si naviga a 25 nodi con circa 150 litri e a 30 nodi con meno di duecento. Un ottimo dato considerando che siamo a bordo di un 50 piedi di 21 tonnellate di dislocamento. Prendendo posto sul seggiolino del pilota, manette e volante si trovano ad una corretta distanza; quando però si timona in piedi lo spazio risulta un po’ sacrificato.

«Storia, tradizione, cultura e innovazione. Fiart è un cantiere unico. La customizzazione non è uno slogan buono per la pubblicità, ma una caratteristica ben impressa nel Dna dell’azienda. Così come lo è l’artigianalità e la cura con la quale realizza le barche. Lavorare con loro è un’esperienza che regala solo soddisfazioni». Stefano Pastrovich

Trovo invece convincente il passaggio centrale verso prua perché i passavanti laterali sprecano più spazio e lasciano comunque un passaggio più impervio a disposizione. È difficile se non impossibile che a bordo ci siano due persone contemporaneamente che si muovano lungo i passavanti laterali. Il passaggio centrale, quindi, è più che sufficiente e, inoltre, ha una larghezza maggiore rispetto a un singolo laterale. È più comodo e più sicuro. L’unico inconveniente dell’assenza dei passavanti laterali è la difficoltà di portare la trappa a prua quando si ormeggia di poppa in banchina. Ma il parabrezza lateralmente, non arriva fino a congiungersi con l’hardtop e quindi questa operazione, anche se deve essere compiuta da due persone anziché una sola, non è impossibile. Infine, uno dei vantaggi di un passaggio centrale verso prua è quello di avere tutta la zona a disposizione dal prendisole che sfrutta infatti per intero la superficie disponibile.

Grazie al camminamento centrale si sfrutta al meglio il baglio dell’imbarcazione.

La coperta si caratterizza per una precisa compartimentazione. Ci sono tre aree ben distinte. Della prua abbiamo detto, a centro barca, invece, oltre alla consolle di guida con due sedute per pilota e copilota trovano posto i divanetti di cui, quello a U, circonda il tavolo da pranzo. Infine, la zona di poppa ospita altri due prendisole divisi tra loro dal camminamento centrale. Nei volumi Pastrovich è riuscito a ricavare anche il garage per il tender e una piattaforma di poppa con al centro un lift integrato che serve sia per l’accesso al mare, sia come passerella per sbarcare in banchina. Per accedere sottocoperta, la scaletta si trova sulla sinistra ed è a L per risparmiare spazio. Appena percorsa ci si ritrova in una sorta di disimpegno molto ampio dove è stata collocata la cucina. Le cabine sono due, entrambe con bagno e box doccia separato. L’armatoriale a poppa e la Vip a prua. Ottima l’abitabilità di entrambi i locali, i volumi per lo stivaggio e in generale il comfort. Sono interni, fatti e pensati per rimanere a bordo a lungo. A tutto ciò si aggiunge una caratteristica non sempre scontata. P52 è bella da vedere. Ha la forma di una barca, non di un parallelepipedo galleggiante.

Engine room

Due Volvo da 600 cv consentono di avere prestazioni più che sufficienti senza dover consumare ettolitri di carburante. Una soluzione ideale per chi vuole navigare.

FIART MARE
Via Lucullo, 71
I-80070 Baia (NA)
T. +39 081 8040023
www.fiart.com

PROGETTO
Stefano Pastrovich e ufficio tecnico del cantiere 

SCAFO
Lunghezza f.t. 15,93m • Larghezza massima 4,63m • Serbatoio carburante 1.800 l • Serbatoio acqua 650 l • Dislocamento 21.000 kg

MOTORE
2x Volvo D8-Ips 800 • Potenza 441 kW (600 cv) • 6 cilindri in linea • Cilindrata 7,7 l • Regime di rotazione massimo 3000 giri/minuto • Peso a secco 1.410 kg

CERTIFICAZIONE CE
CAT B

PREZZO*
1.607.000 € – Di listino

*Il prezzo si riferisce a Febbraio 2025

(Fiart P52 – Il fattore P – Tratto da Barche, Febbraio 2025)

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