Design, stile, artigianalità e customizzazione su uno scafo che garantisce buone prestazioni e facilità di conduzione. La collaborazione tra Pastrovich e Fiart ha fatto nascere un altro buon frutto
photo by Andrea Muscatello
Si era capito subito che la collaborazione tra Stefano Pastrovich e Fiart era destinata a dare molti frutti. Dopo il primo modello, rinominato P58 di recente, presentato un paio di anni fa, adesso è la volta di P52. La filosofia è simile, ma la barca, a partire dalla carena, è differente. Parto da questa.

Il passaggio centrale nel parabrezza consente di muoversi da poppa a prua in modo confortevole e sicuro. L’allestimento prevede tre aree distinte per il relax, la convivialità e la conduzione.
Sono due le caratteristiche che ho apprezzato: l’assetto e la capacità di mantenere la planata con una velocità contenuta. P52 non fa fatica a virare. Si riesce a stringere molto il raggio senza perdere potenza. La barca s’inclina il giusto e soprattutto riacquista con grande facilità l’assetto al termine della virata. È una caratteristica che si apprezza soprattutto quando si naviga con mare formato da onda incrociata. Quando il mare è incrociato, infatti, è piuttosto imprevedibile e quindi una carena che è capace di rimettersi in assetto velocemente consente di poter affrontare l’onda sempre correttamente. La manovrabilità è garantita anche dal sistema Ips di Volvo che Fiart ha scelto per questo modello.






