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"Nel ricordo di Alessandro Risolo"

Emanuele Maria Valdenassi: Consapevolezza, Forza, Determinazione

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Emanuele Maria Valdenassi, l’Archimede dello stivaggio a bordo, si racconta e ci mostra i suoi arredi confortevoli e funzionali oltre che pieghevoli e di poco ingombro

photo by Andrea Muscatello  

Habemus papam. Emanuele Maria Valdenassi, patron della Valdenassi, realtà di Arma di Taggia specializzata nella fornitura di carabottini e arredi per imbarcazioni, finalmente ha comprato una barca più grande. Un Merry Fisher 895 made in Jeanneau, cabinato, 8 metri e 90 centimetri di lunghezza, spinto da due onesti fuoribordo da 200 cavalli ciascuno. E qui, come minimo, si leva un corale “Maria Grazia Ravizzotti sei tutte noi!”. La lieta notizia per chi non conosce il retroscena non significa un bel niente, certo. Ci arriviamo.

Emanuele e Maria Grazia sono marito e moglie. Lei per anni (e anni) ha trascorso vacanze piuttosto insolite. Nel mese di agosto la scena è sempre stata questa: Emanuele, petto in fuori, a timonare impavido in lungo e in largo, Maria Grazia a far tappa nei porti con la sua autovettura, in attesa del di lui attracco. Era l’unico modo per ricongiungersi una tantum durante il tragitto, per poter trascorrere il famoso tempo libero insieme, e quindi ripartire ancora alla volta di altre miglia, di altri chilometri e di altri porti. Lui sempre a bordo, lei sempre al volante. Emanuele, prode Ulisse moderno, alle traversate epiche non ha mai rinunciato, mentre Maria Grazia, meno impavida e più quadrata, ha sempre evitato di buon grado di sfidare moti perniciosi a bordo di un 6 metri. Sei metri signori. Capricciosa? Ma nemmeno per sogno, perché diciamola tutta: fateli voi 18 giorni filati di navigazione, a bordo di uno stiracchiato 20 piedi, per andare, ad esempio, da Otranto a Venezia (giusto per citare una delle ultime avventure). Beh, non sono proprio una passeggiata di piacere. Ma tant’è.

«IO CREDO CHE L’ONESTÀ, LA SERIETÀ E LA CORRETTEZZA SIANO L’ESSENZA STESSA DELLA MIA AZIENDA E DELLA SUA IMMAGINE SUL MERCATO. AD ESSA DEBBONO ATTENERSI TUTTI I MIEI COLLABORATORI E FORNITORI». EMANUELE MARIA VALDENASSI

Ogni carabottino, realizzato in teak massello, per passerelle, plancette di prua e poppa, piani doccia, pozzetti, è identificabile da una targhetta adesiva indelebile che ne garantisce la rintracciabilità secondo norme di qualità ISO 9000.

Se qualcuno, come è lecito, si sta domandando che cosa c’entri l’aneddoto in un contesto come questo, la risposta è presto servita. C’entra eccome perché restituisce l’immagine esatta di entrambi e più genericamente del famoso (quanto ormai dismesso) equilibrio di coppia. Incorruttibile uomo di mare lui, donna di grande intelligenza e sensibilità lei, poiché non ha mai giocato la carta dell’aut aut, tuonando un “o me o la barca”. Al contrario, ha sempre compreso la passione incondizionata di lui. Un esercizio di stile e intelletto che ha portato, si diceva, i suoi frutti: finalmente una barca per due.“Più sicura, stabile e confortevole. Una barca che, la scorsa estate, ci ha permesso di salpare insieme da Vendres, ultimo porto francese prima del confine con la Spagna, con destinazione Marina di Grosseto, passando per Aigues-Mortes, l’arcipelago delle Frioul, Porquerolles, Lérins e l’Elba”, racconta Valdenassi. Ventitré giorni di meritata beatitudine prima della pugna, ovvero prima del grande appuntamento con i Saloni nautici di settembre.“Sono andati molto bene”, ammette. “Ho venduto direttamente in fiera, ricevuto innumerevoli richieste e incontrato nuovi potenziali clienti. A ottobre, invece, ho registrato una contrazione. Era nell’aria. Non è stata una doccia fredda. Prima o poi doveva accadere. Ma non sono affatto turbato, l’azienda è molto solida”.

I Saloni sono stati anche l’occasione per presentare una nuova seduta in alluminio, Paros, e un tavolino basso, T’Amo, in diversi colori. T’amo, già, e chi se lo scorda? Il cuore Emanuele Maria Valdenassi lo mette in tutto ciò che fa. È un imprenditore appassionato. Ha chiamato la sua azienda Valdenassi non per pigrizia mentale ma per una questione identitaria: “Chi contatta la Valdenassi, prima di tutto contatta me”, puntualizza. La sua precisione, la sua serietà e la sua onestà sono proverbiali.

Nel sito dell’azienda ho pubblicato il mio credo. Invito chiunque a leggerlo. È il manifesto della mia forma mentis. Per me la soddisfazione del cliente viene prima di qualunque fatturato”. Non si tratta di una frase a effetto per strappare l’applauso. Valdenassi ha ereditato il pensiero retto, pulito e lineare dal padre con il quale, peraltro, ha lavorato per un ventennio. “Ci occupavamo di apparecchiature per metanodotti. Fornivamo alle aziende distributrici di gas valvole e riduttori di pressione. L’errore non era contemplato perché in gioco c’era la vita delle persone. Più che una professione per me è stata una palestra di vita. Ho coltivato giorno dopo giorno il rispetto delle norme, delle misure, il senso assoluto del rigore”. La perseveranza ha pagato. E continua a farlo: “Ho clienti storici. Cambiano la barca e tornano da me per gli arredi. Altri arrivano grazie al passaparola, fatto questo che mi rende particolarmente orgoglioso”. 

NEL 2023 VALDENASSI HA EQUIPAGGIATO CIRCA 500 YACHT IN 34 PAESI NEL MONDO, IN TUTTI E CINQUE I CONTINENTI.

L’eco della sua affidabilità, in effetti, arriva ovunque. Anche nella penisola arabica per esempio. “Nel 2022 ho ricevuto una commessa stravagante da un emiro, un carabottino in teak con misure non convenzionali per un uso non convenzionale”. Sentiamo. “Doveva avere una lunghezza di 460 centimetri, una larghezza di 180 e uno spessore di 3 e mezzo. Peso complessivo, 120 chili. Per realizzarlo ho impiegato 80 ore di lavoro. Ammetto un certo scetticismo iniziale, ma ho accettato la sfida con piacere e l’ho portata a termine con successo. Ora l’emiro nella sua residenza reale ha il tavolo tanto desiderato”, svela. Un tavolo? “Un tavolo, sì”.

Altri desideri bizzarri? “No, però ricordo con simpatia la disperazione di un’armatrice che aveva acquistato da me alcuni lettini. Dopo aver aggiustato il tiro sui cuscini che, a suo dire, non erano abbastanza comodi, si è presentato un altro problema. Squilla il telefono, è lei. Oh, mio Dio, che cosa sarà successo ancora? “Signor Valdenassi”, ora sono sdraiata, i lettini vanno benissimo, ma dove posso appoggiare la crema solare?”. L’ho rassicurata e le ho fatto avere un piccolo tavolino”. Defibrillata? “Credo di sì, non ha più chiamato”. Del resto, è lo yachting bellezza. Un mondo che, eventuali stonature a parte, è capace di intercettare e tradurre concretamente sogni ed emozioni. 

 

Nel 2008 viene aperta una nuova sede ad Arma di Taggia in provincia di Imperia, con showroom, uffici e magazzino.

Quello made in Italy poi è certamente anche una bandiera. “Il nostro Paese – prosegue – è rinomato per la moda, l’enogastronomia e il design. Credo che la nautica non sia da meno. È da sempre un settore strategico per la nostra economia in termini di export e fatturati. È uno straordinario biglietto da visita”, conclude. Un biglietto scritto anche da persone proprio come Emanuele Maria Valdenassi. Uomo tutto d’un pezzo, irreprensibile e stimato. Se lo merita tutto questo e, giocando con le parole, un po’ di merito è anche di quella santa donna. “Maria Grazia Ravizzotti sei tutte noi”.

(Emanuele Maria Valdenassi: Consapevolezza, Forza, Determinazione – Gennaio 2024)

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