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"Nel ricordo di Alessandro Risolo"

Diporto più forte del “porticidio” di Monti

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La sottosegretaria Francesca Barracciu alla tavola rotonda sul turismo nautico e costiero che chiude il Salone di Genova: “La nautica nel nuovo piano del governo che vareremo in aprile”. E il ritorno dei 40mila diportisti fatti scappare tra il 2011 e 2013 consentirebbe un recupero di oltre 500 milioni di euro e 11mila posti di lavoro

“La nautica sarà inserita in blocco nel nuovo piano strategico per il turismo che sarà varato in aprile”. Parole e musica di Francesca Barracciu, sottosegretaria ai Beni, e alle Attività Culturali e al Turismo, intervenuta al 55esimo Salone Nautico di Genova per partecipare alla tavola rotonda sul turismo nautico e costiero-marittimo organizzata da Federturismo-Confindustria e Ucina-Confindustria Nautica. L’onorevole Barracciu, “scettica pubblicamente pentita”, ha aggiunto: “La nautica è un settore che merita tutta l’attenzione del governo e delle istituzioni: crea posti di lavoro e sviluppo economico. Ci sono pregiudizi nei confronti di questo settore. Si pensa che sia una attività di ricchi per i ricchi che non necessita sostegno. Ma è un errore. Ora c’è la consapevolezza del governo diffusa ed è stato avviato un lavoro di squadra ministeriale per ovviare agli errori del passato come quello della tassa sugli ormeggi varata dal governo Monti e poi mitigata dal governo Letta, che ha fatto fuggire 40 mila diportisti dall’Italia. Ora è tempo di riflettere su come rendere strutturali alcune misure decise recentemente quali l’abbassamento dell’Iva al 10% dei marina resort per consolidare la ripresa del settore che finalmente si vede all’orizzonte. Un altro fronte su cui lavorare è la semplificazione delle norme già avviata con il varo della legge delega sul Codice della Nautica”.
“L’Italia – ha aggiunto l’onorevole Barracciu – con i suoi 7500 chilometri di coste rappresenta una meta ambitissima per il turismo nautico, tra i più redditizi del sistema turistico nazionale in termine di creazione di ricchezza ed occupazione. L’ultima Legge di Stabilità ha prorogato il regime fiscale agevolato al 10% per i marina resort e stiamo lavorando per mantenerlo tale anche nella prossima manovra finanziaria. Abbiamo inoltre piena consapevolezza della necessità di trovare una soluzione sostenibile sul tema aperto dei canoni demaniali pregressi e, considerato che stiamo scrivendo la nuova legge, di stabilire la specificità del comparto. L’Italia – ha conluso – è il Paese leader mondiale nel campo della produzione di prodotti per nautica da diporto, ma dobbiamo imparare ad attrarre maggiormente quelle stesse barche che abbiamo costruito. Il nostro Paese, in virtù della sua conformazione peninsulare, deve fare del mare la sua principale porta d’entrata, una prima tappa per poi scoprire le tante eccellenze culturali diffuse su tutto il territorio, soprattutto nel Mezzogiorno. Per questo stiamo lavorando ad una cabina di regia che definisca in maniera centrale le politiche turistiche nazionali, concertandole con tutti i soggetti e i comparti coinvolti, compreso l’imprescindibile segmento della nautica”.
In effetti, il ritorno dei 40mila diportisti che hanno abbandonato la “Patria-nemica” nel periodo 2011-2013 grazie allo “scempio perfetto”, orchestrato da una leggina demenziale che avrebbe dovuto salvare l’Italia da tutti i guai, consentirebbe un recupero di oltre 500 milioni di euro e più di 11mila posti di lavoro potenziali. Sono i dati dell’Osservatorio Nautico Nazionale, diffusi nel corso del convegno. In termini di spese per le barche infatti, ha spiegato il professor Gian Marco Ugolini, direttore dell’Osservatorio, il recupero è stimato in 232 milioni di euro mentre per quanto riguarda le spese sul territorio la stima è di 256 milioni. In base allo studio, il 47,6% della spesa dei diportisti riguarda i servizi portuali e la gestione della barca per un totale di 697,2 milioni di euro l’anno. Il 52,4% riguarda invece spese sul territorio, pari a 771,1 milioni, per un totale di un miliardo e 468 milioni di euro. Significativo il dato sul contributo del diportismo al Pil regionale: fatta 100 la media delle regioni marittime il contributo è pari a 305 nell’alto Tirreno, 85 nel medio-alto Adriatico, 69 nel Tirreno centrale, 33 al Sud. Fra gli elementi di freno figurano, anche se diminuiti negli ultimi tempi, i controlli in mare: mediamente un controllo ogni 180 giorni per le barche, contro un controllo ogni 5.244 giorni per le auto. Il turismo nautico, ha sottolineato Ugolini, può crescere ancora nei prossimi anni, ma necessita ancora di miglioramento sia sul fronte della legislazione fiscale sia su quello delle infrastrutture.
Nonostante gli ultimi sette anni di crisi, ha poi sottolineato Roberto Perocchio, presidente di Assomarinas, sono stati realizzati 20.300 posti barca, 19.400 sono in costruzione e se ne potrebbero aggiungere altri 50mila lavorando sulle tante aree costiere ancora dismesse Italia.

IL PROGETTO SIGNA MARIS
Intanto in chiusura di Salone è stato presentato “Signa Maris”, il progetto per la promozione e la valorizzazione dei territori attraverso lo sviluppo del turismo nautico, messo a punto dall’ organismo intermedio del PoIn “Attrattori culturali, naturali e turismo” del ministero ai Beni e alle Attività Culturali e al Tursimo con la collaborazione di Invitalia. Attraverso il sito www.signamaris.it in cinque lingue, i profili social e un’App gratuita per i sistemi Android e iOS, arriva una rete di 38 porti turistici in Calabria, Campania, Puglia, Sicilia, che fanno da naturali porti d’accesso alle eccellenze artistiche e naturalistiche del territorio. Per i turisti che approdano nei porti del Sud Italia aderenti alla rete, “Signa Maris” ha creato una proposta di itinerari alla scoperta del territorio italiano dove arte, natura e cultura parlano la lingua del mare. L’obiettivo, è stato spiegato in una conferenza stampa, è quello di presentare e promuovere in maniera diversa e innovativa le eccellenze territoriali dell’Italia del Sud attraverso i porti. La scorsa estate è stata realizzata una animazione in sette porti della rete ha consentito di far “vivere” a diverse centinaia di naviganti, l’esperienza di una visita ai principali attrattori turistici dei diversi territori.

 

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