Emergenza Salento
"Nel ricordo di Alessandro Risolo"

Canoni, Anci con Ucina e Assomarinas

Pubblicato il:

Condividi:

L’Associazione dei Comuni italiani (Anci) accoglie le istanze di Assomarinas e Ucina Confindustria Nautica e lancia un appello al Parlamento per sollecitare una soluzione decente del contenzioso decennale sugli aumenti dei canoni concessori nell’ambito della legge di bilancio. I risultati dell’intensa attività legislativa svolta dalle due associazioni sono stati depositati in Confindustria. Arriva, quindi, la terza forza: Anci con Ucina e Assomarinas. A dare manforte sul fronte della portualità turistica, chiedendo al Parlamento di trovare – nell’ambito della legge di bilancio – una soluzione al contenzioso decennale generato dall’aumento retroattivo dei canoni concessori.
“L’incertezza provocata dall’applicazione della norma – scrive il presidente Anci, Antonio Decaro – se non efficacemente gestita, rischia di trasformare i porti turistici da patrimoni da valorizzare nell’interesse della collettività, in luoghi di degrado e abbandono. L’approvazione dell’emendamento consentirebbe a tutti noi di indirizzare ogni energia per la valorizzazione dei nostri territori”. Poi il sindaco sindaco di Bari, invita i colleghi italiani, concessionari di aree demaniali, “a porre in essere ogni iniziativa e azione utile a sensibilizzare il Parlamento”.
Sensibilizzare gli… insensibili è impresa ardua? Comunque auguri! I nostri parlamentari si arrovellano per trovare risorse per tappare le voragini di bilancio. Ma Gentiloni, Padoan & compagni non hanno ancora capito che una parte (cospicua) di quelle risorse potrebbero trovarla sfruttando tutto il potenziale dell’Economia del Mare. Non hanno capito, o non intendono capire. E’ più facile imporre tasse assurde: sacchetti della frutta, caro estinto, perfino l’ombra…
Intanto Assomarinas ha presentato a Confindustria le attività associative a difesa degli approdi svolte insieme con Ucina nel corso del 2017 e ha tenuto un seminario sui dragaggi nei porti. A tenere banco le numerose novità legislative introdotte dalla riforma del Codice della nautica e la Legge delega sul riassetto demanio marittimo.
“Sul Codice ci siamo spesi molto per modificare la norma del governo ancora più severa di quella definitiva, che introduceva oneri eccessivi per i concessionari obbligandoli a garantire il transito gratuito per 13 ore al giorno, esattamente il contrario dell’orientamento iniziale dei tecnici della Conferenza delle Regioni”, spiega il presidente di Assomarinas, Roberto Perocchio.
“In questo senso ringrazio l’azione dell’assessore ligure Marco Scajola in seno alla Conferenza unificata e l’Ufficio legislativo del ministro Graziano Delrio – aggiunge la presidente di Ucina, Carla Demaria – che ci hanno permesso di contenere i costi”.

RIFORMA DEL DEMANIO
L’intensa attività di Assomarinas, Ucina e Federturismo Confindustria ha ottenuto importanti risultati concreti. L’emendamento sostenuto e approvato (art. 1 della Legge delega di riforma del demanio), delimita la portata della stessa alle sole concessioni balneari e similari, escludendo la portualità turistica. Sono inseriti alcuni principi rilevanti, come il riconoscimento del legittimo affidamento, la tutela degli investimenti dei beni aziendali e del valore commerciale di avviamento, la valutazione (come criterio di assegnazione) della professionalità acquisita nell’esercizio di concessioni di beni demaniali marittimi, in qualità sia di concessionario che di gestore, la previsione di un adeguato periodo transitorio per l’applicazione della disciplina di riordino.

DRAGAGGI
Il riordino dei dragaggi (decreto 15 luglio 2016, n. 172 ) ha visto lungamente impegnate Assomarinas e Ucina Confindustria Nautica al fine di ottenere la validità quinquennale delle autorizzazioni e la possibilità di rimettere i sedimenti in mare se di buona qualità. La valutazione di questi ultimi è passata da un esame puramente chimico all’analisi della concreta capacità di influire sulla vita marina. Il tema si sposta dunque sulle modalità di valutazione, da qui il seminario organizzato da Assomarinas, che ha visto il confronto molto concreto fra l’associazione, una trentina di marine turistiche, ISPRA e ministero dell’Ambiente.
Anci con Ucina e Assomarinas: le tre associazioni, in sostanza, puntano a scuotere un Parlamento in sonno perenne, e la burocrazia che soffoca le imprese impedendone quello sviluppo che tanto bene farebbe al Paese.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui