di Antonio Risolo | L’uovo di Pasqua ai tempi del #coronavirus? Avvelenato! Mitja Gialuz, (Barcolana) sferra un violentissimo attacco al vetriolo nei confronti di Confindustria Nautica e alla società I Saloni Nautici colpevoli di aver riprogrammato le date del Nautico di Genova già in calendario dal 17 al 23 settembre, una scelta illuminata, di buon senso, in una emergenza senza precedenti che coinvolge tutto il pianeta. Queste le nuove date comunicate dagli organizzatori della rassegna genovese: 1-6 ottobre 2020, con una eventuale estensione dell’evento a nove giorni (da sabato 3 a domenica 11 ottobre) qualora le autorità sanitarie, di concerto con le istituzioni locali, decidessero diversamente. Lineare no? Invece no! Perché “La Società Velica di Barcola e Grignano e la Barcolana srl sono basite nell’apprendere le unilaterali decisioni di Confindustria Nautica e del CdA dei Saloni Nautici che modificano le date della prossima edizione del Salone di Genova, spostandole a ottobre e sovrapponendole sostanzialmente alla Barcolana, la più grande regata velica del mondo che da 52 anni si svolge a Trieste sempre nelle prime due settimane di ottobre”.
Un attacco al vetriolo, gratuito e a mio avviso fuori luogo considerato che la Barcolana è in programma domenica 11 ottobre 2020. In attesa della posizione ufficiale di Confindustria Nautica, mi corre l’obbligo di fare qualche riflessione di ordine pratico al netto di assurde (eufemismo) polemiche, soprattutto in un momento a dir poco drammatico. Vorrei ricordare, infatti, che Barcolana51 sì è svolta il 13 ottobre 2019. Senza andare troppo indietro negli anni, inoltre, mi permetto di rinfrescare la memoria a coloro che l’avessero smarrita: la 53a edizione del Nautico si è svolta dal 2 al 6 ottobre; la 54a dall’1 al 6 ottobre; la 55a dal 30 settembre al 5 ottobre. Dov’è la sovrapposizione? Con tutto il rispetto per “la regata più grande del mondo”, è bene ricordare che anche tutte le gare di avvicinamento alla 36a America’s Cup 2021, non solo quelle primaverili di Cagliari, sono state annullate definitivamente.
Detto queto, è inspiegabile la decisione del professor Mitja Gialuz, presidente della Società Velica Barcola e Grignano, di prendere carta e penna per affermare, tra l’altro, che “Evidentemente, da questa terribile pausa causata dalla pandemia Confindustria Nautica non ha colto alcun insegnamento e non ha capito che solo lavorando tutti assieme si può, e si deve, aiutare l’Italia a rialzarsi. Barcolana ha interessato tutte le istituzioni competenti in relazione alla scelta di Confindustria Nautica con l’obiettivo di valutare tutti assieme – anche con la Federazione Italiana Vela – una formula che consenta di trasformare quest’anno così difficile in opportunità di ripresa economica per un settore che uscirà in ginocchio da questa pandemia”.
Già, caro professore, ripresa economica. Vogliamo parlarne? Sarà dura per tutti, ma non per gli eventi collaterali legati alla kermesse, tutte manifestazioni di contorno che ogni anno registrano assembramenti di massa in piazza Unità d’Italia. Come tutti noi, egregio prof, lei dovrebbe sapere che i cantieri sono chiusi dal 25 marzo, che ci sono già 5mila posti di lavoro a rischio, che tutta la filiera (con i suoi 180mila addetti) sta soffrendo le pene dell’inferno. E che molte piccole aziende rischiano addirittura di abbassare la serranda definitivamente. Di fronte a un simile quadro sanitario, sociale ed economico di straordinaria drammaticità, lei trova il coraggio di sparare alzo zero per denunciare una sovrapposizione che non c’è? Per favore, suvvia, non lasciamoci prendere dallo psicodramma da #coronavirus. Oggi, purtroppo, i palcoscenici sono altri. E molto tristi, le assicuro. Mi creda, non c’è spazio per singoli attori che non abbiano studiato a fondo il drammatico copione che un subdolo, diabolico e sconosciuto drammaturgo ha deciso di scrivere per l’umanità intera.
Buona Pasqua e buon vento a tutti, anche alla Barcolana.


