Il nostro viaggio nella Champagne, da 10 anni riconosciuta patrimonio immateriale dell’umanità dall’Unesco, ci porta nella più settentrionale delle province vinicole francesi, a meno di due ore da Parigi
by Ornella D’Alessio – photo by 2mstudio, ©Osmany Tavares, ©Alexandre Couvreux, M Jolyot
Épernay, Avenue de Champagne. È qui che tutto inizia: un viale maestoso di palazzi ottocenteschi, facciate neoclassiche, cancelli in ferro battuto che proteggono ingressi sontuosi. Qui hanno sede marchi come Moët & Chandon, Perrier-Jouët, Pol Roger. Dietro i portoni si aprono corti interne dove i visitatori possono intravedere il ritmo della produzione: botti, cataste, il lento rituale del remuage. Le cantine raccontano secoli di saper fare e di commercio globale. Passeggiando lungo l’Avenue, si ha la sensazione di camminare su una città rovesciata: più grande sotto che sopra, con gallerie che si intrecciano e si intersecano. Siamo nel cuore della Francia nord-orientale, a meno di due ore da Parigi, nella Champagne (champagne.fr), la più settentrionale delle province vinicole francesi.

Nel 1668, Dom Pierre Pérignon, cellérier (economo) dell’abbazia benedettina di Hauvillers, perfezionò la tecnica dell’assemblaggio per valorizzare l’eccezionale diversità dei vini della regione.

Épernay è la capitale discreta e operosa della regione. La promenade per conoscere la cittadina comincia davanti all’Office de Tourisme, costeggia l’Hôtel de Ville, magione del XIX secolo con un bel giardino, appartenuta alla famiglia Auban-Moët fino al 1919, e il Museo archeologico regionale e del vino di Champagne sulla storia della regione Champagne, dalla formazione del suo suolo, diversi milioni di anni fa, fino ai giorni nostri.
Poco oltre a Le 19, si possono degustare circa 100 champagne di vigneron (coloro che coltivano e producono con le loro uve, champagnedevignerons.fr) e di cooperative. Lungo il tragitto ci sono maison aperte al pubblico, come il ristorante Cellier Belle Époque di Perrier-Jouët (perrier-jouet.com), o la Maison Vollereaux (champagne-vollereaux.fr), a pochi chilometri da Épernay, dove dopo la degustazione si pranza tra i filari con formaggi, salumi e bollicine. E ancora la Maison Canard-Duchêne (canard-duchene.fr), che organizza pedalate tra i vigneti di Ludes, piccolo comune di 650 abitanti che rappresenta una delle anime autentiche della Champagne, ed è il regno delle piccole maison familiari che tramandano i segreti della vinificazione da generazioni.






