Emergenza Salento
"Nel ricordo di Alessandro Risolo"

Vulkan for Venice

Pubblicato il:

Condividi:

Dalla teoria alla pratica: studiare la propulsione ibrida e realizzarla davvero in Italia

VULKAN ha studiato. Si è preparata con impegno e a lungo. Non è uno di quegli studenti che s’improvvisa. Da quattro anni ha istituito una divisione, Hybrid Architect by Vulkan, che si occupa di sviluppare l’ibrido e in generale le propulsioni alternative a quelle tradizionali. E, a Venezia, si è passati alla vera pratica. Del resto, come diceva un barbuto filosofo dell’Ottocento, ogni teoria non vale nulla se non è verificata nella pratica.

Hybrid Architect by Vulkan è la divisione dell’azienda che realizza sistemi di propulsione alternativi a quelli tradizionali.

All’Arsenale, durante il Salone Nautico di Venezia, Daniele Gaviotis, Amministratore Delegato di VULKAN Italia, ci ha raccontato quali sono i progetti dell’azienda a Venezia. “Abbiamo convertito un vaporetto del 1982 passando da un tradizionalissimo motore diesel a una propulsione ibrida seriale”. È stato un lavoro lungo e impegnativo. Allo stand di VULKAN Italia c’è una mostra fotografica che documenta tutti i passaggi di questo refitting. Quello che comunemente chiamiamo vaporetto, si chiama più precisamente Motobattello, ed è uno dei tanti mezzi pubblici in servizio in tutta la Laguna. Appartiene, infatti, all’azienda pubblica locale per il trasporto passeggeri, ACTV Venezia. “Con la collaborazione di ACTV, la nostra squadra di Hybrid Architect ha progettato la nuova linea propulsiva del Motobattelo n°3 Canal Grande insieme a tutti i sistemi necessari per il controllo e il suo buon funzionamento. L’obiettivo era ridurre le emissioni di gas inquinanti come NOx, HC, CO, PM. Abbiamo scelto di lavorare con partner e fornitori in Laguna per mantenere il progetto il più locale possibile: i lavori di conversione, ad esempio, si sono svolti presso il Cantiere Toffolo alla Giudecca”.

A Venezia ha appena varato un vaporetto di ACTV che è passato da un diesel tradizionale a un sistema ibrido.

Dopo più di un anno di lavori, a bordo ora c’è un motore elettrico di propulsione da 147 kW, un gruppo elettrogeno da 125 kW, otto moduli batterie da 9,6 kW, un quadro principale di gestione del sistema, i convertitori di potenza da 13 kW ciascuno e un sistema di raffreddamento sviluppato da VECO con un chiller aria/acqua per la ventilazione e il condizionamento di tutti i locali sottocoperta e dei box contenenti le batterie al litio. “Tutto il sistema è realizzato con componenti che non si possono comprare a catalogo, ma è stato pensato e sviluppato secondo le esigenze che il progetto indicava”. È un refitting custom. È la dimostrazione che anche un anziano vaporetto, che ha più di quarant’anni ed è ancora in servizio, può essere trasformato in un mezzo di trasporto ancora più efficiente grazie all’ibrido.

BIIM

Nel Golfo dei Poeti a La Spezia è in servizio un’imbarcazione con idrogeno stoccato a bassa pressione e batterie al sale, per migliorare la sicurezza a bordo.

Alla prima domanda il preparato studente VULKAN ha risposto bene. La seconda domanda riguarda il BIIM, acronimo di Battello Ibrido Innovativo Modulare. Di cosa si tratta?  “È stato il nostro primo progetto ibrido dedicato ad un’imbarcazione di servizio al lavoro per il Consorzio Golfo dei Poeti alla Spezia. È molto innovativa perché oltre all’ibrido, a bordo sono installate le fuel cells con un sistema di stoccaggio dell’idrogeno a bassissima pressione. L’idrogeno a bordo viene solitamente stoccato tra i 250 e i 700 bar di pressione, ma questo non lo rende molto sicuro. A bordo di BIIM, invece, l’idrogeno è stoccato a 30 bar grazie a idruri metallici, una sorta di “sabbia” che si aggrega alle molecole dell’idrogeno. Oltre a questo, le batterie non sono al litio, ma al sale. E anche questa scelta è stata fatta per incrementare la sicurezza ed evitare il rischio incendio che il litio invece rappresenta”.

LaboBoat è un motoscafo laboratorio con installati a bordo tutti i sistemi più innovativi. Serve per studiare ciò che è già possibile realizzare per ridurre l’impatto ambientale.

VULKAN non ha intenzione di smettere di studiare, anzi. Sempre al Salone Nautico di Venezia il Team di Hybrid Architect ha ufficialmente presentato LaboBoat, il primo laboratorio galleggiante, che sarà realizzato partendo da un motoscafo veneziano che ha già avuto una sua lunga vita. La LaboBoat diventerà uno strumento di studio, analisi e test dei sistemi presenti a bordo. A bordo verranno installate le più recenti tecnologie, oltre ai diversi sistemi di propulsione e controllo, modulari e modulabili. La convinzione è che le possibilità siano molte, e che non ci sia una soluzione unica alla quale tutti debbano conformarsi. Ogni imbarcazione, anche a seconda dell’impiego che se ne fa, può avere bisogno di un sistema piuttosto che un altro: ibrido seriale, ibrido parallelo o full electric, solo per fare un esempio. La soluzione dev’essere custom. Ed è proprio partendo da questa convinzione che l’azienda, già diversi anni fa, ha costituito l’Hybrid Architect by VULKAN. Studiare e mettere in pratica la soluzione ideale, ma anche realizzabile. È così che VULKAN si è trasformata da fornitore di componenti – i famosi giunti elastici per la riduzione del rumore e delle vibrazioni, che continua comunque a produrre – a un’azienda che propone ai cantieri sistemi di propulsione a basso impatto ambientale. Lo fa assumendosene la responsabilità. Sceglie i componenti del sistema e se non esistono li fa realizzare secondo le proprie specifiche e poi li fa dialogare. L’integrazione è proprio l’aspetto più complesso. VULKAN è un direttore d’orchestra che fa suonare a tempo, e bene, tutti gli strumenti.

(Vulkan for Venice – Giugno 2024)

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui