Emergenza Salento
"Nel ricordo di Alessandro Risolo"

Vini da barca: al «Quor» non si comanda

Pubblicato il:

Condividi:

Monticelli Brusati, Brescia, Franciacorta, Montina. Gente di Mare 2.0 ha provato per i suoi lettori Quor. Ed eccolo qui: 55% Chardonnay e 45 Pinot Nero. Nel calice si svela giallo paglierino brillante. Ha un bellissimo bouquet aromatico: al naso arrivano netti sentori di frutta matura a pasta gialla e di miele. In bocca risulta decisamente armonico, di grande freschezza e ottima acidità. Il perlage è fine e persistenze. Incredibilmente lungo. La sua trama gustativa lo rende perfetto con menu a base di pesce, ma anche con tagli pregiati di carne rossa cotta alla brace. Una favola con pizze gourmet.

I più attenti, però, avranno notato qualcosa di diverso dal solito. Un dettaglio, per la verità, ma non da poco, anzi. La casa vitivinicola, tra le più prestigiose della Franciacorta, La Montina, di proprietà della famiglia Bozza, ha detto addio all’articolo «La». Il coraggioso cambio di rotta è del naming, e delle etichette, sia chiaro. La qualità, sempre altissima, non si discute. E non si tocca. Così, d’ora in avanti le bollicine gioiello di Monticelli Brusati, saranno solo e soltanto Montina. Questo il commento di Michele Bozza, amministratore delegato della cantina: «Il nostro Franciacorta nasce dalla cura e dal rispetto per la terra che gli dà vita. Dall’impegno di chi la lavora, con la riconoscenza per le generazioni che ci hanno tramandato un sapere in continua evoluzione. Oggi siamo felici di presentare la sua nuova identità. Il nostro nome diventa Montina: rinunciamo all’articolo “La” che ci ha accompagnato per lunghi anni. Un nome più netto, semplice, affettuoso. Ed ecco le nostre nuove etichette, dalle tinte morbide e terrose. La tiara papale che rimanda alle nostre origini. Un abito più pulito e bello, per esaltare l’attenzione alle cose ben fatte, l’amore per la tradizione e insieme la consapevolezza della modernità, la passione grata per le nostre terre». 

La scelta, frutto naturalmente di profonde riflessioni, mette dunque insieme passato, presente e futuro. Lega a doppio filo l’imprescindibile legame con il territorio (la dinastia Bozza è presente nel Comune bresciano dal 1400) con la precisa volontà di dare un chiaro segnale di cambiamento, al passo con i tempi, in cui forma e sostanza devono essere complementari. Il progetto è nato dal fortunato incontro con lo studio Story Art Design dell’artista torinese Marzia Boaglio

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui