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"Nel ricordo di Alessandro Risolo"

Per Tuccoli ci siamo fatti in quattro

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Prendi un bergamasco e un veneto. Mettili in Toscana, in quella meno “shire”, più di costa, che fa capo alla provincia di Livorno, città di scoglio e di gente schietta venuta su a pane sciocco, cacciucco e burla. Proprio quella “de”. Che cosa potranno mai fare i due, oltre a resettare le lancette dell’orologio che qui corrono meno leste (per fortuna) di quelle dell’ansiogeno Nord? Se il bergamasco è Paolo Sanguettola, manager di lungo corso, già appassionato ed esperto velista, e il veneto è Marcello Gherbin, talentuoso pescatore sportivo, allora la risposta è: business nel settore nautico. Con il cuore però.
Per la cronaca, il primo passo lo ha fatto Sanguettola nel 2017. Da allora è amministratore unico di Tuccoli Marine, storica realtà fondata da Ivano Tuccoli nel Secondo Dopoguerra e poi passata in mano al figlio Marco. Gherbin, invece, in qualità di socio, nel ruolo di responsabile commerciale, è arrivato nel 2022.

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Marcello Gherbin (a sinistra) e Paolo Sanguettola.

NEW ERA
Con la nuova coppia al timone, il cantiere di Collesalvetti è in pieno restyling, anche se – è giusto ricordarlo – non ha mai smesso di essere un punto di riferimento nel segmento delle barche da pesca. Tuccoli è stato ed è sinonimo di fisherman caratterizzati dai più alti standard qualitativi.

Ed è proprio questa comprovata fama ad aver spinto Sanguettola fino a Collesalvetti e non altrove. «Vengo dal mondo della vela che purtroppo ho dovuto abbandonare per mancanza di tempo. Detto ciò, non ho mai rinunciato ad andare per mare. Così, diversi anni fa, ho cercato sul mercato una barca che fosse più gestibile, ma comunque performante, solida, in grado di tenere bene il mare, in qualunque condizione meteo. Una barca sicura. Noi velisti, sa, “queste cose qui” le abbiamo dentro. La scelta – e non poteva essere altrimenti – è ricaduta su un fisherman. Frequentando da sempre la Toscana come luogo di vacanza, mi sono rivolto a Tuccoli. Da allora, è sempre stato il mio punto di riferimento» racconta Sanguettola.
Galeotto, dunque, fu il primo acquisto. Per la verità – ed è un dettaglio filo-romantico – anche per Marcello Gherbin: «Sono entrato in Tuccoli dapprima come cliente, poi come brand ambassador e ora eccomi qui» dice.

Naturalmente questo nuovo corso a trazione lombardo-veneta è caratterizzato da progetti molto ambiziosi che, grazie alla caparbietà di Sanguettola e Gherbin, si riveleranno senza dubbio vincenti. Anche perché i due imprenditori si sono davvero “fatti in quattro” e con invidiabile entusiasmo hanno esplorato, e trovato, altri mondi possibili. Del resto, uscire dalla comfort zone, diversificare, mettere a terra idee coraggiose, rende qualunque sfida, professionale oppure umana, più stimolante e gratificante. «Tuccoli Marine oggi ha quattro anime» prosegue Sanguettola. «Accanto alla più tradizionale linea Fishing, ci sono la Cruising, la Custom e la Professional» spiega. «Il diporto è un’opportunità che non potevamo non cogliere. Questo mercato ha certamente un bacino di utenti molto più ampio di quello rappresentato dai pescatori. Se si gira, potrà vedere proprio alle sue spalle il render di un catamarano che abbiamo in costruzione. Un 34 piedi a firma Vismara. Direi che è decisamente l’emblema del diporto. Dovremmo essere in grado di presentarlo già ai prossimi Saloni d’autunno». 

Ma le novità non finiscono qui. Oltre al multiscafo, alla recente presentazione del nuovo fisherman T250VM Evoluzione (in collaborazione con Suzuki Italia), c’è anche la prestigiosa partnership con Lion Yachts, «cantiere con cui abbiamo stipulato un contratto d’affitto. Stiamo portando a termine la costruzione di una barca destinata al Corpo dei Vigili del Fuoco e di due imbarcazioni da diporto, un 35 e un 60 piedi» puntualizza Sanguettola. In tema di collaborazioni prestigiose, resta inoltre solida, a riprova dell’autorevolezza di Tuccoli Marine, quella con il 33 volte Campione del mondo di pesca sportiva, Marco Volpi.

Insomma, si lavora alacremente su tutti i fronti in quel di Collesalvetti. Anche la stessa sede di Tuccoli Marine – giusto per restare in tema – in questo momento è un cantiere a cielo aperto, che in termini di spazi punta dritto al raddoppio e oltre: «Passeremo, spero presto, da mille e 200 metri quadrati a 3 mila», annuncia con orgoglio l’imprenditore.
La carica di Sanguettola e Gherbin è davvero contagiosa. È un’ondata di entusiasmo. Che tiene senz’altro conto di un glorioso passato – settant’anni di storia del cantiere non sono certo un gioco da ragazzi – e al contempo si autoalimenta per via di obbiettivi chiari e comuni a entrambi: «L’idea di moltiplicare l’offerta nasce evidentemente anche dall’urgenza di elevare il marchio, di farlo uscire dai confini geografici e identitari. La divisione fishing è una parte fondamentale, strategica e irrinunciabile, ma Tuccoli Marine deve diventare la risposta alle esigenze di qualunque armatore. I presupposti ci sono tutti, anche perché Paolo, grazie alle sue straordinarie competenze in ambito finanziario, è un vulcano di idee… Io ho il compito di finalizzarle» sottolinea Gherbin. «Qualche tempo fa, ad esempio, ha condiviso con me un progetto innovativo che, per quanto non semplicissimo da realizzare, ho accolto con slancio. L’idea è quella di dare al cliente la possibilità di acquistare la barca online. È una forma alternativa di marketing, peraltro già ampiamente sperimentata con successo nel settore automobilistico. Però su questo preferiamo non aggiungere dettagli, restiamo abbottonati, non si sa mai… (sorridono entrambi)».

C’è davvero una bella complicità tra Paolo Sanguettola e Marcello Gherbin, che va ben oltre quella pressoché scontata tra due soci che devono far quadrare conti e bilanci. È qualcosa che assomiglia al gusto per la sfida, alla voglia di arrivare, di lasciare un segno nella nautica. Di provarci per riuscirci. Perché una volta lanciato l’amo, se ci sono presa e perseveranza, il risultato si porta a casa. Sempre.

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