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"Nel ricordo di Alessandro Risolo"

The Italian Sea Group, Costantino mette i «Putin» sulle i

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Non è di Vladimir Putin. Scheherazade, il 140 metri che si trova nel cantiere The Italian Sea Group per attività di manutenzione, non è di proprietà del presidente russo. La precisazione arriva direttamente dal quartier generale di Marina di Carrara e mette a tacere le indiscrezioni dell’ultima ora apparse su molti media. Non solo. La società, come si legge nella nota, «in riferimento all’esposizione del Net Backlog nei confronti del mercato russo, dichiara che, alla data odierna, è in essere soltanto un contratto con un cliente russo; in particolare, la Società deve ancora incassare 6 milioni di euro relativi al saldo consegna nave, prevista nei primi mesi del 2023. Si evidenzia comunque che il soggetto contraente non rientra tra quelli colpiti da sanzioni internazionali».

IL GRUPPO, FONDATO E GUIDATO DA GIOVANNI COSTANTINO, FA SAPERE INOLTRE che la produzione delle commesse in progress e le attività di refit proseguono senza rallentamenti, nonostante le sanzioni introdotte dall’Unione Europea nei confronti della Russia, scaturite dal conflitto in essere sul territorio Ucraino: «Nessun ordine è stato cancellato e non si è manifestato alcun ritardo nei pagamenti degli Stati di Avanzamento Lavori (SAL) contrattuali in essere. The Italian Sea group lavora esclusivamente su commessa per armatori con il supporto società di broker internazionali, con contratti che prevedono pagamenti anticipati relativi ai SAL, e in caso di inadempienza, è prevista in estrema ratio per il cliente la perdita degli acconti versati; nel merito, la proprietà della nave resterebbe di TISG, dando alla società l’opportunità di rivendere immediatamente lo yacht e realizzare interessanti plusvalenze».

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