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Radici di Nautica, da Limite sull’Arno alla conquista del mondo

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Coordinato da Navigo, gestore del Distretto Tecnologico Toscano per la Nautica e la Portualità, l’evento inaugurale della Tuscany Yachting Week ha avuto il merito di accendere una luce di orgoglio sulle radici storiche e industriali della nautica nata a Capraia e Limite
di Olimpia De Casa

Il ruolo di Capraia e Limite, comune della città metropolitana di Firenze che comprende i due centri abitati legati per storia e tradizioni al fiume Arno, nel lungo percorso di eccellenza che ha visto nascere una parte significativa della nautica italiana contemporanea. È da questo lusinghiero assunto che ha preso forma “Radici di Nautica. Dal Mediterraneo alla Toscana. Vie d’acqua, ponti di pace”, evento organizzato a Villa Bibbiani da Navigo, gestore del Distretto Tecnologico Toscano per la Nautica e la Portualità, come momento inaugurale della Tuscany Yachting Week 2026.
La scelta della location, una straordinaria dimora rinascimentale alle pendici meridionali del colle Montalbano, ha voluto omaggiare un luogo simbolo di capacità artigiana e imprenditoriale che affonda le sue radici nella sapienza dei Maestri d’ascia, qui attivi già nel 1600. Nel Cantiere Navale Picchiotti di Limite sull’Arno è infatti nata anche la prima società italiana di canottaggio, orgoglio nazionale dal 1861. Due realtà intimamente connesse dalle opportunità offerte dalla via fluviale e dalla caparbietà di uomini e donne nati e cresciuti in un luogo intriso di sapienza, competenze e abilità.


L’iniziativa, coordinata da Pietro Angelini, direttore generale di Navigo, e introdotta dalla presidente Katia Balducci insieme a Saverio Cecchi, past president di Confindustria Nautica (che a Limite sull’Arno è nato e cresciuto), e Flavio Bini, presidente del Museo Remiero di Limite sull’Arno, ha visto intervenire rappresentanti delle istituzioni e del mondo imprenditoriale, uniti nel testimoniare la portata di un distretto che rappresenta una delle più grandi eccellenze della Regione Toscana e un riferimento internazionale di estremo valore. Hanno portato il loro contributo il governatore Eugenio Giani, Stefania Saccardi, presidente del Consiglio Regionale della Toscana, Leonardo Marras, assessore regionale alle Attività Produttive, Brenda Barnini, presidente della Seconda Commissione del Consiglio Regionale, Alessandro Giunti, sindaco di Capraia e Limite, Marina Stella, direttore generale di Confindustria Nautica, Fabrizio Lensi, presidente Canottieri Limite, Mario Cresci, direttore del Museo Remiero, e Sabrina Busato, presidente FEISCT (Federazione Europea Itinerari Storici Culturali Turistici).


«Insieme alla farmaceutica, la nautica rappresenta il comparto economico che guida le esportazioni regionali anche in un periodo di instabilità generale come quello che stiamo vivendo», ha dichiarato Eugenio Giani, prima di ricordare il valore economico e sociale generato dalla cantieristica che opera nel distretto compreso tra Livorno e La Spezia. «Molto di quanto espresso oggi dall’eccellenza italiana viene da qui, da un’area fluviale che ha gettato le basi per uno sbocco sul Mediterraneo e sul resto del mondo in un’epoca in cui erano di là da venire tutte le grandi infrastrutture su rotaia e gomma, dall’alta velocità che collega Parigi a Firenze, all’autostrada del Sole che è stata inaugurata il 3 dicembre 1960, sino alla prima grande linea ferroviaria toscana che da Livorno arriva a Pisa e Firenze, che risale al 1848. Prima del giugno di quell’anno l’unica vera alta mobilità avveniva lungo fiume. Limite ha quindi saputo sfruttare questo collegamento strategico per il trasporto merci e passeggeri sino allo scalo del Pignone, il principale porto di Firenze che, cruciale per il commercio con Livorno, deve il suo nome alle pigne di legno utilizzate per l’ormeggio dei navicelli. Rendiamo quindi gloria a Limite e a chi ha generato quella spinta che ha portato sulla costa i grandi nomi di una realtà economica così profondamente connaturata alla storia di questa regione. Come ci ricorda il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, “la memoria è il futuro”. Facciamone tesoro».


Sono quindi seguite le testimonianze di quanti, più o meno direttamente, hanno contribuito a tracciare la rotta di un viaggio illuminato e denso di vicende alla conquista di uno spaccato produttivo capace di fare tesoro della storia e della cultura locali per costruire un futuro all’altezza del testimone ricevuto dalle “frazioni” precedenti. Una staffetta che ha saputo alimentare negli anni quel profondo senso di appartenenza alle famiglie che hanno costruito, partendo dal legno e arrivando sino ai materiali compositi e al metallo, quella grande realtà cantieristica che dall’entroterra toscano si è poi allargata sino alla costa e, da qui, a conquistare un ruolo di prim’ordine nel panorama del diporto più aggiornato e competitivo su scala globale. Tratto comune dei contributi è stata l’autentica commozione emersa a più riprese nel corso dei singoli racconti legati ai ricordi di quanti, in un’epoca in cui la nautica da diporto era ancora tutta da costruire, hanno avuto il merito di saper plasmare il legno arrivando a varare lungo le rive dell’Arno le prime imbarcazioni realizzate dai grandi nomi della cantieristica toscana. In un crescendo di emozioni e riconoscenza per quanto espresso sin dalle origini dalla nautica limitese hanno preso la parola Sandro Picchiotti (Cantiere Arno), Cesare Perotti (Sanlorenzo), Leonardo Salani (Cantiere Salani), Maurizio Balducci (Overmarine Group), Tommaso Spadolini (Spadolini Design) e Guido Bini (figlio di uno dei fondatori di Cantieri di Pisa), Claudio Valpiani (testimone dell’esperienza Ferretti CRAFT 2 a Limite sull’Arno) e Mario Maggini (Cantiere Maggini), Roberto Pierozzi (Cantiere Cosca). Saverio Cecchi insieme al vice sindaco di Capraia e Limite Edoardo Antonini hanno quindi illustrato il Manifesto dell’Arno, nato per valorizzare in rete la storia, le tradizioni e l’ambiente che connotano il territorio limitese. La giornata si è conclusa con una visita guidata a Villa Bibbiani dove, come è stato rammentato con condivisa commozione da Katia e Maurizio Balducci, è nato l’imprenditore Giuseppe Balducci, fondatore del Gruppo Overmarine.

Canottieri-Limite

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