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Paolo Ilariuzzi, Suzuki: a che punto siamo?

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Dal salone di Düsseldorf, Paolo Ilariuzzi di Suzuki Italia fa il punto nave e traccia la rotta

La carbon neutrality di Suzuki non è un’operazione di green washing, ma un obiettivo che l’azienda giapponese si è data e che dimostra di perseguire con impegno. “Crediamo nello sviluppo dei motori elettrici per le piccole potenze”, afferma Paolo Ilariuzzi, “mentre per quelle intermedie pensiamo sia più realistico puntare sui biocarburanti”.

Suzuki 250 KURO è l’ultimo modello presentato solo pochi mesi fa.

Entro la fine di quest’anno sarà presentato il primo modello da 1 kW, molto leggero e con la batteria estraibile. Il prototipo c’è già e lo stanno testando. L’attesa, quindi, non sarà ancora lunga
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Entro il 2030, oltre a questo motore, ne saranno presentati altri quattro. Alcuni elettrici e alcuni, per le medie potenze appunto, alimentati con biocarburanti. La tecnologia esistente consente di realizzare propulsori che possano essere alimentati indifferentemente a benzina o con carburanti di origine agricola. Le performance rimangono le stesse ed è immaginabile che i distributori di biocarburanti nei prossimi anni, non saranno solo nel Nord Europa. Meno credibile è rendere efficienti i motori elettrici per le medie potenze. Peso, ingombro, autonomia delle batterie, non sono ancora equiparabili ai vantaggi di un motore tradizionale a benzina, soprattutto se la barca è planante. Il focus rimane sempre quello dell’affidabilità.

Entro il 2030 arriveranno altri 5 nuovi motori, alcuni elettrici, altri alimentati con biocarburanti. Il primo modello elettrico da 1 kW sarà presentato alla fine di quest’anno.

Suzuki intende proporre propulsori che soddisfino le esigenze dei diportisti, senza trascurare quelle specifiche. La gamma della casa giapponese tiene conto anche delle nicchie di mercato. Se non fosse così, non ci sarebbero tanti modelli per ogni unità termica. Il 9,9 cavalli, per esempio, è disponibile in due versioni e lo stesso vale per il 100 cavalli. Il 250 ne ha addirittura tre di versioni. È una strategia chiara: offrire tutto quello che è possibile, dall’elettrico al biocarburante, al motore tradizionale.

Per le medie potenze, Suzuki ha scelto di puntare sui biocarburanti.

Sarà il mercato a dire in quale direzione si andrà. In Italia nel 2024 si prevede che si venderanno 6.000 fuoribordo in meno rispetto al 2023. “Non è una contrazione“, afferma Ilariuzzi, “ma un assestamento. Mi aspetto di tornare ai volumi del 2019, non meno. È naturale perché la pandemia e il post pandemia hanno visto una crescita smisurata delle vendite di barche, gommoni e motori”. Quello che cambierà rispetto al 2019 sarà quali motori si venderanno. Nel 2019 quelli più potenti rappresentavano il 25% del mercato, mentre quest’anno i top di gamma dovrebbero raggiungere il 30%.

I motori più potenti continuano ad essere molto richiesti e non conoscono flessioni. E anche per questo, tra un anno, all’inizio del 2025, Suzuki presenterà il suo modello di alta fascia. Si tratterà di un fuoribordo da 400 e 500 cavalli, una potenza molto richiesta, non solo in Europa, ma anche negli Stati Uniti. “Lo stanno testando”, racconta Ilariuzzi, “perché Suzuki vuole essere certa che quando un suo motore va nelle mani di un cliente, deve essere perfetto. Piuttosto si aspetta e si rimanda il lancio, ma non si rinuncia all’affidabilità”.

(Paolo Ilariuzzi, Suzuki: a che punto siamo? – Gennaio 2024)

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