Il charter nautico è forse il più moderno e dinamico “prodotto” di serie che promette facile accessibilità ad un’esperienza unica e memorabile, ad un viaggio di livello superiore alla norma vissuto da una prospettiva diversa, dove non è più il mare ad essere raggiunto, ma la spiaggia
by Sacha Giannini
Oggi la vela non è una esperienza esclusiva per esperti o facoltosi, ma quasi chiunque può provarla, e, specialmente con i catamarani da crociera, diventa tutto più facile e comodo rispetto a una barca tradizionale. L’esperienza del charter inizia quasi sempre con il booking online, scandagliando la migliore user experience per finalizzarla alle proprie preferenze tra tipologie, modelli, stagionalità e località. App cartografici, simulatori di itinerari, 360° virtual tour, check list online, “spunte” e preferenze, diventano i primi compagni di viaggio di un’attenta pianificazione che all’improvviso si ritrova catapultata a bordo tra orizzonti, bow thruster, grill BBQ, bimini top e fantasmagorici tramonti. Il diportista nautico non è più il velista di un tempo che poteva sopportare disagi e privazioni di bordo della barca “bivacco”, ma è passato dal piacere per il mare al piacere agli altri trasgredendo nel tempo regole e passioni per condizionare sempre più dinamiche di produzione, d’acquisto e di stile.
La cura maniacale per ogni dettaglio, la possibilità di poter scegliere monoscafi da 30 piedi fino a catamarani da oltre 70, la possibilità di noleggio con equipaggio opzionando skipper, hostess e chef a scelta o ancora decidere per un pacchetto luxury “First class” con il top di gamma tra ammiraglie ed entry level della flotta Lagoon, allestite per offrire una qualità di servizi esclusivi tra cui l’imbarco e sbarco prioritario senza attese, water toys e accessori illimitati, ha consentito a NSS Charter di diventare non solo la prima società di charter nel nordovest della Sardegna, ma anche importante riferimento in Italia e all’estero con le proprie basi tra i Caraibi e il Mediterraneo.

Un catamarano a vela seduce più di altri perché dà l’impressione di vivere un luogo di compensazione, uno spazio ideale tanto perfetto e completo da far apparire il circostante esterno inadeguato e disordinato. Quando diventa ad uso charter acquisisce poi una condizione rara quasi di strabismo dove la sovrabbondanza d’eccessi e di comfort alimentano una quotidianità di rituali che rischiano di trasformare la barca da mezzo immersivo di luoghi inediti, a strumento per sfruttare al massimo tutte le “domesticherie” di bordo, rischiando di declinarsi in un “non-luogo” del puro piacere individuale.




