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"Nel ricordo di Alessandro Risolo"

Nerocardinale, Harmony, grace, balance and listening

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Sono i punti “Cardinali” di Arianna e Silvia, capaci di orientare gli armatori tra funzionalità e bellezza

photo by Giovanni Malgarini

Diciamolo: LDI, acronimo di Laboratorio delle Idee, non funzionava. Meglio Nerocardinale. È portatore sano di eleganza – non occorre ricordare che cosa pensasse Coco Chanel del nero – e alfiere di concretezza. Aperta parentesi: quale attendibilità possono avere la mia destra o la mia sinistra di fronte a uno specchio o a un qualunque interlocutore? Nessuna. Se invece faccio appello ai punti cardinali, la mia posizione è universale e inequivocabile. Io sono e mi muovo su un piano di realtà. Mi oriento. Pertanto, rebranding fu.

Nei progetti di Nerocardinale, l’eleganza e l’identità permeano ogni forma e dettaglio. Texture tattili si alternano in ogni ambiente, testimonianza dell’equilibrio raggiungibile tra funzionalità e bellezza.

«La commessa di Absolute per la Navetta 73, per noi, è stata importantissima, nodale: la definirei senza esitazioni il nostro vero battesimo del mare». Arianna Bianchi

Nerocardinale è il nome dello studio di design al 61 di via Grumello a Bergamo, fondato nel 2011 da Silvia Capelli e Arianna Bianchi, con buona pace dei puri e duri del politicamente corretto, la mora e la bionda. Perché lo sono, è cronaca. Incontrandole insieme per la prima volta, è ciò che, banalmente, salta subito all’occhio. Si dirà che nella narrazione specificarlo non ha senso. Si dirà che si tratta di un becero stereotipo di genere. Invece no. È il primo dato oggettivo che identifica le due metà di un intero. Un incastro perfetto. Un incastro che, diversamente da LDI, funziona benissimo. Senza dubbio, grazie a un’amicizia più che consolidata, che dura da oltre un trentennio, dai tempi del liceo artistico per la precisione, grazie a un certo pragmatismo, che nell’operosa bergamasca è fisiologico, e a obiettivi professionali chiari e comuni.

Entrambe laureate al Politecnico di Milano – Silvia è cintura nera di disegno industriale, Arianna di architettura – passo dopo passo, senza ansie da prestazione e sgomitamenti, stanno conquistando sempre più autorevolezza nel mondo della nautica. Tutto, per la verità, inizia nel 2006, quando, seppur non ancora socie in affari, si sono ritrovate a condividere un progetto: lo styling di un Pershing.

Un debutto “niente male” considerato il calibro del cantiere…
Arianna: Fu per merito di Alberto Cocchi, fotografo professionista specializzato nella realizzazione di shooting a bordo di lussuosi yacht. Ci chiese se per caso fossimo interessate a provarci in altri ambiti, oltre al residenziale. Ovviamente accettammo la sfida con particolare entusiasmo.
Silvia: Il risultato finale piacque molto e da allora fu un crescendo di richieste.

Per esempio?
Silvia: Ci contattarono i vertici di Absolute Yachts. Avevano bisogno di dare nuova energia agli interni della Navetta 73. Anche in questo caso andò bene. Senza falsa modestia, più che bene: il cantiere ha deciso di mantenere il nostro concept per l’intera gamma.
Arianna: La commessa di Absolute per noi è stata importantissima, nodale, la definirei senza esitazioni il nostro vero battesimo del mare.

Di che anno stiamo parlando?
Silvia: Era il 2016. Dopodiché abbiamo iniziato a lavorare anche con i privati.

Ogni progetto si conclude con un’accurata selezione di elementi decorativi, opere d’arte, tessili, oggetti in pelle e complementi scelti da un portfolio costruito nel tempo, attraverso collaborazioni esclusive e relazioni autentiche.

Beh, complimenti! Non è semplicissimo arrivare al cliente finale, soprattutto se si tratta di un armatore, soggetto – lo dice la “scienza” – complesso ed esigente.
Silvia: Possiamo dire che si era creato un bel passaparola. Ci sono state figure dirimenti nel nostro percorso, addetti ai lavori che ci hanno dimostrato stima e fiducia. Che hanno compreso la nostra onestà intellettuale, la nostra caparbietà. Noi, in realtà, non ci siamo mai proposte per prime. Non per una qualche sindrome di inadeguatezza, anche perché i riscontri in merito ai nostri interventi sono sempre stati positivi. Arianna e io, più semplicemente, preferivamo mantenere un profilo basso. Volevamo costruire la nostra immagine passo dopo passo, senza bruciare le tappe.
Arianna: La credibilità si ottiene soltanto lavorando sodo, con una buona dose di umiltà, unitamente a fermezza, preparazione e passione. Non è un caso che la scelta di cambiare il nome allo studio sia storia più recente. Con Nerocardinale, per come suona, per ciò che rappresenta, abbiamo alzato l’asticella. Connota perfettamente chi siamo e dove vogliamo andare. È una “dichiarazione di intenti” basata su una consapevolezza che oggi abbiamo.

In tutti questi anni, nell’esercizio pervicace della costruzione di una vostra precisa identità, vi siete ispirate a qualche mostro sacro dello yacht design?
Arianna: È difficile identificarne uno in particolare.

Proviamoci.
Arianna: Mauro Micheli di Officina Italiana Design, un gigante. Bernardo e Martina Zuccon, Alberto Mancini. E Achille Salvagni.
Silvia: Concordo.

«Per il 560 Contessa di Fim abbiamo curato tutti gli interni. Il cantiere non si aspettava che saremmo riuscite a ricavare su un’imbarcazione di questa lunghezza, poco più di 17 metri, una suite di notevoli dimensioni, grazie a una razionalizzazione degli spazi oserei dire maniacale». Arianna Bianchi

Una cinquina stellare, non c’è che dire. Ma torniamo a voi. Quali sono le parole che meglio identificano il vostro stile?
Silvia: Armonia, grazia, equilibrio e capacità di ascolto. Un progetto deve necessariamente prendere forma insieme al cliente. Non c’è mai nulla di imposto.
Arianna: … poi è ovvio, amiamo anche stupirlo con soluzioni inedite, magari inattese.

Un esempio concreto?
Arianna: 560 Contessa, rivoluzionario sport fly di Fim, di cui abbiamo curato tutti gli interni. Il cantiere non si aspettava che saremmo riuscite a ricavare su un’imbarcazione di questa lunghezza, poco più di 17 metri, una suite di notevoli dimensioni, grazie a una razionalizzazione degli spazi oserei dire maniacale! Silvia: Una suite con generosa cabina armadio dedicata e ampio bagno a vista, diviso non più dalla solita paratia che stringe gli ambienti, ma da raffinate vetrate.

NEROCARDINALE opera anche in ambito residenziale a 360°, offrendo soluzioni su misura sia in termini di interior design, sia di progettazione architettonica. L’approccio in entrambi i casi è lo stesso: “Partiamo sempre dalla lettura del contesto con cui dobbiamo confrontarci, unitamente all’ascolto dei desiderata del committente”, spiega Arianna Bianchi. “Ci ispiriamo ai lavori di Carlo Scarpa, figura nodale di tutta l’architettura del XX secolo e, più in generale, allo stile Anni ’70 in cui il binomio forma e funzione era imprescindibile”, aggiunge Silvia Capelli. Altra cifra distintiva dello studio: la viscerale passione per i contrasti, che si tratti di colori, forme o scelta di materiali. In foto, il disegno di una villa di pregio in cui, per l’appunto, è molto evidente il dialogo tra linee geometriche rigorose e linee morbide.

A proposito di Fim… la collaborazione con il cantiere è ormai avviata, corretto?
Arianna: Sì, in passato abbiamo ridisegnato anche gli interni di 440 Regina e di 500 Regina.

«Mettiamo sul tavolo tutte le idee e troviamo la quadra. Ognuna di noi ha skill proprie. Arianna, per esempio, è imbattibile nella capacità di “vedere” gli spazi a priori, di ottimizzarli chirurgicamente anzitempo, e poi su carta, sfruttando al meglio ogni singolo millimetro». Silvia Capelli

Il lavoro di styling con cui, di fatto, vi siete approcciate allo yachting prosegue oppure oggi vi dedicate soltanto alla progettazione degli interni?
Silvia: Prosegue, prosegue, certo. La volontà di investire sempre più tempo ed energie nella realizzazione di interni è inequivocabile, ma anche lo styling dà molte soddisfazioni. Che, in fondo, ha un fascino particolare perché è l’atto finale che precede la consegna della barca all’armatore. Chiude un cerchio. Una storia. Un cuscino messo in quel modo piuttosto che in un altro, un vaso, uno specchio, un colore, un tessuto, un’opera d’arte sono la cornice di un bellissimo quadro.
Arianna: Per i principali cantieri italiani ci occupiamo specificamente di questo e ne siamo onorate. Per noi è un attestato di fiducia. Smettere? E perché mai?

Pacifico. Più che comprensibile. Detto ciò, chi fa che cosa? Ricoprite ruoli differenti nello studio?
Silvia: Progettiamo entrambe. Nessuna prevarica sull’altra. Mettiamo sul tavolo tutte le idee e troviamo la quadra. La discussione sterile non è contemplata. Anche perché se qualcosa non gira per il verso giusto, basta guardarsi in faccia. Poi è chiaro: ognuna di noi ha skill proprie.
Arianna, per esempio, è imbattibile nella capacità di “vedere” gli spazi a priori, di ottimizzarli chirurgicamente anzitempo, e poi su carta, sfruttando al meglio ogni singolo millimetro.

E Silvia?
Arianna: Ha un mirabile senso estetico, mai banale, mai scontato. È sofisticata. È la rappresentazione plastica del dettaglio che fa la differenza.

Il team di Nerocardinale comprende, oltre a Silvia e Arianna, anche Federica e Nicolò.

Tra una decina d’anni dove vi immaginate?
Nel nostro nuovo studio, dove ci trasferiremo a breve, progettando interni per grandi imbarcazioni. Dai 50 metri in su. È forse un peccato dichiararlo?

Nemmeno per sogno, anzi. Ma sempre insieme?
Silvia: Sempre.
Arianna: Sempre.

(Nerocardinale, Harmony, grace, balance and listening – Tratto da Barche, Marzo 2026)

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