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Swan 55, cercando la perfezione

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L’ennesimo progetto di German Frers per Nautor Swan è un blue water cruise all’insegna del comfort e del divertimento

Ci sono due tipi di armatori: quelli molto esperti che cercano uno Swan perché, magari dopo aver provato altre barche in vita loro, sanno che i modelli del cantiere si avvicinano molto alla perfezione, e quelli meno navigati che però cercano il meglio e che non hanno intenzione di fare troppe tappe per raggiungerlo. In entrambi i casi, è la perfezione che cercano.

Diversi i layout disponibili, a seconda di come e quanto si voglia utilizzare la barca. Niente è fuori posto e i dettagli sono curati da chi naviga davvero.

Ma una barca, e chi le costruisce lo sa bene, non è mai perfetta. Ci si può avvicinare, ed è questo il lavoro che si percepisce quando si sale a bordo di uno Swan. Da cosa deriva? Dall’esperienza, non ho dubbi. È esperto il progettista, German Frers, sono esperte le maestranze finlandesi ed è esperto il project manager Vanni Galgani. Tutti coloro che sono impiegati nella produzione di Swan, navigano, e non in un solo modo. Che si tratti di blue water o di regate, l’argomento lo conoscono. Questo è il valore aggiunto. Lo percepisci appena sali a bordo e ti guardi attorno per osservare le soluzioni di coperta e pozzetto. Faccio alcuni esempi che ho avuto modo di apprezzare sul nuovo 55’.

L’attrezzatura di coperta è all’insegna della praticità. C’è il fiocco autovirante per chi lo desidera, ma soprattutto, ci sono i winch elettrici al di fuori del quadrato del pozzetto, ma alla portata del timoniere. E anche la scotta di randa è a portata di mano. Non c’è il trasto, ma un unico paranco al centro del pozzetto, quindi facilmente raggiungibile da entrambe le ruote del timone. I tavoli sono due con un’altezza regolabile così possono essere sfruttati anche come prendisole e al centro di essi viene garantito il camminamento in modo da raggiungere la scaletta che dà accesso agli spazi interni senza fatica. Fin qui tutto abbastanza normale.

Tanta luce
naturale
e buona
aerazione
degli spazi interni.
Anche oblò
e passauomo
sono stati
studiati
nel minimo
dettaglio.


Sono altri i dettagli che fanno la differenza. Per esempio il perno in acciaio dei cassetti bassi dei mobiletti che si trovano sottocoperta
. Come sa chi naviga a lungo, è facile che vengano riempiti all’inverosimile, spesso con oggetti pesanti. Cosa succede quando la barca è sbandata di bolina? Che il cassetto si apre perché troppo pesante. Swan ha trovato una soluzione, semplice, ma molto efficace. C’è un perno in acciaio alla base del divanetto lineare sotto il quale ci sono questi cassetti. Quando si naviga e lo si fa sbandati di bolina e magari si vira per passare da un bordo all’altro, è sufficiente infilare il perno in modo da impedirne l’apertura accidentale. Quando la navigazione è finita, il perno può essere rimosso e lasciato nel suo alloggiamento del divanetto.

La vela di prua in prova era un fiocco autovirante, quindi 70/80% della J, una vela molto piccola, tagliata magra
e poco performante, specie nelle condizioni di vento scarso con onda in aumento.

Altro esempio, ma ce ne sarebbero molti altri, che vale la pena segnalare, riguarda il tavolo da pranzo della dinette. È a ribalta, ovviamente, in modo da non essere d’intralcio quando non lo si usa. Spesso però, anche se ridotto nella dimensione, è comunque difficile accedere alle sedute del divanetto a U che lo circonda. Che fare? Basta farlo ruotare da verticale a orizzontale, così, non solo occupa la metà dello spazio perché le ante sono ripiegate, ma non si farà nemmeno fatica ad accedere al divanetto. Insomma, la dinette di Swan 55 non è un pub con le panche nelle quali infilarsi scomodamente, ma un’area living facilmente accessibile.

LA ZATTERA AUTOGONFIABILE HA IL SUO ALLOGGIAMENTO DEDICATO IN UN GAVONE AL CENTRO DEL POZZETTO. PRATICA
ALL’OCCORRENZA E NON INGOMBRANTE QUANDO NON SERVE.

Rimanendo sottocoperta, la versione che ho provato ha una zona di prua caratterizzata da una cabina armatoriale e una cabina ospiti con una cuccetta da una piazza e mezza. È molto convincente perché i volumi non sono sacrificati. Nemmeno quelli dell’armatoriale. In alternativa, comunque, è previsto un layout che dedica tutta la zona di prua alla sola cabina armatoriale. A poppa ci sono altre due cabine, una matrimoniale e una con una cuccetta singola. In questo locale è possibile accedere lateralmente al vano motore. L’accesso principale rimane frontale, sotto la scaletta che porta alla dinette, ma un accesso in più facilita la manutenzione sia del motore, sia del generatore e degli altri impianti. Le modifiche previste dal cantiere sono tante. Per esempio il divanetto lineare che si trova sul lato di dritta della dinette può essere allestito come mobile per lo storage, molto richiesto da chi intende fare crociere a lungo raggio o comunque lunghe permanenze a bordo.

In coperta è tutto a portata di mano e facile da tenere d’occhio. Lo spray hood a scomparsa
sotto il piano della tuga consente di avere sempre un’ottima visuale verso le vele.

La filosofia di Nautor Swan è quella di offrire tante opzioni in modo che l’armatore non debba chiedere un allestimento custom perché può, in ogni caso, personalizzare gli allestimenti. Ma Swan non è solo questo. Gli armatori di queste barche vogliono uno scafo che sappia navigare a vela. A Scarlino, all’inizio del test, il vento si è fatto attendere. Appena è entrato un refolo d’aria, Swan 55 ha iniziato a muoversi. Buon segno, soprattutto per un blue water cruiser. Non serve tanta aria per spiegare le vele. E questo nonostante avessimo un fiocco con poca tela, per scelta armatoriale. Con il passare delle ore è aumentata anche l’intensità del vento e ho potuto apprezzare appieno le doti di navigazione.

Buone le performance, un po’ a tutte le andature. Purtroppo non c’è stato modo di provare il Gennaker alle portanti, ma anche con vele bianche, al lasco, la barca non si è comportata male. La stessa sensazione di controllo, sicurezza e piacevolezza l’ho avuta quando il vento è rinforzato fino a sedici nodi. Con un angolo al vento di 100°, Swan filava a più di dieci nodi di velocità. Rientrando in porto c’era un po’ di onda di poppa e anche in quella situazione era facile anticipare l’effetto con il timone per mantenere la rotta desiderata.

NAUTOR SWAN
Pietarsaari, Finlandia
Nautor Swan srl
Italian Headquarters
Borgo SS. Apostoli 29
I-50123 Firenze
T. +39 055 240382
info@nautorswan.com
www.nautorswan.com

PROGETTO
German Frers (naval architecture) • Misa Poggi (interiors)

SCAFO
Lunghezza f.t. 17,75m • Lunghezza scafo 16,60m • Lunghezza al galleggiamento (LWL) 15,78m • Baglio massimo 5,00m • Pescaggio 2,50m • Pescaggio Performance 3,40m • Dislocamento a pieno carico 25.450 kg • Zavorra 7.530 kg • Serbatoio carburante 800 l • Serbatoio acqua 600 l • Randa 95,11 m• Genoa 80,15 m2 • Gennaker 275 m2

MOTORE
Potenza 80,9 kW (110 cv) • 4 cilindri in linea • Cilindrata 2,0 l • Peso a secco 229 kg

CERTIFICAZIONE CE
CAT A

PREZZO
1.800.000€ IVA Esclusa – Dotazioni standard (Settembre 2023)

(Swan 55, cercando la perfezione – Settembre 2023)

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