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m2atelier – Marco and Marijana – Two hearts, one business

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Coppia nella vita. E negli affari. Marco Bonelli e Marijana Radovic, fondatori di m2atelier, raccontano la passione sconfinata per l’elaborazione di spazi, proporzioni e dettagli. Da scoprire – e apprezzare – solo vivendo

photo by Andrea Muscatello

Si scrive m2atelier, ma per i clienti dello studio è sempre stata più istintiva la forma parlata “Marco e Marijana”, due nomi propri sempre pronunciati insieme quasi fosse un’unica parola. Ce lo confida il cofondatore Marco Bonelli, che Barche ha incontrato insieme a Marijana Radovic, sua compagna di vita e di lavoro, per conoscere da vicino i segni particolari dello studio di architettura e design inaugurato a Milano nel 2011. Una realtà multiculturale e multiforme che, nella firma m2atelier, evidenzia la doppia M di Marco e Marijana, ma pure m², a sottolineare il significato geometrico del termine, ossia la “potenza” derivante dall’unione di trascorsi e sensibilità diverse e complementari. Atelier, invece, intende trasmettere l’approccio sartoriale del laboratorio creativo che descrive l’identità dello studio. “Il nome della nostra attività nasce dalla volontà di creare un ambiente molto dinamico e interconnesso, contraddistinto da sperimentazione e vivacità, più che da formalità. È uno spazio, in origine sede di una fabbrica di pentole, che abbiamo immaginato e progettato per trasmettere l’idea dell’esecuzione in divenire, per consentire ai nostri clienti di calarsi nella contaminazione ordinata di spazi fluidi, di immergersi nel movimento creativo, di apprezzare quanto restituito alla vista e al tatto dalla materioteca, cuore del laboratorio”, spiega l’architetto Bonelli.

Tra gli innumerevoli lavori di interior design realizzati in ambito yachting da m2atelier figurano quelli per i cantieri italiani Codecasa, tra cui il 65 metri Regina d’Italia di Stefano Gabbana, e Azimut Yachts, con le nuove imbarcazioni della fortunata serie Grande.

L’elenco dei progetti in corso e in consegna, anche se parziale per ragioni  di comprensibile riservatezza, è emblematico: l’ammiraglia di 44 metri della Serie Grande di Azimut, un explorer di 50 metri per il cantiere francese JFA, due navi da 80 e 89 metri per Feadship, uno yacht a vela di 63 metri per Vitters, un 58 metri per Codecasa e diverse altre imbarcazioni private da 50 metri.

Al civico 29 di Via Londonio, a due passi da Parco Sempione, si respira quindi l’atmosfera di una fucina cosmopolita (che al primo piano dello stesso complesso accoglie scientemente anche la casa privata degli architetti), in cui prendono forma progetti che spaziano dal residenziale all’hôtellerie, dal fashion retail al product design, sino allo yachting, settore in cui lo studio opera sia per conto di cantieri italiani ed esteri, sia per privati armatori provenienti da ogni parte del globo. “La multidisciplinarità rappresenta per noi un valore necessario che parte dalla volontà di integrare professionalità e competenze, apporti e anime, contaminazioni e influenze. Ci permette di ottenere risultati, a nostro avviso, migliori rispetto a quelli conseguibili con la specializzazione in un unico settore”, premette Marijana Radovic, che aggiunge: “L’essere impegnati in sfere di attività diverse, anche se talvolta intrecciate, è una fonte di ispirazione molto importante che invita ad allargare gli orizzonti e le visuali, ad alimentare il dialogo e il confronto, a perfezionare il metodo di lavoro. La trasversalità aiuta tantissimo e questo vale anche all’interno di uno stesso ambito. In quello nautico, ad esempio, la scommessa è particolarmente stimolante, anche se per ragioni e finalità diverse, sia quando il progetto riguarda il linguaggio stilistico di un’imbarcazione appartenente a una serie, sia quando l’interior è studiato per una costruzione ‘one and only’. In entrambe le circostanze è richiesto un lungo e approfondito lavoro di ricerca e di comprensione del cliente, brand o privato armatore che sia”.

Marco Bonelli

Dopo un Master alla Columbia University di New York e un’esperienza professionale iniziata a Parigi come PRODUCT DESIGNER al fianco di Philippe Starck e proseguita a Barcellona con importanti progetti urbani e residenziali realizzati con Riccardo Bofill, Marco Bonelli si trasferisce a New York dove lavora, tra gli altri, con Gaetano Pesce e Steven Holl. È nella Grande Mela che, nel 2000, fonda BAM design, uno studio specializzato in PROGETTI BESPOKE per alcuni dei fashion brand più prestigiosi a livello mondiale.

Il desiderio più grande? «Continuare ad avere a che fare con persone visionarie, un’opportunità che ci consente di vivere sfide sempre più stimolanti. Non vorremmo mai vivere di rendita, “sederci” o autocitarci. Sarebbe la morte per la nostra creatività».

A proposito, verso quali aspetti in particolare si focalizza la vostra attività di ricerca? Nello studio accurato di ogni spazio, proporzione e dettaglio, che amiamo sussurrare, mai strillare, in accordo con un’idea di pulizia e di armonia autentica e duratura. Concepiamo ambienti, di una residenza o di un’imbarcazione non fa differenza, con il proposito di renderli pienamente apprezzabili da chi li vivrà nella libertà e familiarità del contesto. L’obiettivo non è la conquista del wow effect suggerito dalle immagini di un ledwall o di una copertina.

Marijana Radovic

Con un Master in YACHT DESIGN conseguito al Politecnico di Milano, Marijana Radovic inizia la sua attività a Roma presso lo studio Lazzarini Pickering. Da qui si trasferisce a Ginevra e Atene dove lavora per la società dell’ARMATORE LATSIS seguendo i più importanti cantieri navali  in posizioni manageriali. Nel 2006 fonda a Belgrado e ad Atene Standby, studio (trasferito nel 2009 a Milano) in cui continua ad approfondire la ricerca sullo yachting e l’interior design.

Il “dress code”? Lavorare per sottrazione, puntando a eliminare tutto ciò che non serve, per dare spazio esclusivamente a ciò che si desidera davvero. Non ci sono mai piaciuti i “progetti show”, e questo vale anche al di fuori della nautica. Il vero lusso, termine che tuttavia cerchiamo di utilizzare il meno possibile, è per noi strettamente legato al desiderio di stare bene, aspirazione peraltro inseguita e perseguita con sempre maggiore evidenza dai più, anche nelle scelte della vita quotidiana. Il claim che descrive il nostro approccio al lavoro, e alla vita, parla chiaro: “less is enough”.

La “ricchezza” dei progetti di m2atelier sta proprio nella mirabile propensione all’eliminazione di orpelli e di superfluo, un ossimoro potente che mette al bando opulenze smaccate per porre al centro la persona e il suo modus vivendi. “Non abbiamo inventato niente”, commenta al riguardo Marco Bonelli. “È il mondo contemporaneo a offrirci questo spaccato. La ricerca della bellezza è diventata molto più introspettiva e intimista. Questo avviene anche nella moda, altro settore che il nostro studio conosce molto bene. Un tempo era legata a un desiderio di appartenenza al brand. Si indossavano capi e accessori per essere immediatamente riconosciuti dalla griffe. Oggi si ricerca una personalizzazione che nasce dalla volontà di descrivere sé stessi, di far emergere l’unicità dell’individuo prima che del marchio”.

«L’essere impegnati in sfere di attività diverse, anche se talvolta intrecciate, è una fonte di ispirazione molto importante che invita ad allargare gli orizzonti e le visuali, ad alimentare il dialogo e il confronto, a perfezionare il metodo di lavoro». Marijana Radovic //

     L’Atelier, composto da un brillante team di quasi cinquanta professionisti, è attivo nella galassia yachting da molti anni, avendo entrambi i titolari firmato progetti specifici già prima di incontrarsi. Nella coppia, tuttavia, a dispetto delle origini (genovese lui, di Belgrado lei), la vera “nautica” è Marijana, appassionata di mare e di barche, soprattutto a vela, sin dalla tenera età. Ecco spiegata la scelta di approfondire la formazione accademica con un Master in Yacht Design conseguito al Politecnico di Milano. Da allora, inizialmente con Standby, il suo primo studio con sedi a Belgrado e Atene e dal 2009 nel capoluogo lombardo, e poi con m2atelier, l’universo barche continua a rappresentare una preziosa fonte d’ispirazione per entrambi.

«Non abbiamo inventato niente. È il mondo contemporaneo a offrirci questo spaccato. La ricerca della bellezza è diventata molto più introspettiva e intimista». Marco Bonelli

Non potendo gli architetti addentrarsi nello specifico, chiediamo loro verso quali tendenze guarderà il design. Marco: “Credo non si possa rispondere. Questo perché il design sarà sempre meno una ‘tendenza’. Le uniche direzioni che registro sono quelle legate al ritrovato bisogno di vivere in una dimensione più misurata, serena e meno ostentata. Per il designer sarà quindi sempre più importante dedicare tempo e attenzione all’ascolto e alla comprensione per riuscire a interpretare intorno al cliente tutto il suo mondo”.

Marijana: “Concordo con Marco nel ritenere che non è mai opportuno seguire o inseguire una tendenza; noi non l’abbiamo mai fatto. È piuttosto fondamentale saper creare spazi che aiutino a vivere bene, a lungo, in armonia col proprio sentire”.

Molti i giovani talenti nel team di m2atelier, professionisti con competenze nei vari ambiti della progettazione.

In quale aspetto del lavoro Marijana è insuperabile? Marco: Ha una capacità multitasking che non ho mai riscontrato prima di conoscerla. Riesce a gestire, senza scomporsi, tanti problemi complessi contemporaneamente. È una dote molto apprezzata nell’attività day by day dello studio.

I talenti di Marco? Marijana: La diplomazia, la pacatezza e l’eleganza. È bravissimo nell’affrontare anche le situazioni più critiche e nel comunicare la soluzione in maniera impeccabile. È una sua dote innata, mai una forzatura.

Non c’è che dire: la forma “Marco e Marijana”, possibilmente senza pause né spazi, suona benissimo.

(m2atelier – Marco and Marijana – Two hearts, one business – Tratto da Barche, Giugno 2026)

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