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"Nel ricordo di Alessandro Risolo"

Gruppo Antonini, the builder

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La forza costruttiva, la competenza, la maestria assimilabile a quella dei vecchi maestri d’ascia rendono unico il Gruppo Antonini che si differenzia in diversi settori

by Francesco Michienzi and Annarita Mariani

Costruttori. Ogni cosa che galleggi, che possa stare sopra o sotto il livello del mare, il Gruppo Antonini lo realizza. “La famiglia Antonini ha nel suo Dna una storia industriale da builder: loro non possono essere definiti un cantiere navale che fa unità custom, sono costruttori di tutto ciò che può galleggiare o addirittura essere posato sott’acqua e essere in esposizione sopra il livello del mare come le piattaforme petrolifere. Qui si può realizzare qualunque tipo di manufatto, che possa essere di carpenteria, di alluminio, di acciaio, di qualunque altro tipo di metallo e l’approccio commerciale e costruttivo viene gestito come viene gestito qualunque altro tipo di costruzione che può essere un grattacielo, una piramide o una barca. La costruzione è nella forma mentale della famiglia che approccia il cliente in una maniera molto lineare e molto determinata”. Aldo Manna, Partner and Sales Director di Antonini Navi, descrive così uno dei punti di forza del Gruppo Antonini di cui il marchio Navi è ormai parte integrante dal 2020.

Simone Antonini.
Aldo Manna.

Il Gruppo Antonini ha vinto la gara, per un valore di 217 milioni di dollari, indetta da Mellitah Oil & Gas B.V. per l’acquisizione del lavoro EPCIC: Engineering, Procurement, Construction, Installation, Commissioning. Si tratta di Sabratha Platform Compression Module Project, un modulo di compressione che sarà installato in Libia sopra una piattaforma gas già esistente a 42 metri sul livello del mare e 120 km dalla costa. Il Gruppo Antonini per il periodo di costruzione del progetto, che durerà circa 27 mesi, si servirà di un Floatel, una struttura galleggiante dove per 6 mesi vivranno le 150 persone coinvolte nelle fasi di installazione e commissioning. Tutte le attività di ingegnerizzazione, approvvigionamento e costruzione del modulo di Sabratha Hotel si svolgeranno in Italia da soggetti economici nazionali e le attività finali di installazione avverranno in Off-Shore libico.

ANTONINI NAVI È IN GRADO DI RINNOVARE YACHT USURATI  DA LUNGHI ANNI DI NAVIGAZIONE, APPORTANDO UNO STILE PIÙ MODERNO E INSTALLANDO NUOVE TECNOLOGIE E SISTEMI DI ULTIMA GENERAZIONE.

La forza costruttiva, la competenza, la maestria assimilabile a quella dei vecchi maestri d’ascia; assieme alla geografia strategica della Baia di Pertusola, nel Golfo di La Spezia, e il Place Branding estrinsecato nel Miglio Blu, hanno contribuito a definirne l’identità competitiva. Un’identità viva, fatta di luoghi e di human, che Aldo Manna ritiene essere il primo punto di forza del Gruppo: “È un cantiere familiare, quindi quando il cliente viene ad esprimere il suo desiderio e chiarire il prodotto che ha in mente parla direttamente con la famiglia Antonini; è un contatto diretto che crea quella alchimia tra persone, tra umani e non tra fondi di investimento, o banche, o imprenditori, o direttori commerciali, quindi questo è un grande valore aggiunto”.

Simone Antonini
ha deciso di portare avanti
il progetto
Island disegnato
da Fulvio De Simoni,
derivante dalla piattaforma
UP40
che permette la realizzazione
di unità di lunghezza
comprese tra i 40 ed i 45 metri.

L’evoluzione del Gruppo, che da 70 anni opera nel settore navale e Oil&Gas, nel 2020 ha ampliato i servizi nella produzione del custom lanciandosi in una scommessa audace e coraggiosa che è Antonini Navi con il progetto UP40, uno scafo a piattaforma modulabile la cui sovrastruttura è declinabile in Motoryacht, Crossover o Explorer. Una vera innovazione con il duplice obiettivo di ridurre i tempi di consegna e realizzare un prodotto sartoriale ed “aesthetic” che rispecchi la volontà e il gusto dell’armatore che detta le sue regole, laddove con custom si intende non solo la tipologia di tappezzeria o la posizione del divano, ma forma ed essenza dello yacht.

“La parola custom essenzialmente è complessa, voi sapete che è molto più sartoriale, parte da un’idea… da un concept che spesso è lo stesso che deriva dall’armatore stesso, neanche dal designer, quindi l’armatore ha un’idea ben precisa di quello che vuole in termini di utilizzo di spazi, di dimensioni, numero di equipaggi in base a come lui userà il prodotto. A questo punto sceglie il designer, sceglie il progettista e l’ingegnere navale e poi deve per forza approdare in un cantiere. Ecco, noi rappresentiamo il cantiere a cui si rivolge per poi realizzare l’unità come lui la vuole, come un abito su misura”, prosegue Aldo Manna.

OPV 56 è un custom yacht sviluppato in collaborazione con Fulvio De Simoni. La nave sarà costruita interamente in alluminio. Lunga fuori tutto 56 metri, ha una stazza internazionale inferiore a 500 Gross Tonnage. 

Una sfida che dal 2020 ha impegnato anche un altro illustre spezzino: Fulvio De Simoni, che da sempre si distingue per eleganza progettuale e che ha disegnato UP40 contribuendo a lanciare il brand nel settore del diporto. Ma tutto il lavoro svolto per conto terzi ha portato ad un know how consolidato che viene poi reimmesso nella costruzione stessa delle imbarcazioni come UP40. Impiantistica, ma anche lavorazione di ferro e alluminio: grandi nomi si sono rivolti al Gruppo Antonini. “Abbiamo più di 10 anni di esperienza alle spalle, abbiamo fatto gasiere, piattaforme e la parte impiantistica fa parte del nostro core business», ci dice ancora Simone Antonini. Un progetto ambizioso, come lo è anche l’obiettivo di medio termine che «è quello di riuscire a chiudere la barca, soprattutto nelle parti di scafo e sovrastruttura e con tutti gli impianti, per poi venderla immaginando che ci sia un cliente o terminarla e vederla completa”.

PER I PROSSIMI
3 ANNI SONO
STATI APPROVATI
INVESTIMENTI
NEL CANTIERE,
GIÀ AVVIATI,
PER OLTRE
40 MILIONI
PER
LOGISTICA,
REFITTING
YACHT E SERVIZI
POST VENDITA.

Questa estate è stato inoltre consegnato lo scafo completo di sovrastruttura realizzato totalmente in lega leggera per un importante cantiere italiano ed è lungo 55 metri per 9 metri di larghezza con una stazza lorda di 499 GT. Ma al di là delle commissioni conto terzi la capacità costruttiva è di 50/55 metri, una scelta che ha influenzato anche le decisioni su UP40 il cui ragionamento è stato molto intuitivo, seppure articolato e avvenuto a seguito di approfondite analisi di mercato: “Si tratta della misura più commerciale nel segmento: tra i 40 e i 50 metri dove anche il gross tonnage è contenuto entro i 500, altrimenti poi si passa direttamente ai 70-80 metri con gross tonnage di 800” e sappiamo che è difficile poi per i Capitani entrare in porto, senza contare che non tutte le marine possono accogliere yacht di tali dimensioni.

LO STABILIMENTO DI PERTUSOLA È UNO DEI PIÙ GRANDI CANTIERI NAVALI DI LA SPEZIA PER LA COSTRUZIONE E IL REFITTING DI IMBARCAZIONI DI DIVERSE DIMENSIONI E TIPOLOGIE. SONO OLTRE 33 MILA METRI QUADRATI DI PIAZZALI DI CUI 4.200 SONO AREE COPERTE.

Parlando di numeri, il gruppo Antonini ne ha davvero di importanti: 250 persone all’attivo nel Gruppo, oltre i tre milioni di Euro per l’ingegneria, la costruzione, il personale investito, il marketing, le infrastrutture e il capannone rivisitato per Antonini Navi, e come Gruppo vanta commesse aperte per un valore superiore ai 370 milioni di euro. Molto attive anche le opere di refit: dal 2020 sono stati effettuati più di 20 interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria su yacht dai 20 agli 80 metri.

(Gruppo Antonini, the builder – Novembre 2023)

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