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Giove Jet powered by Volvo Penta: la nuova stella di Alilauro

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Il Golfo di Napoli accoglie il nuovo Giove Jet di Alilauro, primo catamarano per trasporto passeggeri in Europa dotato di quadrupla propulsione Volvo Penta IPS IMO III. I vantaggi? Immediati e avvalorati dai test: una riduzione di consumi, emissioni, rumori e vibrazioni compresa tra 30 e 40%

Torna a salpare tutti i giorni da Napoli alla volta di Sorrento il Giove Jet di Alilauro rimotorizzato Volvo Penta. Dopo 39 anni di onorata attività nel trasporto passeggeri (261 i posti assegnati a bordo) tra le incantevoli isole del Golfo, l’unità (un catamarano in alluminio di 33 metri di lunghezza per 9,30 di larghezza costruito nel 1985 nei cantieri svedesi Marinteknik Verkstadts AB di Oregrund) rinasce in una veste più confortevole, silenziosa e sostenibile grazie al nuovo sistema propulsivo Volvo Penta IPS IMO III installato in sala macchine nel corso di un profondo refitting. Presentato al Volaviamare HQ del molo Beverello di Napoli alla presenza di autorità, istituzioni politiche e società partner, Giove Jet preme, in particolare, sull’acceleratore della transizione green avviata dal Gruppo Lauro, che proprio quest’anno celebra l’ottantesimo anniversario dalla sua fondazione. «Un progetto che consente di innalzare il livello di tutela ambientale oltre le norme UE vigenti e che abbiamo portato a termine grazie al sostegno del Pnrr (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza)», ha spiegato l’amministratore delegato di Alilauro, Eliseo Cuccaro, incontrato alla vigilia dell’evento di presentazione. Alla domanda “Come è nata la partnership con Volvo Penta?” ha risposto facendo una doverosa premessa: «Arrivo in Alilauro con un bagaglio professionale maturato nel mondo della mobilità su gomma, quella in cui è nata e si è sviluppata l’alternativa elettrica. Ho acquistato il primo autobus elettrico dalla società Tecnobus di Latina circa 20 anni fa, sperimentando inefficienze e personali perplessità, riconducibili essenzialmente a due constatazioni: era un sistema che poco si adattava alle esigenze della mobilità collettiva e, soprattutto, che non teneva conto del fatto che se l’elettricità la produci con la centrale a carbone è assolutamente inutile che il mezzo in questione si muova a impatto zero. Con l’aggravante data dal dover poi smaltire le batterie. Quando sono stato chiamato dalla Famiglia Lauro a guidare l’Alilauro, anche la nautica iniziava ad essere “affascinata” dall’elettrico. Non si parlava d’altro, tanto che non fu immediato trasferire il mio pensiero critico all’armatore che, dopo una prima iniziale diffidenza, comprese però le mie reticenze. Avevamo comunque la necessità di innovare, ma anche di consumare e inquinare meno. L’opportunità offertaci da Volvo Penta ci convinse a valutare, studiare, fare prove e simulazioni, dimostratesi da subito incoraggianti e anche molto affascinanti. Da qui la partnership e il passaggio da un sistema a idrogetti ad uno ad eliche. Una scelta – quella di tornare alle eliche per andare alla stessa velocità, produrre la stessa potenza, ma consumare meno – che forse può apparire strana, ma che si è dimostrata vincente anche sul fronte del comfort in navigazione. L’imbarcazione è infatti oggi sensibilmente più silenziosa e praticamente priva di vibrazioni».

GIOVE-JET-IN-NAVIGAZIONE

Un valore aggiunto di cui potranno beneficiare i passeggeri che si imbarcheranno sul Giove Jet rimotorizzato. A proposito di utenza, come si sostanzia la vostra strategia di crescita in relazione al tema dei flussi e dei collegamenti con il trasporto su gomma e rotaia? «Puntiamo con convinzione allo sviluppo della cosiddetta intermodalità. Da due anni siamo partner di Trenitalia, un’operazione che offre la possibilità di emettere un unico titolo di viaggio per le tratte servite da treni regionali, Frecciarossa e i nostri aliscafi. Se ci si collega al portale Trenitalia si può oggi acquistare con una sola operazione un biglietto Parigi-Ischia porto. Insieme al comune di Napoli abbiamo inoltre vinto il progetto MaaS (Mobility as a Service, ndr) del Ministero dei Trasporti che ci ha consentito di implementare la piattaforma che permette all’utente di pianificare e godere della sua esperienza di viaggio in modo semplice, intuitivo, veloce e senza il disagio di dover fare code a più biglietterie. Con un unico click, potrà acquistare un solo biglietto utilizzabile a bordo dei mezzi di trasporto (su ferro, gomma, mare) necessari a raggiungere la sua destinazione. Ciò che manca all’Italia non è infatti l’offerta, che talvolta supera persino la domanda, tanto che abbiamo centinaia e centinaia di aziende di trasporto che fanno servizio su gomma usufruendo addirittura di contributi pubblici, quanto il coordinamento. È indubbio, ad esempio, che la mobilità sull’acqua sia del tutto scollegata da quelle su gomma e su rotaia e questo è un paradosso se pensiamo ai chilometri di coste e all’economia legata al mare del nostro Paese. Credo che l’obiettivo da perseguire nei prossimi anni dovrebbe quindi essere quello di arrivare a creare una rete nazionale dei trasporti percepita dall’utente come unica, non frammentata, pur se gestita nell’operatività da più vettori». Intanto, con l’intervento di rimotorizzazione del Giove Jet, Alilauro guarda con rinnovato ottimismo alla sfida inderogabile di trasporti sempre più in linea con la tutela del pianeta, senza rinunciare ad elevati standard di efficienza, velocità, comfort e sicurezza.

Quali prestazioni e vantaggi garantisce la propulsione Volvo Penta IPS IMO III? Lo abbiamo domandato ad Andrea Piccione, direttore commerciale di Volvo Penta Italia. «Il vero asset è rappresentato dalle trasmissioni POD che, grazie a eliche traenti e controrotanti, consentono di aumentare l’efficienza sino al 35%, di montare motori più piccoli e, di conseguenza, ridurre drasticamente i consumi, ridimensionare i serbatoi a bordo e garantire così maggiori spazi disponibili». Sono riscontri che avete già avuto modo di registrare anche sul Giove Jet? «Sin dai primi collaudi abbiamo ottenuto un risparmio maggiore del 30% nel consumo litri/ora di gasolio, passato da 708 dei vecchi motori, con sistema di alimentazione a pompe e iniettori, a 495 con i nuovi. Sfido chiunque a trovare in questo momento una soluzione non prototipale, ma che possa essere utilizzata dall’armatore per i propri cicli operativi, che permetta di abbattere consumi ed emissioni di più del 30%. Nel caso specifico, il risparmio si traduce in oltre un milione di chilogrammi di anidride carbonica all’anno, calcolato su un utilizzo medio di duemila ore. Un risultato che, con la tecnologia attuale, si può ottenere solo migliorando l’efficienza propulsiva e l’IPS (Inboard Performance System) ha questo grande vantaggio».

Un beneficio in relazione al ridotto impatto ambientale, che si aggiunge a quelli avvertiti in maniera più immediata e diretta da chi è a bordo. In quali termini, in particolare, il nuovo sistema propulsivo di Giove Jet concorre ad aumentare il livello di comfort percepito in navigazione? «Come per le prestazioni e la manovrabilità, anche la riduzione di rumorosità e vibrazioni è una diretta conseguenza dell’efficienza della propulsione e, in particolare, dell’installazione di motori più piccoli ancorati alla struttura dell’imbarcazione tramite due grossi anelli di gomma che riducono sensibilmente il passaggio di vibrazioni. Su questo tipo di unità, l’alto livello di comfort a bordo è ovviamente percepito non solo dai passeggeri, che possono godere pienamente dell’esperienza di viaggio, ma anche da chi la utilizza per dieci ore al giorno come operatore». Il sistema integrato di trattamento dei gas di scarico e di abbattimento delle emissioni contribuisce a una ulteriore riduzione del 75% dei livelli di NOx (la somma del monossido di azoto e del biossido di azoto). «Il sistema IPS, che vanta più di venti anni di esperienza e 40.000 installazioni, consente elevatissimi livelli di affidabilità e uptime e si evolverà in futuro con soluzioni ibride ed elettriche, sempre minimizzando la quantità di energia necessaria a bordo, grazie all’efficienza dei POD». Intanto i motori sono già pronti per essere utilizzati con combustibile HVO con conseguente ulteriore riduzione delle emissioni.

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