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Forniture Nardini: il made in Forte che spopola

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(di Olimpia De Casa)
Forniture Nardini sta a Forte dei Marmi come Peck sta a Milano, E. Marinella a Napoli o Cipriani a Venezia. Ci sono nomi, indirizzi, vetrine che rappresentano un’autentica istituzione per il territorio in cui operano. Il loro legame con il contesto è talmente stretto che l’aggiunta della località in cui insistono potrebbe essere superflua: la loro fama precede tutto il resto, compreso quel dettaglio legato allo stato in luogo sul quale e per il quale hanno costruito il loro successo, locale e insieme internazionale.

Il testo, che in questo caso coincide con il dna di una produzione e di un servizio all’altezza di aspettative alte, quando non altissime, si sviluppa tenendo sempre presente il contesto: l’ambiente in cui prende forma la definizione estetica e funzionale del singolo spazio. Le proposte, nello specifico, comprendono arredi, complementi, oggetti, progetti, architetture e soluzioni di interior ed exterior design studiate su misura da professionisti capaci di interpretare gusti, bisogni, desideri del singolo committente, esaltando al contempo il luogo e le tipicità di quello stabilimento balneare, di quella boutique, ristorante, locale, yacht o residenza che sia.

Percorrendo la Provinciale che dalla rotonda coi delfini (protagonisti di una scultura verticale in marmo candido al centro dello snodo) scende verso il Fortino della piazzetta centrale del Forte (come gli habitué chiamano la località simbolo della Versilia), non si può non notare l’esclusivo showroom di Forniture Nardini. Non solo per l’immensità della struttura al civico 63 (nella foto sotto un dettaglio), ma anche per la ricchezza di pezzi, molti dei quali unici, che arredano gli ambienti (living, lounge, sale da pranzo, ingressi, patii, terrazze) progettati per le vetrine che si affacciano sulla direttrice monti-mare. Soluzioni che cambiano spesso per presentare le infinite possibilità di personalizzazione e decoro offerte dall’istituzione locale.

Non c’è fortemarmino, doc o acquisito, stanziale o che qui trascorrere parte dell’anno, che non conosca Tiziano Nardini, carismatico ed eclettico (anche nelle impeccabili mise in lino con cui accoglie clienti ed amici) patron di un’attività imprenditoriale che ha sempre saputo investire, differenziando l’offerta e ottimizzando il management delle commesse crescenti, tanto da aver affiancato alla consulenza e vendita in presenza un servizio, altrettanto puntuale, di e-commerce pensato e gestito dalla figlia Costanza. Con la sorella Caterina, interior designer con la passione per la ricerca e gli allestimenti, sono entrate nell’azienda di famiglia assorbendo tutto il patrimonio di esperienza e know how costruito dal padre, punto di riferimento dell’area progettazione, e aggiungendo uno “smalto” fresco di comunicativa, orizzonti aperti, perfezionamento continuo ed estro tipici della seconda generazione e, soprattutto, dell’indole femminile: peculiarità che ben si addicono a una proposta che punta sull’innovazione costante, pur valorizzando l’identità e l’intramontabilità delle soluzioni, al passo con i tempi (quando non in anticipo) e con la nuova generazione di clienti che a Forniture Nardini si rivolge da tutto il mondo.

È così che Nardini riesce a costruire rapporti che spesso travalicano i confini dei legami professionali, dando vita a conoscenze e spesso amicizie che si nutrono di empatie reciproche. Rapporti di fiducia preziosi per leggere gli intimi desideri e riuscire così a confezionare spazi privati autentici in cui sentirsi davvero a casa propria. Esattamente la stessa sensazione vissuta dagli ospiti, amici e fedeli clienti, invitati ogni anno dalla famiglia Nardini a Villa Setteponti per il Garden Party dell’estate in Versilia. Alla serata dello scorso 29 luglio, intitolata Fascino Italiano, emergeva infatti chiaramente l’accoglienza genuina degli impeccabili padroni di casa, così come l’atmosfera di calda, oserei dire familiare, convivialità offerta anche dalle luci e dai colori che vestivano il parco e il bordo piscina. Verde bottiglia, salvia, fucsia e rosa tenue delle tele dei lettini, sedie da regista e sdraio riempivano gli occhi regalando scorci e scenari fiabeschi e insieme molto reali e familiari. Punti fermi di un piccolo e grande territorio scandito da momenti, riti, rituali (la colazione in piazzetta, il giro al mercato, l’aperitivo in spiaggia, la cena nei ristoranti esclusivi, i drink nei locali, le feste private) e immagini da cartolina che solo il Forte può imprimere, nella carta fotografica e nei ricordi dei suoi frequentatori, e rendere eterne, care, memorabili.

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