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Foresti & Suardi – Mi luccicavano gli occhi

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Acciaio, ottone, alluminio. Tutto ciò che è di metallo e si trova a bordo di un’imbarcazione esce dall’azienda di Predore, guidata da Luciano Paissoni, che oggi si sta espandendo nella vicina Adro

photo by Andrea Muscatello

Per anni lo stand Versari Del Monte era davanti al mio al Salone Nautico di Genova e il primo giorno di fiera mi ritagliavo un po’ di tempo per andare a vedere quello che esponeva. Fu il primo a realizzare le bitte a scomparsa, che erano magnifiche. Avevano una cura maniacale nei dettagli e una qualità eccellente delle finiture. Mi luccicavano gli occhi”, racconta Luciano Paissoni.

Foresti & Suardi nasce nel 1961, da subito come azienda di produzione con la fonderia. 

Di acqua sotto i ponti dalla fine degli anni ’80 ne è passata parecchia e quando, poco tempo fa, si è presentata l’opportunità di rilevare la Versari Del Monte non si è fatto scappare l’occasione. Paissoni ha sempre investito nell’azienda.A parte la retribuzione, tutto, ma proprio tutto, viene reinvestito”, spiega. ”Quando abbiamo rilevato la Versari avevamo appena acquistato nuovi macchinari e nuovi software”. Esattamente come i CAD/CAM utilizzati dai progettisti di yacht di varie forme e dimensioni, gli stessi programmi si utilizzano comunemente per la produzione di accessori.

Il fatturato 2023 dovrebbe chiudersi a 22 milioni di Euro con un notevole incremento rispetto al 2021 che era di 11 milioni di Euro.

E da Foresti & Suardi è normale che il disegno di una nuova bitta passi dal computer al macchinario che la sforna. Design, angoli, raggi e spigoli sono quelli desiderati. A questa lavorazione va aggiunta la lucidatura. Il vantaggio è ovviamente quello del risparmio di tempo. Sono macchinari che partono da una barra piena di metallo e scavano il materiale fino a sfornare la bitta così come il progetto prevede. E si tratta di una lavorazione di qualità, non grezza o grossolana. Non si creda però che con queste nuove tecnologie chiunque si possa improvvisare come bravo costruttore.

L’artigianalità del lavoro rimane e anzi è l’elemento che distingue un prodotto di qualità”, afferma Paissoni. ”Penso anche che dovremmo saper valorizzare la nostra produzione Made in Italy proprio perché abbiamo creatività, artigianalità e professionalità”.

Il primo step per garantire la qualità del prodotto finito è la selezione del materiale. ”Nonostante siamo soliti acquistare metalli di altissima qualità, è possibile che una partita abbia alcuni pezzi con delle porosità eccessive. La selezione a monte serve appunto per assicurarsi di usare solo acciaio, ottone o alluminio perfetto”.

FORESTI & SUARDI NEL 2019 ACQUISISCE LA ALLUMINOX
E, NEL 2022, LA VERSARI DEL MONTE.

Il catalogo di Foresti & Suardi è decisamente ampio. Non esiste alcuna parte in metallo a bordo di un’imbarcazione che non possa essere fatta: bitte, porte scorrevoli, tavoli, solo per citarne alcuni. E scorrendo l’elenco dei clienti non manca nessuno. Tutti i cantieri più importanti, in primis quelli italiani ovviamente, si riforniscono da loro. Oltre al vizio di reinvestire tutti gli utili per ammodernare l’azienda, c’è anche una motivazione storico/geografica per spiegare il successo dell’impresa. Le sedi oggi sono due: Predore, con la fonderia, e Adro, a pochi chilometri di distanza. Quella storica di Predore è una sorta di culla della civiltà della nautica. A pochi passi c’era l’ingegner Carlo Riva con i suoi Aquarama e la famiglia Scarani con la Rio, ma la sede stessa di Foresti & Suardi, prima di diventare una fonderia, era un cantiere nautico fin dal lontano 1750. Si chiamava Piantoni e costruiva barche per il trasporto merci sul Lago d’Iseo. Questa sorta di culla della civiltà nautica ha influenzato la produzione di tante aziende della zona.

ALLA FORESTI & SUARDI È NORMALE CHE IL DISEGNO
DI UNA NUOVA BITTA PASSI DAL COMPUTER AL MACCHINARIO
CHE LA SFORNA. DESIGN, ANGOLI, RAGGI E SPIGOLI
SONO QUELLI DESIDERATI.

«RICORDO LA PRIMA BITTA A SCOMPARSA CHE CI DISEGNÒ CHRISTIAN GRANDE, ORMAI PIÙ DI VENT’ANNI FA. E ANCORA OGGI QUANDO LA GUARDO LA TROVO INCREDIBILMENTE ATTUALE NEL DESIGN». LUCIANO PAISSONI

L’azienda dispone di 8.000 m2 coperti, divisi tra Adro e Predore. Ad Adro sono seimila e gli altri due sono la storica sede con la fonderia di Predore. Entro la fine dell’anno, la sede di Adro dovrebbe ampliarsi con altri 2.000 m2. I dipendenti sono una settantina, equamente divisi tra le due sedi.

Negli ultimi vent’anni il mercato è cambiato. Oggi si dà per scontata una qualità altissima del prodotto. ”Una volta il prodotto veniva stampato, burattato e cromato. Oggi, in più, deve essere lucidato a mano, finito nei dettagli e la cromatura deve garantire la resistenza a molte ore in ambiente salino. E tutto questo è certificato, sia per gli accessori che vengono montati sui mega yacht, sia per quelli destinati alle imbarcazioni più piccole”. È questa l’essenza del Made in Italy che tanto successo riscontra all’estero. Non solo le barche, ma anche tutti gli accessori che si trovano a bordo hanno caratteristiche simili: design, qualità e artigianalità. E, infine, c’è un ingrediente indispensabile per il successo: la dedizione al lavoro. ”Alla mattina alle sei, prima di andare in azienda, mi piace fare una camminata a piedi. Quasi sempre incontro mio figlio Luca che, in auto, mi precede ed è al lavoro ancor prima di me. E so che prima delle sette di sera non sarà di nuovo a casa”.

(Foresti & Suardi – Mi luccicavano gli occhi – Gennaio 2024)

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