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Semplificare la burocrazia per i porti. È la volta buona?

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Dal governo, entro giugno ci si aspetta la riforma del DPR 509 per rendere più chiaro l’iter per la realizzazione di nuovi marina. Angelo Zerilli, Capitano di Vascello in congedo, è ottimista

Le elezioni, da sempre, rappresentano un ottimo motore per l’attività legislativa del governo e l’appuntamento di giugno delle europee potrebbe essere l’occasione giusta anche per i porti turistici. “Sono ottimista”, dichiara Angelo Zerilli, Capitano di Vascello in congedo e attualmente consulente tecnico-amministrativo per la realizzazione di porti turistici. Qual è il provvedimento tanto atteso? La riforma del DPR 509 e Angelo Zerilli può essere definito il padre di questa normativa, visto che, quasi trent’anni fa, contribuì a scriverla. Il DPR 509 è servito a regolamentare la realizzazione dei marina, è quello, per intenderci, che istituisce la procedura con la conferenza dei servizi. Prima del DPR 509 l’iter era molto più complesso. Si dovevano bussare mille porte per avere il via libera. La conferenza dei servizi, invece, riunisce intorno a un tavolo tutti i soggetti competenti per dare una risposta a una richiesta di concessione demaniale per costruire un porto. “Ha funzionato bene – racconta Zerilli – nei primi anni abbiamo approvato quasi quaranta progetti e ancora oggi è uno strumento fondamentale”.

Perché deve essere riformato?
Per renderlo ancora più efficace. Manca un’indicazione precisa sui tempi. Un privato che intende investire per realizzare un porto turistico ha diritto di sapere in quanto tempo avrà una risposta.
Non succede già così?
Non sempre. A volte le conferenze dei servizi vengono rimandate o rinviate e i tempi si allungano, ma soprattutto senza certezza di quando l’iter burocratico finisca.
È questa burocrazia che blocca lo sviluppo della portualità?
Sì, soprattutto questo. Un privato ha bisogno di certezze. Deve poter contare su delle scadenze precise. Così come ha diritto a rimodulare la concessione in cambio di lavori di adeguamento delle strutture o di manutenzioni straordinarie dopo mareggiate che hanno causato danni ingenti.

È solo per questo che il DPR 509 va aggiornato?
No, c’è anche l’aspetto che riguarda la Direttiva Bolkestein dell’Unione Europea, quella, per intenderci, delle concessioni demaniali che interessa i balneari.
La Bolkestein potrebbe interessare anche le concessioni demaniali dei porti turistici?
Assolutamente no, è la direttiva stessa ad escluderlo. L’articolo 2 della Bolkestein esclude i servizi portuali.
E il governo come la pensa?
Allo stesso modo. Del resto già nel Piano del Mare approvato dal governo Meloni si fa esplicito riferimento alla non applicazione della Direttiva Bolkestein per la portualità turistica. Adesso ci si aspetta che riformi il DPR 509 in coerenza con quanto già espresso.
Si aspetta quindi che lo faccia entro le elezioni di giugno?
Sì, tecnicamente è possibile. Sono ottimista.

In apertura, Angelo Zerilli, Capitano di Vascello in congedo.

(Semplificare la burocrazia per i porti. È la volta buona? – Maggio 2024)

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