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Cristiano Gatto – Loving my job

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Lo Studio Cristiano Gatto Design festeggia il 25° anniversario della sua fondazione con alle spalle moltissimi progetti di successo

by Francesca Portoghese – photo by Andrea Muscatello

Il 2026 si annuncia un anno effervescente sotto molti punti di vista per il designer cresciuto tra le calli della laguna veneziana. Nel panorama nautico, Gatto vanta una storia culturale e artistica unica, radicata in un terreno fertile che ha permesso al suo lavoro di diffondersi ampiamente, raggiungendo mete lontane e creando un legame naturale e intenso con l’anima dei clienti. Le sue opere si distinguono per la forza, l’unicità, l’eleganza e, soprattutto, il valore artistico che incarnano. È una specie di scintillio, quello di queste nozze d’argento, che avverto e che si traduce in entusiasmo, allegria, voglia di raccontare.

Cristiano, so che il 2026 per la Cristiano Gatto Design non sarà una passeggiata, tra la concitazione dovuta a molte consegne e a tanti nuovi progetti. Ti hanno informata bene. Per alcuni lavori, sono quasi cinque anni che siamo in corsa e non so come, forse per una magica alchimia, questi abbiano deciso di sovrapporsi l’uno all’altro per farci impazzire, ma a noi la follia della CGD piace. Se da un lato questo via vai di telefonate, scambi di mail, viaggi, sopralluoghi, scadenze crea difficoltà oggettive in studio, dall’altro accende quell’adrenalina che ci fa correre senza avvertire alcuna fatica, fisica o mentale. Devo dire che i miei ragazzi hanno assorbito pianamente l’entusiasmo di cui mi nutro ogni giorno e senza il quale non potrei fare il lavoro che faccio. Abbiamo ingrandito lo studio sia strutturalmente, sia dal punto di vista del personale e la soddisfazione che accompagna il lavoro di tutti i giorni è enorme. Oggi diamo vita ai nostri oggetti, dal macro al micro; li vediamo prendere forma e diventare realtà, e questo ci dà davvero tanta forza.

Abbiamo voluto coniugare all’impegno nel design anche gli aspetti legali ed economici, attraverso il ruolo di Owner Representative.

Sei arrivato a ciò che sognavi: un progetto nautico firmato CGD a 360 gradi. Sì. Il sogno si è realizzato. La possibilità di una totale integrazione nel progetto è arrivata. Ciò che disegniamo è ciò che si realizza; gli oggetti, che prima sono prototipi, poi si inseriscono in una collezione di serie: dai mobili alle lampade, dai piatti ai bicchieri. È un progetto coordinato, un micromondo in cui tutti gli oggetti parlano la stessa lingua. È il risultato che ci spinge ad osare sempre di più nel campo della ricerca. Ti svelo una cosa: sto tentando di creare un profumo per ambiente dedicato ad uno di questi progetti: penso che anche l’elemento olfattivo, proprio come quello tattile o visivo, debba essere stimolato, o in armonia o addirittura in antitesi a ciò che ci circonda, e questa cosa mi appassiona particolarmente.

Van der Valk Shine 40M

Il 40 metri Van der Valk Shine è un superyacht con livelli di finitura altissimi e una ricerca dei materiali propria di imbarcazioni decisamente più grandi.

Hai fatto un piccolo cambio di rotta nella gestione dei tuoi progetti e nell’approccio al cliente. Mi spieghi meglio?In questi ultimi tre anni, ci siamo lanciati in un’esperienza nuova, ma molto esaltante. Abbiamo voluto coniugare all’impegno nel design anche gli aspetti legali ed economici, attraverso il ruolo di Owner Representative. Dopo una prima fase di assestamento, ci siamo resi conto di quanto ci agevolasse: riusciamo a mantenere sul progetto un controllo completo e a scegliere con equilibrio e logica tutti gli aspetti del nostro lavoro, dal tecnico all’economico. Questo ci consente di cucire addosso al progetto il budget in modo da farglielo calzare a pennello, come un cappotto di alta sartoria, e renderlo proprio come lo avevamo immaginato. Ciò non semplifica logisticamente le cose, ma regala la possibilità di cesellare più nel dettaglio il lavoro del designer.

Abbiamo unito, in un processo integrato che coinvolge la parte economica e la produzione di capitale, la progettazione, la realizzazione, l’installazione e la consegna del bene, con l’obiettivo di ridurre drasticamente la possibilità che interventi esterni, con un punto di vista diverso dal nostro, possano inibire l’effetto complessivo del progetto. 

 

I layout di Cristiano Gatto sono acquerelli fatti a mano. Sono veri e propri quadri, raccontano bene l’ambiente, i colori, i materiali e le finiture in uno spazio che si lascia interpretare perfettamente.

Quindi l’organigramma dell’azienda è cambiato? Sì, oggi esiste un gruppo con marchi e gestioni separati. Tutto ciò che riguarda il design e la produzione è gestito da una società che si occupa di Project Management e di progetti chiavi in mano, per cui siamo diventati i coordinatori anche dal punto di vista economico. Abbiamo unito, in un processo integrato che coinvolge la parte economica e la produzione di capitale, la progettazione, la realizzazione, l’installazione e la consegna del bene, con l’obiettivo di ridurre drasticamente la possibilità che interventi esterni, con un punto di vista diverso dal nostro, possano inibire l’effetto complessivo del progetto.

Daniele Soci, uno dei maestri che mi hanno insegnato questo mestiere tanti anni fa, mi dice che facciamo questo mestiere perché ne siamo innamorati, che il designer deve ricordarsi che fa scelte per un’altra persona che non vivrà insieme a lui quel progetto; che senza il giusto team, anche con la mano di Michelangelo, non si arriva da nessuna parte. Con queste motivazioni ho aperto il mio studio, cercando persone partecipi, motivate e davvero coinvolte. Credo che il mio sia un ruolo molto delicato: devo trasmettere alla mia squadra passione, amore per il lavoro e rispetto solenne per il budget.

Sophia di Heesen è arredata con mobili disegnati da noi, e questo ci fa vivere un’esperienza nell’esperienza.

Entriamo nel vivo con piccole istantanee che ci diano un’idea di cosa aspettarci dalla CGD nel 2026. Comincerei con la nautica. Siamo vicini all’approdo del motoryacht Van der Valk Shine da 40 metri. Si tratta del primo motoryacht con integrazione full custom. Ci siamo divertiti ad adattare la nostra filosofia di design sia agli esterni sia agli interni; per questo cliente abbiamo anche l’onore di essere Owner Representative. Sfidante il progetto degli interni, in cui abbiamo inserito la nuova collezione di mobili, tutti disegnati da noi. È un oggetto total custom e fully personal di altissimo livello e, da ora in avanti, sarà questo il nostro target. Il secondo progetto, in ordine temporale, è Sophia, un Heesen, l’ultimo della serie dei 50 metri. Sophia rappresenta un importante investimento che il nostro Studio ha fatto in Heesen, una collaborazione che ci consente di rendere le nostre barche ancora più esclusive, con la possibilità di una elevata personalizzazione. Nello stesso periodo, consegneremo anche il primo esemplare di Gulf Craft 145’, un progetto molto ambizioso. Partendo dalla piattaforma, abbiamo ridisegnato il layout, le linee esterne e gli interni. Il progetto è già stato presentato ad altri armatori e ne ha attirato l’attenzione. Due nuovi contratti sono già firmati, quindi ci sono tre unità in costruzione. Sempre con Gulf Craft, e precisamente con il cantiere con sede a Dubai, dove abbiamo aperto un ufficio, così come a Fort Lauderdale, in Florida, nell’estate 2026 consegneremo la prima unità del modello 160. L’ingegneria dell’opera viva è firmata da Van Oossanen Naval Architects, mentre il concept è interamente sviluppato dalla CGD. Ci siamo divertiti a creare gli esterni e il layout degli interni, e ci siamo dedicati appassionatamente alle decorazioni. La notizia è che anche questa diventerà un’imbarcazione semi custom negli interni, mentre le linee dello scafo e di ogni ponte rimarranno costanti. E se la numero 1 è venduta, per la seconda sono già in corso trattative avanzate. A settembre consegneremo il progetto Heesen 770. Si tratta di un 57 metri full custom per cui siamo Owner Representative. Il design degli esterni è affidato a Frank Laupman di Omega Architects, mentre noi ci siamo occupati degli interni. Abbiamo lavorato sul concept di Frank, abbiamo ridefinito i layout per soddisfare al meglio i desiderata del cliente e, una volta stabilito il budget e firmato il contratto, il lavoro è stato di stretta collaborazione, in modo che l’ideazione e la costruzione della barca fossero un vero e proprio viaggio. Volevamo regalare al cliente la possibilità di vivere appieno l’eccitazione di realizzare la barca dei suoi sogni. Siamo andati in giro per il mondo a scegliere marmi, a vedere essenze e a conoscere gli artigiani che producono gli oggetti che abbiamo disegnato. Continueremo a viaggiare fino ai primi di settembre del 2026.

Mentre per il residenziale? Abbiamo in consegna la Casa di Cielo a Miami. Qui mi sono divertito a pensare come 1.000 metri quadrati di una penthouse al 52esimo piano che si affaccia sulla spiaggia di Sunny Island potessero diventare un progetto unico e irripetibile. Non solo una casa con mobili e finiture pregiati, ma anche un investimento vero e proprio. Pensa che c’è un’incredibile piscina a sbalzo, a 300 metri di altezza. Sono andato personalmente a scegliere i marmi bianchi Thassos; abbiamo disegnato il pattern per il pavimento e lo abbiamo fatto produrre da un’azienda italiana. Il divertimento è continuato con il disegno di tutte le carte da parati, pelli, mobili delle lampade. A parte qualche immancabile e imprescindibile pezzo iconico di design, il resto è esclusivamente full custom, come i mobili che fanno parte della nostra collezione. A livello simbolico, per me questa cosa ha un valore enorme. Ne sentirete parlare! Tutto è stato possibile solo grazie alla cieca fiducia del cliente, che mi ha dato la possibilità di creare un total one-off in una casa. Ho scelto un artigianato artistico unico, con ben diciotto maestranze di quattro nazioni diverse, e le produzioni sono arrivate da più parti del mondo: volevo il meglio e l’ho ottenuto. Alla fine di aprile ci aspetta anche la consegna di un palazzo in Medio Oriente: 3.500 m2 di interni e 10.000 m2 di esterni. Siamo stati obbligati a ridisegnare parzialmente l’edificio preesistente, abbiamo demolito quello che ne restava e lo abbiamo ricostruito. Ci siamo occupati di tutta l’architettura esterna, dei layout, della guest house e di tutti gli interni. Anche in questo caso, sarà Cristiano Gatto Design ad occuparsi dei mobili, che saranno a firma Le Onde. La tappezzeria sarà di Onde Atelier e tutto sarà integrato da Opere Design, la nostra società di Total Management che si è occupata di coordinare ben 28 aziende: anche qui, infatti, abbiamo ridisegnato finestre, porte, battiscopa, soffitti, pavimenti in legno e marmo, decorazioni alle pareti e carte da parati. Un progetto sviluppato in soli 14 mesi!

Il nostro lavoro consiste nel realizzare oggetti che cambieranno la vita di chi li commissiona; creiamo dal nulla qualcosa che deve corrispondere esattamente a ciò che il cliente ha sognato o immaginato.

Quanta filosofia entra nelle tue opere? Voglio risponderti con una frase che potrà sembrarti desueta: “rispetto per la fiducia”. Il nostro lavoro consiste nel realizzare oggetti che cambieranno la vita di chi li commissiona; creiamo dal nulla qualcosa che corrisponda esattamente a ciò che il cliente ha sognato o immaginato. Ormai, per noi, questa è diventata una dipendenza; è un affare personale: per me, per il cliente e per chi lavora con me. Quando vedo il cliente felice, o addirittura sorpreso di quanto gli piaccia il risultato, sento salirmi dentro quel fuoco che è il vero motivo per cui faccio tutto questo.

Come vi sentite quando vi staccate da un progetto? In realtà, noi dai progetti non ci stacchiamo mai. Sono ancora in contatto con gli armatori o gli equipaggi delle barche che ho consegnato nel 2010. Il progetto deve restare vivo; il legame non lo spezzo mai. E poi, sul tavolo ci sono già tanti altri progetti che ci aspettano, perché la nostra è una scoperta continua; impariamo lavorando. Quindi, per un progetto che si conclude, se ne apre un altro: un mondo diverso, fatto di nuovi sogni e di nuove sfide. Never-ending story…

(Cristiano Gatto – Loving my job – Tratto da Barche, Aprile 2026)

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