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Confindustria Nautica su made in Italy: il ruolo di ICE Agenzia

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Si è svolta ieri, lunedì 6 marzo, presso la Commissione Attività produttive della Camera dei deputati l’audizione di Confindustria Nautica nell’ambito dell’indagine conoscitiva sul made in Italy. L’Associazione nazionale di categoria di Confindustria ha ricordato i numeri del settore, poco noti – si legge nella nota – al Paese, alla stampa e persino al Parlamento, ringraziando per questo il presidente Alberto Gusmeroli e la vice presidente Ilaria Cavo, per l’inclusione nel ciclo di audizioni.

CONFINDUSTRIA NAUTICA: I NUMERI, IN CRESCITA, DEL SETTORE
La nautica italiana si è confermata leader assoluta nel segmento dei superyacht, con oltre la metà del global order book, e prima esportatrice mondiale di unità da diporto. Impiega nella sua filiera oltre 190.000 addetti e continua ad assumere ininterrottamente dal 2016. Nel 2022 l’industria chiude con un incremento a doppia cifra, dopo l’eccezionale risultato del 2021, con il solo fatturato di cantieristica e componentistica che si attesta su 7 miliardi di euro e segna il record storico dell’export di 3,4 miliardi di euro.

Salone-Nautico-Internazionale-di-Genova

IL RUOLO NEVRALGICO DEL SALONE NAUTICO INTERNAZIONALE DI GENOVA
Circa l’individuazione delle attività per l’espansione del made in Italy, Confindustria Nautica ha sottolineato il ruolo strategico del Salone Nautico Internazionale di Genova, come per tutti quei settori per i quali l’internazionalizzazione passa innanzitutto per il forte sostegno alla principale fiera nazionale di settore, la cui forza attrattiva – come ad esempio per il mobile – è proprio nel radicamento territoriale e nella presentazione della filiera. È dunque essenziale – prosegue la nota di Confindustria Nautica – il potenziamento delle attività di incoming organizzate con ICE – Agenzia per le quali è necessario un maggiore coinvolgimento delle associazioni nazionali di categoria di ciascun settore nell’individuazione dei target, anche per la miglior valorizzazione del contributo pubblico. Il tutto affiancato da una forte presenza sui media internazionali per la quale è importante, ancora una volta, l’attività di ICE – Agenzia.
Confindustria Nautica ritiene uno strumento eccellente anche l’organizzazione di press trip nei distretti produttivi: un’attività che ha coinvolto la stampa internazionale di settore ed extra settore e si è dimostrata molto efficace per il consolidamento presso i buyers esteri e anche per finalità di cross-marketing con i territori.

ISTITUTI TECNICI SUPERIORI, INDUSTRIA E CONTESTO NORMATIVO
L’Associazione ha poi sollecitato una riflessione sul riorientamento degli Istituti Tecnici Superiori (ITS), inserendo la nautica nell’ambito di sviluppo di competenze in aree tecnologiche strategiche per il Paese, vista la difficoltà di un’industria altamente qualificata a trovare manodopera di eccellenza.
Circa il contesto normativo di riferimento, si segnala il lungo iter di approvazione del Regolamento di attuazione del Codice della Nautica, che prevede il parere di ben 14 ministeri, per il quale si sollecita il Governo ad accelerare l’adozione del provvedimento.
Confindustria Nautica ha infine ricordato il tema dell’assegnazione delle concessioni demaniali degli approdi turistici (la Direttiva Bolkestein esclude l’applicazione ai porti, peraltro da poco riconfermata dal Governo per i bacini mercantili), per i quali chiede di ricondurre le concessioni nell’alveo dei criteri di pubblica evidenza e trasparenza del Codice della Navigazione, e il tema dei visti per i marittimi esteri che imbarcano su navi in sosta in Italia, le cui modifiche adottate dal precedente Governo determinano la mancata permanenza delle unità presso porti e cantieri, nonostante alcuni interventi legislativi tampone adottati lo scorso anno.

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