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Economia del Mare, il rapporto di Confindustria Nautica

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Analisi, approfondimenti e proposte per promuovere lo sviluppo e la competitività della Blue Economy. Sono i temi che il sistema Confindustria ha messo al centro del dibattito in occasione dell’evento che ha dato voce a tutte le rappresentanze del cluster marittimo-portuale di Confindustria: Confitarma, Assonave, Confindustria Nautica, Federpesca, Federtrasporto, Assiterminal, Assomarinas, Unem, Federchimica – Assogasliquidi, Anita, Unione Industriali di Napoli, Assolombarda e Confindustria Lombardia.
Oltre alle prospettive di sviluppo sono stati affrontati tutti gli aspetti legati all’Economia del Mare: dinamiche, tendenze, riforme, governance, mobilità e sostenibilità, turismo nautico, autonomia nazionale ed europea. Nel corso dell’evento, conclusosi con l’intervento del Presidente Carlo Bonomi, è stato presentato Progetto Mare, il rapporto strategico delle proposte, analisi e approfondimenti sul tema dell’economia del mare del sistema Confindustria. Per Confindustria Nautica hanno partecipato il presidente Saverio Cecchi, il past president Anton Francesco Albertoni, il vice presidente Andrea Razeto, il presidente del settore turismo nautico, porti e servizi dedicati Roberto Perocchio, il Direttore Generale Marina Stella, il responsabile dell’Ufficio Studi Stefano Pagani Isnardi e il responsabile delle relazioni istituzionali dell’associazione Roberto Neglia.

David Parenzo ha moderato il convegno in cui hanno preso la parola l’onorevole Pina Picierno, Vice Presidente del Parlamento Europeo, Giuseppe Mele, direttore dell’area di coesione territoriale e infrastrutture di Confindustria, Enrico Giovannini, Ministro delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili. A seguire, una tavola rotonda sul tema governance e riforme, infrastrutture e intermodalità, con gli interventi, tra gli altri, di Mario Mattioli, presidente di Confitarma, Luca Becce, presidente di Assiterminal – Federazione del Mare e Anton Francesco Albertoni, past president di Confindustria Nautica e vice presidente della Federazione del Mare.

Centrali nell’intervento di Albertoni sono stati i temi più caldi per il settore del diporto, primo fra tutti la necessità del regolamento di attuazione del Codice della Nautica da Diporto e la necessità di una drastica riduzione dell’impatto burocratico sul settore, cantieristica e utenza privata, causa diretta della cancellazione di 2.000 unità all’anno dal nostro registro di bandiera. Albertoni ha proseguito sottolineando l’importanza di una riforma del demanio dedicata alla portualità turistica e non derivata dalla Direttiva Bolkestein che è scritta per i servizi pubblici ed esclude espressamente i porti.
Il suo intervento si è concluso portando all’attenzione l’urgenza del rafforzamento immediato della direzione del trasporto marittimo del MIMS per garantire tempestive iniziative di politica industriale, sottolineando che la proposta del Ministero del Mare deve eventualmente nascere come un’iniziativa che possa unire le competenze e semplificare e non creare un ulteriore ministero che frazioni e rallenti l’attuazione di regolamenti.

Il vice presidente di Confindustria Nautica Andrea Razeto è intervenuto sui temi della Nautica 4.0 e del posizionamento strategico del Salone Nautico di Genova. «La barca costituisce un insieme dei tanti elementi del made in Italy, del bello e ben fatto. Una delle componenti più importanti è quella dell’innovazione e della sostenibilità. Oggi la clientela è molto più esigente e chiede imbarcazioni che siano sempre più tecnologiche. Ciò che penalizza il nostro settore è il fatto che la nostra è un’industria piccola ed è più difficile fare investimenti su questi numeri. Di conseguenza la transizione ecologica passa dall’ottimizzazione di quello che già abbiamo. Così avviene per i motori, più ecologici: abbiamo la combinazione di diesel ed elettrico e già 15 anni fa un nostro cantiere aveva presentato un’imbarcazione full electric.
In questo scenario Salone Nautico di Genova è uno strumento strategico di politica industriale e di internazionalizzazione per le nostre aziende e va valorizzato sempre di più. È l’evento di settore più importante del Mediterraneo, con i maggiori spazi espositivi in acqua. È inoltre in corso una trasformazione del quartiere espositivo, grazie anche agli investimenti pubblico-privati, nell’ambito del progetto di Renzo Piano per il Waterfront genovese. Nel 2023 avremo un Salone completamente rinnovato. I contributi ricevuti, seppur esigui, rischiano di essere polverizzati; andrebbe sostenuta la denominazione internazionale del Salone Nautico in maniera ancora più importante, ottimizzando le risorse disponibili senza polverizzarle per eventi locali. Nel 2007/2008 avevamo il 50% del valore assoluto di export. Adesso l’export è cresciuto ed è pari all’76%. Su questi numeri, il Salone Nautico ha giocato un ruolo importante. Mancano – ha concluso Razeto – politiche che incentivino gli italiani all’acquisto di barche. Siamo al centro del Mediterraneo, possiamo essere ancora più attrattivi anche verso la clientela straniera».

Roberto Perocchio, presidente di Assomarinas e del settore turismo nautico, porti e servizi di Confindustria Nautica, ha fotografato lo stato di un settore che ha sofferto a lungo e non soltanto a causa della pandemia: «Il settore delle imprese portuali turistiche ha vissuto 10 anni di tempesta perfetta, iniziata nel 2008 con la crisi globale e finanziaria, seguita poi dal contenzioso sui canoni demaniali, l’IMU sui porti turistici, la tassa Monti che ha distrutto un mercato già indebolito, un declino della classe media che era quella che riempiva i porti turistici. Il contratto di ormeggio a lungo termine, diventato non più praticabile, era necessario al porto turistico per finanziarsi. La conseguenza è stata una raffica di fallimenti, una catastrofe dalla quale si esce in parte grazie al Progetto Mare per incentivare la riqualificazione dei porti turistici esistenti. Assomarinas aiuta i colleghi in difficoltà e che hanno avuto momenti di sollievo solamente in questi ultimi due anni di Covid, che ha incentivato le persone ad avvicinarsi alla nautica. Il settore può esprimere ancora qualcosa, in relazione alle condizioni economiche e sociali esistenti».

Ha concluso i lavori il Presidente di Confindustria Carlo Bonomi, che ha sottolineato: «Come Confindustria portiamo a casa il grande valore della collaborazione di tutti coloro che hanno contributo al Progetto Mare e oggi non abbiamo attraccato, ma salpato in direzione mare. Come abbiamo chiesto alla politica un coordinamento, dobbiamo essere i primi a realizzarlo, penso che Confindustria si dovrà dotare di una Direzione mare».

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