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Baglietto DOM 133, two is better than one

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In una sola settimana, Baglietto ha firmato due nuovi ordini – uno con motorizzazione ibrida – della linea DOM 133. Si tratta, in particolare, del sesto e settimo scafo della fortunata serie semi dislocante disegnata da Stefano Vafiadis. Salgono così a quattro le commesse acquisite dal cantiere da inizio anno.
Entrambe le vendite si sono concluse grazie al supporto di Northrop & Johnson: Sean Doyle della sede N&J di Fort Lauderdale ha presentato il proprietario dello scafo numero 10249, mentre il broker Charles Hervé della sede monegasca ha rappresentato l’acquirente dello scafo numero 10252.

«Baglietto sta vivendo una stagione di vendite molto fortunata – ha commentato Fabio Ermetto, CCO Baglietto – e siamo orgogliosi di aver chiuso quattro contratti in soli tre mesi. Un ringraziamento speciale va al team della Northrop & Johnson per la fattiva collaborazione e il grande impegno senza il quale non avremmo potuto finalizzare queste due commesse. È stato un grande gioco di squadra».

Entrambe le imbarcazioni si distingueranno per un layout fortemente customizzato, «che ancora una volta – aggiunge Fabio Ermetto – evidenzia la caratteristica di “atelier” del nostro cantiere, capace di grande flessibilità e propensione ad un prodotto realmente su misura, favorito anche dalla scelta dell’alluminio come materiale costruttivo privilegiato».

In particolare, con lo scafo 10252, Baglietto continua a scommettere in ricerca e tecnologia per la progettazione di soluzioni eco-friendly ed eco-sostenibili. Questo DOM 133 sarà infatti dotato di un sistema di propulsione ibrida parallela, che combina motori diesel tradizionali, motori elettrici e batterie, consentendo diverse configurazioni e modalità di propulsione a seconda delle esigenze operative e di crociera. Si potrà così optare per una navigazione più efficiente, per limitare consumi e impatto ambientale, ma anche per massimizzare il comfort a bordo grazie alla riduzione del rumore e delle vibrazioni, sia all’àncora sia in crociera. L’autonomia con modalità diesel elettrico può, infatti, arrivare fino a 690 miglia con la possibilità di ormeggio all’àncora fino a 10 ore con il supporto delle sole batterie. Grazie a due motori CAT C32, l’imbarcazione è tuttavia in grado di raggiungere la considerevole velocità massima di 17 nodi.

«La linea DOM – aggiunge Stefano Vafiadis – deriva il suo nome dalla parola latina domus, casa. E proprio l’idea di una “casa lontano da casa” è alla base di questa serie di cruiser in alluminio di medie dimensioni, modellati sulle esigenze e sugli stili di vita di un armatore contemporaneo. La DOM Line si caratterizza per linee esterne contemporanee, ispirate al design automobilistico, per volumi interni generosi, oltre che per ampi spazi all’aperto».

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