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Il mondo a colori di Aurelia Kramarivszka

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A 18 anni ha compreso di avere un certo talento per la pittura. Con coraggio e determinazione ha provato a farne una professione. Ci è riuscita. Oggi i dipinti in stile Pop Art di Aurelia Kramarivszka sono appesi alle pareti di alcune delle case più belle del mondo e da poco anche a quelle di lussuose imbarcazioni. Perché la giovane creativa ha scoperto il mondo dello yachting. E se ne è letteralmente innamorata.

«Scusa per mio italiano, parlo pocco». Un “pocco” che, pronunciato con la o molto chiusa e la doppia c, tradisce inequivocabili origini a est del pianeta. In verità, Aurelia Kramarivszka, di padre ucraino e madre ungherese per l’appunto, si fa capire molto bene e, al netto di qualche perdonabile inciampo sul congiuntivo, sembra che viva nel nostro Paese da sempre. Invece no: nell’operosa Milano risiede stabilmente soltanto dall’era post Covid. «Per amore» confessa (non senza arrossire: lo chignon, raccolto distrattamente, mette in risalto il suo giovane viso e le emozioni sono tutte lì, spalancate). Amore sì. Nei confronti dell’uomo (italianissimo) che le ha rubato il cuore, e nei confronti dell’arte, visto che non c’è altro paese al mondo che possa farne un tale e inestimabile sfoggio. L’arte sì. Perché mademoiselle Kramarivszka è un’artista.

Aurelia Kramarivszka
Aurelia Kramarivszka

Il sacro fuoco per la pittura si è acceso intorno ai 18 anni, quando Aurelia, oggi ventisettenne, ha deciso di trasferirsi dall’Ucraina a Dubai. Per sperimentare, conoscere altre persone, altre culture. Per crescere. Con grande onestà intellettuale davanti all’interlocutore non millanta titoloni di studio, master improbabili e frequentazioni accademiche. «A Dubai» prosegue «mi sono semplicemente guardata intorno e, rapita da tanta vivacità e magnificenza, ho capito che nell’aria c’era qualcosa di magico, qualcosa in grado di esercitare su di me un ascendente seduttivo, quasi ipnotico. Il colore. Così, mi sono messa in gioco, ho tirato fuori dal famoso cassetto un sogno. Ho chiuso con il mio lavoro di pierre e ho intrapreso un viaggio inedito e bellissimo. Su tela» racconta.

Aurelia Kramarivszka per Barche
Aurelia Kramarivszka per Barche

La città degli Emirati Arabi Uniti, in effetti, è stata la sua vera prima palestra, il luogo in cui ha iniziato a prendere dimestichezza con pennelli, stencil, acrilici, vernici e resine per dare forma e sostanza a un talento fino ad allora inespresso. Le è bastato poco per comprendere che la sua strada fosse quella della Pop Art con chiare citazioni provenienti dalla Street Art. Non è un caso che tra i suoi paladini, giganti cui Aurelia guarda con rispetto e ammirazione, ci siano Andy Warhol, Frida Kahlo, Roy Lichtenstein e il misterioso Banksy. «Un’altra fonte di ispirazione per i miei quadri arriva dal fashion system, nella sua declinazione più luxury. E dal genio di Walt Disney» puntualizza. Delizioso, per esempio, il dipinto che mostra una Gioconda molto pop, fluo e griffata Versace, dal cui décolleté spunta il volto di Minnie. Ma come nascono queste creazioni, in cui oltre a un sapiente uso del colore, c’è una buona e salutare dose di ironia? «Studio il carattere e le passioni del committente. Ascolto i suoi desiderata. Entro in punta di piedi nel suo universo, lo osservo e provo a tradurlo nel modo in cui mi viene più naturale farlo» dice.

La sua capacità interpretativa, a quanto pare, è da dieci, visto che Aurelia è riuscita a farsi largo nel panorama artistico internazionale senza perdere tempo. A Dubai, oltre a lavorare per privati, ha iniziato a collaborare con alcuni galleristi e ha esposto i suoi dipinti all’interno del caleidoscopio Mall, arrivando così a un pubblico sempre più ampio e trasversale. «A un certo punto, però, ho compreso che la mia esperienza a Dubai era terminata. Avevo bisogno di altro. Nuovi stimoli, nuovi paesaggi, nuove culture, nuove suggestioni e mi sono trasferita nei Paesi Bassi, storica fucina di talenti, dall’immenso Van Gogh a Vermeer, Rembrandt, Escher, Mondriaan, Bruegel, Hieronymus Bosch…, dove, naturalmente, ho continuato a coltivare la mia passione per l’arte e dove sono rimasta finché, come ho raccontato all’inizio, l’amore mi ha portata in Italia». Tra mille valigie da fare e disfare, Aurelia ha avuto un incontro professionale che le ha aperto le porte di un mondo mai esplorato prima, quello dello yachting. Le barche, infatti, sono diventate un soggetto nodale della sua produzione artistica. «Ho avuto l’onore di conoscere i vertici di Novamarine. Hanno apprezzato le mie opere e mi hanno proposto di realizzare un dipinto per un armatore che aveva appena acquistato un maxi rib. L’idea era quella di consegnarglielo proprio il giorno del varo. È stato un successo e così ho deciso di esplorare le potenzialità anche in questo settore che mi ha affascinata fin da subito.

Aurelia Kramarivszka
QR per visionare le opere di Aurelia Kramarivszka

Sono nate collaborazioni con altri nome della cantieristica, come Solaris Power, Anvera, Maori e poi chissà…. Quest’anno per la prima volta ho visitato i Saloni Nautici di Cannes e di Monaco perché volevo conoscere questa realtà da vicino. L’ho studiata dalla prospettiva migliore, nel suo habitat naturale» spiega. La modalità è sempre la stessa: Aurelia chiede all’armatore quali siano le sue passioni, i suoi hobby e dopo aver messo al centro della tela la barca, le traduce con il disegno come fossero satelliti. In ogni caso, che si tratti di uno yacht, una supercar o un gioiello, ciò che rende unica una sua opera, sono i colori. Prima di tutto quelli che Aurelia ha dentro. Che non sono affatto “pocchi”.

 

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