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A sail for the blue, da Cape Canaveral a Genova con Jancris

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È circa due mesi il viaggio di Alfredo e Nicoletta Giacon da Cape Canaveral, in Florida, al Porto Antico di Genova a bordo di Jancris, un ketch di 16 metri. Il viaggio, che segna il ritorno dell’imbarcazione nel Mediterraneo dopo 17 anni di navigazione oceanica, ha avuto l’obiettivo di monitorare l’inquinamento e la presenza di microplastiche. Il progetto di ricerca “A sail for the blue” ideato da Giacon è stato patrocinato dall’Università degli Studi di Padova e del Comune di Padova con la collaborazione dell’Università di Genova e ha previsto una serie di prelievi lungo la rotta.

Si è conclusa così a Marina Molo Vecchio (sopra) l’ultima avventura ambientalista dell’associazione Jancris che da oltre un decennio promuove missioni internazionali in barca a vela per sensibilizzare l’opinione pubblica sui temi legati all’ambiente e al cambiamento climatico.
A bordo, insieme ai coniugi Giacon, anche un ricercatore del dipartimento di Ingegneria Ambientale “ICEA” dell’Università di Padova, che ha utilizzato strumentazioni fornite dall’Università di Genova, e il regista padovano Enrico Lando che, sulla scia del forum per l’ambiente di Glasgow, ha deciso di dare il suo contributo artistico alla causa, creando contenuti video professionali ed emozionali per raccontare questa straordinaria avventura in un coinvolgente documentario.
Eloquente la dichiarazione di Alfredo Giacon, con alle spalle quasi trent’anni vissuti a un metro d’altezza dai mari di tutto il mondo: «La biodiversità del nostro pianeta sarà salva grazie alla tecnologia e non a comportamenti da ambientalisti talebani».

«L’arrivo al Porto Antico di Genova – sottolinea il presidente Mauro Ferrando – è frutto di una scelta precisa, condivisa con Alfredo Giacon, che premia l’impegno della società per il risparmio energetico e la sostenibilità ambientale. Lavoriamo per diventare il luogo ideale per le buone pratiche e la sperimentazione delle nuove tecnologie in questo settore. Accogliere Jancris è in linea con il nostro dna, diretta espressione della città di Genova e del nostro territorio, profondamente legato al mare, al diporto e a tutte le attività sportive, economiche e scientifiche collegate. A fine settembre sarà la volta del Salone Nautico, nel 2023 i nostri spazi di Marina Fiera Genova ospiteranno Ocean Race – The Grand Finale, l’arrivo di una delle regate più importanti al mondo che da molto tempo coniuga il valore sportivo con l’impegno per la salute degli oceani. È per me un grande onore far parte dello Steering Committee dell’evento e considero l’appuntamento di oggi una tappa di avvicinamento».

«A sail for the blue – sottolinea l’assessore allo sport e agli impianti sportivi Alessandra Bianchi – è allo stesso tempo simbolo di una tradizione antica, grazie alla rotta che dalla Florida la porta a Porto Antico, e di una modernità tutta da esplorare per l’importantissima opera di ricerca scientifica che svolge, ricordandoci il binomio fondamentale tra sport e sostenibilità. Lo stesso che l’anno prossimo sarà protagonista della Ocean Race che sbarcherà a Genova col suo The Grand Finale: regata che, come Jancris, unirà sport e ricerca, raccogliendo campioni alla ricerca di microplastiche in zone remote dei nostri mari».
A divulgare i dati raccolti da Jancris nella sua traversata dell’Atlantico sarà AK-Accademia Kronos, l’associazione ambientalista più antica d’Italia che, per voce del suo presidente, Franco Floris, riassume funzioni e obiettivi: «Ci occupiamo di ricerca diretta e indiretta, comunicando i dati in nostro possesso in modo capillare, con l’obiettivo di responsabilizzare il maggior numero di persone. In questo contesto abbiamo lanciato la campagna “Io faccio la mia parte”, piccole azioni che messe insieme possono condizionare il mercato. Noi possiamo decidere dove comprare e cosa comprare e questo è solo un esempio della forza che hanno i singoli».

«Siamo lieti di accogliere a Genova una barca portatrice dei messaggi sostebibili» afferma Antonio Di Natale, biologo marino e consulente scientifico “Genova Process”. «Si sposano con il percorso del “Genova Process”, che porterà, dopo l’arrivo di The Ocean Race a Genova, alla presentazione dei Principi della Carta dei Diritti dell’Oceano, passo necessario per l’elaborazione della bozza di Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Oceano da sottoporre all’assemblea dell’Onu. Segno che il mondo dello sport, e in particolare quello della vela, sono sensibili e soprattutto attivi nella promozione di attività di salvaguardia del mare».

Il documentario del regista Enrico Lando

Un viaggio unico che, oltre a raccontare la traversata oceanica e lo studio dello stato delle acque, narra l’avventura di tre persone con personalità e professioni molto diverse: il velista, la ricercatrice e il regista. La ricercatrice e il regista non hanno grande confidenza con la barca a vela e sono molto distanti da avventure del genere. Il documentario approfondisce quindi gli aspetti umani, oltre che scientifici e naturalistici. Racconta la vita in navigazione, come viene organizzata, i turni, i momenti difficili, le crisi personali, le tempeste o i momenti di calma piatta. Ognuno dei tre protagonisti ha vissuto l’avventura in modo diverso, un’avventura indimenticabile e che appassionerà gli spettatori, oltre a fornire dati per una ricerca mai effettuata fino a questo momento, vero scopo del viaggio. Per ragioni di spazio, i filmati sono stati realizzati direttamente dal regista che ha gestito interamente la tecnica video e audio utilizzando numerose telecamere e un drone. Anche questo lavoro, come gli altri lavori in barca, è parte del documentario, con tutte le difficoltà (anche tecniche) che inevitabilmente si sono dovute affrontare.

Alfredo Giacon

Navigatore, giornalista e scrittore. Dal 1993 naviga con la moglie Nicoletta a bordo di Jancris. Collabora con periodici specializzati e quotidiani locali. Ha partecipato alla “Millennium Odyssey 1998-2000”, il giro del mondo in regata per barche da crociera, classificandosi al terzo posto assoluto. Ha raccontato questa esperienza in Oltre l’orizzonte (Mursia 2001). Nel 2008, dichiarato “Anno polare internazionale”, con il patrocinio della città e dell’Università di Padova, salpa da New York per il profondo nord del Canada. In giugno giunge a Quebec City e partecipa ai festeggiamenti per il quattrocentesimo anniversario della fondazione della città in rappresentanza di Padova e di banca Etica. Tra il 2010 e il 2011 naviga con Jancris da Washington a Miami via fiume percorrendo la via fluviale chiamata Intracoastal Water Way, per promuovere anche in Italia il trasporto merci su chiatte grazie alle idrovie esistenti ma abbandonate negli anni Cinquanta. Da Miami rivolge la prua al Golfo del Messico per monitorare lo stato delle acque ad un anno di distanza dalla terribile fuoriuscita di petrolio dalla piattaforma della BP. La navigazione continua verso il parco marino e terrestre dell’arcipelago delle Exuma, alle Bahamas, scoprendo che non sono state interessate dalla marea nera. Nel 2012 organizza il primo giro d’Italia ecologico in barca a vela e auto ibrida chiamato “Un giro per la vita”. Partito da Trieste, dopo 75 giorni e 28 tappe, termina l’8 luglio ad Andora (SV). La barca a vela è uno Sly 42 Fun di Sly Yachts, mentre l’auto ibrida una Porsche Panamera S Hybrid fornita da Porsche Italia. Con Mursia ha pubblicato anche Magico Egeo (2004), Magica Turchia (2006), L’uomo che parlava con i delfini (2009), Mollo tutto e vado negli States in barca a vela (2016) e Talidomide: il grande silenzio (2019).

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